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15 dicembre 2011

3 Idiots (Rajkumar Hirani, 2009)

3 Idiots
di Rajkumar Hirani – India 2009
con Aamir Khan, Kareena Kapoor
***

Visto in divx, con Marisa, in originale con sottotitoli.

Il più grande successo di pubblico del cinema indiano recente (vanta a oggi il maggior incasso di sempre per un film di Bollywood) è una pellicola che – dietro la sua natura di commedia "di massa" – non ha soltanto divertito ed emozionato gli spettatori, ma li ha fatti discutere sulle distorsioni di un sistema scolastico (che pure riesce a produrre, soprattutto in campo scientifico e ingegneristico, alcune delle più brillanti menti al mondo) basato sulla competizione, sulla ricerca dell'eccellenza a ogni costo e sulle continue pressioni che vengono esercitate sugli studenti da parte di genitori, insegnanti e della società in generale. Il protagonista Rancho (il super-divo Aamir Khan, già visto in "Lagaan", che qui interpreta un ventenne nonostante i suoi 44 anni), geniale e anticonformista, studia al prestigiosissimo Imperial College of Engineering (ICE) non per conseguire la laurea o per fare carriera in un'importante azienda, ma per il puro gusto di imparare: e durante i movimentati quattro anni di corso (raccontati in una serie di flashback, mentre l'incipit e la conclusione del film si svolgono cinque anni più tardi) riesce a cambiare la vita e le prospettive di compagni e amici, insegnando per esempio a Farhan (R. Madhavan), che studia ingegneria – per cui non è portato – solo per esaudire i desideri del padre, a seguire invece le proprie passioni e le proprie inclinazioni, diventando fotografo naturalista; e a Raju (Sharman Joshi), che studia per sollevare le fortune della sua famiglia povera, a fare affidamento su sé stesso e a vincere le proprie paure anziché affidarsi ad amuleti, superstizioni e aiuti esterni. Esilaranti, in particolare, i continui scontri con il professor "Virus" (Boman Irani), il direttore del college, incapace di riconoscere le vere qualità degli studenti e ostinato nel seguire schemi di insegnamento preconfezionati. A differenza de "L'attimo fuggente", qui è l'allievo ad aprire gli occhi all'insegnante e non il contrario.

Forse la filosofia umanista del film è un po' semplicistica ("Aal izz well", ovvero "tutto va bene", cantano i protagonisti di fronte a ogni difficoltà) e certe sequenze vanno decisamente sopra le righe (quella del parto, per esempio), ma dietro le gag comiche e gli immancabili momenti musicali (i consueti balletti kitsch e colorati, caratteristica di tanti film di Bollywood: molto bella, in particolare, la sequenza "romantica" che mostra l'innamoramento fra Rancho e Pia, la figlia del professor Virus), il film non ha paura di affrontare temi scottanti e delicati come l'alto tasso di suicidi fra gli studenti (pare che in questo campo l'India sia addirittura davanti al Giappone!), lo sfrenato consumismo delle classi sociali più elevate (il fidanzato di Pia che "etichetta" ogni cosa con un prezzo; l'altro compagno Chatur che misura il proprio successo sul valore della macchina o sulla grandezza della casa che è riuscito a comprarsi dopo la laurea) e in generale il mito del successo materiale, che dall'occidente sembra essersi fatto strada anche in una cultura, come quella indiana, che tradizionalmente si basava invece sui valori spirituali (ma anche su rigide gerarchie sociali e sui ruoli familiari). Il divertimento non manca, anche se molte gag non sono nuove ma vengono riciclate da più fonti: dalla barzelletta sulla penna per gli astronauti dello Space Shuttle alla scena del compito d'esame consegnato in ritardo (che proviene da questo spot neozelandese). Splendidi i paesaggi dell'India settentrionale, come il lago fra le montagne del Ladakh dove si conclude il film. Le "invenzioni" che si vedono nella pellicola (dal mini-elicottero con telecamera allo scooter alimentato a farina) sono tutte reali!

5 gennaio 2011

Chameli ki shaadi (B. Chatterjee, 1986)

Chameli ki shaadi
di Basu Chatterjee – India 1986
con Anil Kapoor, Amrita Singh
*1/2

Visto in DVD, in originale con sottotitoli inglesi.

Considerato un classico della commedia romantica bollywoodiana e ambientato in una piccola cittadina dell'Uttar Pradesh, racconta la tormentata storia d'amore fra Charandas, spiantato e perdigiorno lottatore di wrestling (il cui maestro gli ha ordinato di non pensare alle ragazze prima di aver compiuto 40 anni!), e la vivace studentessa Chameli, figlia di un ricco mercante di carbone. Nonostante l'opposizione delle rispettive famiglie e le differenze di casta (i genitori di Chameli giungono persino a rinchiuderla in casa pur di non farla più incontrare con Charandas), i due ragazzi riusciranno a convolare a nozze grazie agli intrighi e alla complicità di compagni e amici, in particolare dello scaltro avvocato Harish, consigliere di Charandas, e di Anita, compagna di scuola di Chameli. Se il plot è scontato e prevedibile (siamo di fronte alla solita variazione su "Romeo e Giulietta", stavolta con lieto fine), il film è ravvivato dalle immancabili canzoni (nulla di speciale, comunque) e dai balletti (con coreografie particolarmente oniriche o surreali), da numerosi momenti comici e da un certo fascino retrò, tipico delle produzioni hindi. Fra i due protagonisti, però, non c'è particolare alchimia e i personaggi meglio riusciti sono quelli di contorno, come l'avvocato Harish (Amjad Khan) e il padre della ragazza (Pankaj Kapur).

5 luglio 2007

Lagaan (Ashutosh Gowariker, 2001)

Lagaan - Once upon a time in India (Lagaan)
di Ashutosh Gowariker – India 2001
con Aamir Khan, Gracy Singh
***1/2

Rivisto in DVD, con Giovanni e Chiara.

Un musical indiano di tre ore e mezza sul gioco del cricket e di ambientazione storica? Detto così sembrerebbe una vera mazzata, invece di tratta di un film piacevolissimo, divertente e affascinante. Vincitore del premio del pubblico al festival di Locarno, è stato poi il primo (e l'unico, a quanto ne so) autentico film di Bollywood giunto anche nelle sale cinematografiche del nostro paese (non considero tali infatti le pellicole 'da festival' come quelle di Mira Nair – che peraltro non mi piace – o le opere di esuli o emigranti come Gurinder Chadha, realizzate per un pubblico occidentale). Forse mi è piaciuto tanto proprio per il suo esotismo, per l'essere così diverso dal cinema cui sono abituato, più che per i suoi reali meriti, ma non importa: anche a rivederlo rimane un'esperienza unica e gradevole. La vicenda si svolge alla fine del diciannovesimo secolo, quando la mancanza di pioggia rende impossibile a un villaggio di contadini pagare il tributo annuale (il "lagaan", appunto, una parte del raccolto) agli inglesi che occupano la regione. L'altezzoso comandante britannico propone loro una sfida: se batteranno a cricket la squadra della guarnigione verranno esentati dal pagamento della tassa, altrimenti dovranno pagare il triplo. Nonostante l'iniziale scetticismo dei suoi compagni, il prode Bhuvan (il cui amore è conteso fra la bella Gaurì e l'inglese Elizabeth, sorella del suo nemico) riesce a mettere in piedi una squadra e a imparare le regole del gioco in soli tre mesi. L'ultima ora e mezza del film è dedicata all'epica partita, che dura tre giorni (!). Speranze e tradimenti, coraggio e disperazione, amori e gelosie: c'è di tutto in uno spettacolone esaltante e trascinante, condito da canzoni e balli coloratissimi come in ogni film bollywoodiano che si rispetti. Il regista ha ammesso di aver tratto ispirazione anche dai fumetti di Asterix, con la dicotomia galli/romani trasformata in quella indiani/britannici e la caratterizzazione "litigiosa" degli abitanti del villaggio. Anche senza conoscere le regole del cricket, il film si lascia seguire senza problemi e scorre via davvero in un attimo.

Nota: il DVD italiano non ha purtroppo una traccia separata dei sottotitoli per le canzoni (che non sono state doppiate). A meno di non guardare l'intero film in lingua originale, bisogna dunque attivare e poi disattivare manualmente i sottotitoli ogni volta che i personaggi cominciano a cantare.