3 maggio 2020

Une femme coquette (J.L. Godard, 1955)

Une femme coquette
di Jean-Luc Godard – Svizzera 1955
con Maria Lysandre, Roland Tolmatchoff
**1/2

Visto su YouTube, in originale con sottotitoli inglesi.

Con il denaro guadagnato dalla vendita del documentario "Opération Béton" e l'attrezzatura prestatagli dalla casa di produzione di quel lavoro, la Actua-Films, Godard girò in Svizzera il suo secondo corto, che è anche la sua prima opera di finzione, nonché la prima in cui il giovane regista si trova a dover dirigere degli attori, sia pure non professionisti. Si tratta di un adattamento di un racconto di Guy de Maupassant, "Le signe" ("Il cenno"), di cui sposta l'ambientazione nelle strade della Ginevra contemporanea. Dopo aver visto una prostituta (Carmen Mirando) adescare i clienti sorridendo agli uomini che passano sotto la sua finestra, Agnès (Maria Lysandre), una giovane sposa, decide per gioco di provare a fare lo stesso, sorridendo a uno sconosciuto per vedere l'effetto che fa. Suo malgrado, avrà più successo di quanto aveva previsto. Tutto l'episodio è raccontato dalla protagonista in una lettera che sta scrivendo ad un'amica. Spigliato e piccante, il breve film (circa 9 minuti) mette già in mostra le potenzialità del cineasta francese, che lo firma con lo pseudonimo di Hans Lucas (lo stesso con cui aveva pubblicato i suoi primi articoli sui "Cahiers du cinéma": si tratta della versione tedesca del nome Jean-Luc) e recita anche nel ruolo del cliente della prostituta. Lo sconosciuto seduto nel parco, che legge il "Corriere della Sera", è invece Roland Tolmatchoff, un amico cinefilo che lavorava come rivenditore di automobili. L'attrice protagonista, cui si deve anche la voce narrante, era una conoscenza comune. Le riprese sono state fatte sull'isola Rousseau, in mezzo al Rodano. La colonna sonora comprende musica di Bach. A lungo ritenuto perduto, il corto (la cui unica copia era conservata in un museo) è apparso su YouTube nel 2017.

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