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3 marzo 2019

1860 (Alessandro Blasetti, 1934)

1860 (aka 1860: I Mille di Garibaldi)
di Alessandro Blasetti – Italia 1934
con Giuseppe Gulino, Aida Bellia
**1/2

Visto in TV.

I pastori e i contadini della Sicilia, insorti contro l'oppressione borbonica, attendono con speranza l'annunciato arrivo di Garibaldi. Per sollecitare il suo intervento, il "picciotto" Carmeliddu (Trau) parte alla volta di Genova, attraversando l'intera Italia in tumulto. Unitosi alla spedizione dei Mille, tornerà nell'isola per combattere nella battaglia di Calatafimi. Uno dei più importanti film italiani degli anni trenta sul tema del Risorgimento, del quale all'epoca il regime fascista tentava di accreditarsi come erede naturale (una sequenza finale, di ambientazione contemporanea, in cui gli ultimi reduci garibaldini assistevano a una sfilata delle camicie nere, fu tagliata nella riedizione del 1951). Eppure, il film di Blasetti (co-sceneggiatore con Gino Mazzucchi ed Emilio Cecchi) è molto di più di una semplice celebrazione storica e propagandistica: con la sua regia nervosa e moderna, la scelta di attori non professionisti con i loro volti particolari, l'uso dei dialetti, la rilevanza data alle immagini e al paesaggio (le campagne brulle e rocciose della Sicilia), la gestione dei tempi, degli spazi e dei dialoghi (nella prima parte, per lunghi tratti, sembra quasi di assistere a un film muto), anticipa addirittura il neorealismo. E inoltre ha il pregio di non appiattirsi sulla retorica e l'agiografia (lo stesso Garibaldi si intravede a malapena in una manciata di rapide scene: e in quella più importante che lo vede protagonista, il discorso alle truppe durante la battaglia, la macchina da presa non lo inquadra mai ma si sofferma sui volti di chi lo ascolta). E anche se nell'ultima parte, quella successiva allo sbarco dei Mille in Sicilia, crescono le ingenuità retoriche e patriottiche, la scena finale è tutt'altro che trionfalistica (l'urlo "Abbiamo fatto l'Italia!" echeggia su una panoramica dei tanti morti sul campo). Inoltre, il mantenimento del focus su Carmeliddu e sulla sua giovane sposa consente di non perdere mai di vista l'elemento umano della storia. Interessante anche il ritratto dell'Italia divisa dell'epoca (durante il suo viaggio, il protagonista incontra rappresentanti di varie correnti e idee politiche: c'è l'autonomista, il papalino, il mazziniano, il giobertiano...). Molti di questi, però, li ritroveremo a Quarto pronti a unirsi alla spedizione. Di contro, il "nemico" è per forza di cosa straniero (le truppe che i borbonici mandano in Sicilia sono composte da mercenari svizzeri, che parlano tedesco, mentre Civitavecchia è occupata dai soldati francesi di Napoleone III), anche perché sarebbe stato controproducente mostrare italiani che uccidono altri italiani.

19 gennaio 2011

4 passi fra le nuvole (A. Blasetti, 1942)

4 passi fra le nuvole
di Alessandro Blasetti – Italia 1942
con Gino Cervi, Adriana Benetti
**1/2

Visto in divx, con Giovanni, Rachele e Paola.

Un commesso viaggiatore si lascia convincere da una ragazza, appena conosciuta in treno, a presentarsi con lei dalla sua famiglia fingendo di esserne il marito, per evitare che i genitori la scaccino di casa perché incinta e non sposata. È il film dal quale Hollywood ha tratto un melenso remake ("Il profumo del mosto selvatico") con Keanu Reeves. Naturalmente l'originale è molto meglio, oltre che più realistico e credibile: l'ambientazione nell'Italia rurale degli anni quaranta è decisamente più funzionale alla trama, e il finale è lieto solo parzialmente (la ragazza viene perdonata dal burbero padre e riaccolta in seno alla famiglia, ma il protagonista maschile è costretto a tornare alla sua vita squallida e infelice: a differenza della versione americana, qui il divorzio dalla precedente moglie non era certo fra le opzioni a disposizione). Più che sul versante romantico, che pure ha il suo peso, la pellicola gioca soprattutto sul contrasto – forse un po' ingenuo – fra la vita in campagna, calda e accogliente, e quella in città. Nella prima parte non mancano sequenze tipiche della commedia popolare, su tutte il viaggio in corriera interrotto ripetutamente dai festeggiamenti per la nascita del figlio dell'autista; nella seconda si fa strada una sorta di realismo poetico che anticipa, per certi versi, alcuni aspetti del successivo neorealismo: non a caso alla sceneggiatura ha collaborato Cesare Zavattini, che si sarebbe ispirato – fra le altre cose – ad "Accadde una notte" di Frank Capra (curiosamente, proprio Gino Cervi aveva doppiato Clark Gable nella versione italiana di quel film). Ne esistono anche un remake francese (del 1956, di Mario Soldati con Fernandel) e uno indiano (del 2000).