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20 marzo 2021

Black Mask (Daniel Lee, 1996)

La vendetta della maschera nera, aka Black Mask (Hak hap)
di Daniel Lee – Hong Kong 1996
con Jet Li, Lau Ching Wan
*1/2

Rivisto in TV (Prime Video).

Sotto l'identità di Maschera Nera, il timido bibliotecario Tsui Chik (Jet Li) si batte contro i membri della Squadra 701, plotone di soldati di cui lui stesso un tempo faceva parte e ai quali sono stati rimossi chirurgicamente i centri del dolore e ogni emozione umana. Da un fumetto cinese, una pellicola d'azione con una trama risibile, personaggi stereotipati e scene di combattimenti lunghe ed estenuanti. Il setting vagamente fantascientifico (che in certe cose ricorda "Heroic Trio") è subito perso per strada, le motivazioni dei cattivi sono generiche (impadronirsi del traffico di droga a Hong Kong), e la regia è piuttosto grezza. Si salvano invece la fotografia (è quella tipica di molti prodotti della Film Workshop di Tsui Hark), le interpretazioni (oltre a Li, Lau Ching Wan nei panni del poliziotto e Karen Mok in quelli della buffa collega di Tsui Chik, per motivi diversi, sono una garanzia) e soprattutto le coreografie d'azione di Yuen Woo-ping. I personaggi vanno in giro vestiti di nero, con occhialini, maschere e spolverini, e per molti versi abiti, atmosfere e scenografie sembrano anticipare "Matrix" (cui collaborerà lo stesso Yuen). Ma il "costume" del protagonista, con cappellino da chauffeur, è anche una citazione del personaggio di Kato, interpretato da Bruce Lee nel serial tv "The Green Hornet". Nel cast anche Anthony Wong, Patrick Lung e Françoise Yip. Sei anni dopo uscirà un seguito, diretto in prima persona da Tsui Hark, ma senza Jet Li.

8 settembre 2014

I mercenari 3 (Patrick Hughes, 2014)

I mercenari 3 (The Expendables 3)
di Patrick Hughes – USA 2014
con Sylvester Stallone, Mel Gibson
**

Visto al cinema Plinius, con Monica e Sabrina.

Per avere la meglio su Conrad Stonebanks (Mel Gibson), commilitone da tempo creduto morto e invece riciclatosi come trafficante d'armi, il leader dei "Sacrificabili" Barney Ross (Sylvester Stallone) medita di mandare in pensione la sua vecchia squadra (Jason Statham, Dolph Lundgren, Randy Couture, Terry Crews) in favore di un nuovo team di giovanissimi (Kellan Lutz, Ronda Rousey, Glen Powell, Victor Ortiz). Ma alla resa dei conti avrà ancora bisogno dell'aiuto dei vecchi compagni, nonché dei redivivi Arnold Schwarzenegger e Jet Li. Per la terza volta Stallone riunisce attorno a sé un cast stellare di eroi d'azione, stagionati o meno, per mettere in scena una sequenza ininterrotta di combattimenti, sparatorie, esplosioni e battute ironiche sulla falsariga del cinema action degli anni '80. Come sempre la trama conta poco, e il divertimento nasce dall'interazione di tanti pezzi da novanta; ma questa volta il meccanismo non sembra del tutto oliato e molti character sono sacrificati oltre misura. Pur ravvivato da numerose new entry (in particolare Gibson nel ruolo del cattivo; ma ci sono anche Harrison Ford, che sostituisce Bruce Willis come collegamento fra la CIA e il gruppo; Antonio Banderas, che dà vita a un personaggio schizzato e logorroico; e Wesley Snipes, medico con la passione per i coltelli), il film risulta dunque inferiore ai due capitoli precedenti (e in particolare al secondo, che rimane per me il migliore). Le cose da ricordare sono il personaggio di Banderas, come già detto, e la battuta di Stallone al termine dello scontro con Gibson: "Io sono l'Aja!". Pierce Brosnan e Dwayne Johnson (The Rock) sarebbero già in trattative per apparire nel quarto capitolo.

2 settembre 2012

I mercenari 2 (Simon West, 2012)

I mercenari 2 (The Expendables 2)
di Simon West – USA 2012
con Sylvester Stallone, Jean-Claude Van Damme
**1/2

Visto al cinema Uci Bicocca, con Sabrina, Elena, Monica e Roberto.

I "sacrificabili" sono tornati! Come nel primo capitolo, Sylvester Stallone (autore anche della sceneggiatura, ma non della regia che stavolta ha lasciato a Simon West) ha riunito attorno a sé un nutritissimo roster di star del cinema d'azione degli anni ottanta, veri "pezzi da museo" (come recita ironicamente una delle tante battute del film) e totem di un'epoca in cui questo genere puntava le proprie carte sugli scontri fisici e non sugli effetti speciali generati al computer. Inutile aggiungere che la pellicola, per i nostalgici e i fan di quel tipo di film, è imperdibile quanto la precedente, pur scontando il rischio della ripetizione; ma rispetto al primo capitolo i dialoghi sono conditi da maggior humour: tanti gli in-jokes, in particolare, che riguardano Schwarzenegger ("Sono tornato!"). Se Jet Li esce di scena dopo poche sequenze, in compenso rispetto al precedente episodio Schwarzy e Bruce Willis hanno maggior spazio – e partecipano al combattimento finale – e soprattutto fanno la loro comparsa Chuck Norris (memorabile la sua entrata, accompagnata dal refrain de "Il buono, il brutto, il cattivo" di Morricone e seguita dall'attore stesso che racconta una delle tante "leggende urbane" che circolano in internet su di lui: "Una volta sono stato morso da un cobra. Ma dopo cinque giorni di dolore atroce... il cobra è morto") e Jean-Claude Van Damme nei panni del "cattivo", lo spietatissimo Jean Vilain (si chiama proprio così!). Questi ha deciso di impadronirsi delle riserve di plutonio che i sovietici hanno nascosto in una miniera bulgara, ma troverà sulla sua strada i nostri eroi, decisi a vendicare la morte del più giovane di loro (il "pivello" Liam Hemsworth). Tutto il cast (completato da Jason Statham, Dolph Lundgren, Terry Crews, Randy Couture e da una donna, Nan Yu) è protagonista di sparatorie, combattimenti e inseguimenti senza soluzione di continuità e ad alto livello di testosterone: il film mantiene tutte le sue promesse, che non comprendevano certo raffinati momenti di introspezione psicologica. Peccato solo che Schwarzy e Norris abbiano girato le loro scene in pochi giorni (e si vede: entrano ed escono dalla storia in maniera un po' casuale). Fra le performance migliori, quelle di Lundgren e Van Damme. Un terzo episodio è in cantiere: i produttori hanno già contattato Steven Seagal, Mel Gibson e altri ancora.

11 febbraio 2011

Danny the dog (L. Leterrier, 2005)

Danny the dog (id., aka Unleashed)
di Louis Leterrier – Francia/USA/GB 2005
con Jet Li, Morgan Freeman, Bob Hoskins
**1/2

Rivisto in DVD, con Hiromi.

Allevato (letteralmente) come un cane sin da quando aveva quattro anni, Danny è diventato una macchina da combattimento che il suo padrone, un gangster, porta con sé quando si reca a riscuotere denaro dai suoi creditori: basta togliergli il collare e Danny si scatena contro gli avversari aggredendoli con furia animalesca. Quando, dopo un incidente, si ritrova per la prima volta libero, viene accolto da un accordatore di pianoforti cieco e dalla sua figlioccia, che gli restituiscono l'umanità perduta anche attraverso l'amore per la musica. Siamo di fronte probabilmente al miglior film "occidentale" di Jet Li, quello in cui l'attore cinese può mettere in mostra per una volta anche le sue capacità recitative e non solo quelle di campione di arti marziali. Non che i combattimenti non siano numerosi e spettacolari: oltre a quelli nell'arena dove si pratica la lotta clandestina, rimane impresso in particolare lo scontro con un avversario all'interno di una stanza minuscola, il cui spazio chiuso e ristretto impedisce ogni movimento. La sceneggiatura è scritta da Luc Besson (che con Leterrier aveva già collaborato ai due "Transporter"), ma per una volta non si tratta della solita bessonata tutta azione e niente cuore. Notevole l'interpretazione di Bob Hoskins (il "padrone" di Danny), senza sbavature quelle di Morgan Freeman e di Kerry Condon.

14 gennaio 2011

Rogue il solitario (P. Atwell, 2007)

Rogue il solitario (War)
di Philip G. Atwell – USA 2007
con Jet Li, Jason Statham
**1/2

Visto in TV.

"Il solitario" (Jet Li), misterioso ed elusivo sicario a pagamento, è coinvolto nella guerra in corso fra yakuza e triadi per le strade di San Francisco. Inizialmente al soldo dei giapponesi, offre i propri servigi anche ai cinesi, provocando un'escalation di violenza e mirando alla distruzione di entrambe le bande. A lui dà la caccia l'agente dell'FBI John Crawford (Jason Statham), intenzionato a vendicare un proprio compagno che il killer aveva ucciso tre anni prima insieme a tutta la sua famiglia. Ma un doppio colpo di scena ribalterà le carte in tavola. Godibile action movie che ha i suoi punti di forza nelle sequenze d'azione coreografate da Corey Yuen (acrobazie, sparatorie, esplosioni, arti marziali e tutto il repertorio del genere) e, per una volta, nell'ambiguità dei ruoli dell'eroe e del cattivo. Se nella prima parte il protagonista assoluto è Statham, man mano che la trama procede l'attenzione si sposta su Li, che interpreta un personaggio doppiogiochista che ricorda quelli de "La sfida del samurai", "Per un pugno di dollari" e "Ancora vivo" (tutti debitori, naturalmente, a "Red Harvest" di Dashiell Hammett). I due attori avevano già recitato insieme nel precedente "The one", e lo faranno ancora ne "I mercenari" di Stallone. Da apprezzare la presenza della modella Devon Aoki nella parte della figlia del capo yakuza.

9 settembre 2010

I mercenari (Sylvester Stallone, 2010)

I mercenari (The Expendables)
di Sylvester Stallone – USA 2010
con Sylvester Stallone, Jason Statham
**1/2

Visto al cinema Colosseo.

Un sogno che si avvera. Un film d'azione in puro stile anni ottanta che riunisce tutti insieme i principali interpreti del genere e in particolare quelli della vecchia scuola: Sylvester Stallone (anche regista e sceneggiatore), Arnold Schwarzenegger (per lui soltanto un cameo, purtroppo, visti gli impegni politici: "Vuole diventare presidente"), Dolph Lundgren (per Ivan Drago c'è ovviamente un ruolo a metà fra il buono e il cattivo), Mickey Rourke (sfatto come in "The Wrestler", filosofo, tatuato e tatuatore), Jet Li (con il complesso dell'altezza: e vorrei ben vedere, al fianco di tanti colossi), Jason Statham (l'eroe di "The transporter" e "Crank", il mio preferito del cast) e Bruce Willis (anche lui in un ruolo ridotto)... E non basta: ci sono anche i wrestler Randy Couture e "Stone Cold" Steve Austin, l'ex giocatore di football Terry Crews e persino Gary "Ken il guerriero" Daniels! Per completare un cast davvero da favola mancherebbero soltanto (sono stati contattati, ma hanno rifiutato per motivi vari) Jackie Chan, Steven Seagal, Chuck Norris e Jean-Claude Van Damme (che pare abbia acconsentito ad apparire nel sequel). I cattivi sono Eric Roberts e David Zayas, le donzelle Giselle Itiè e Charisma Carpenter. Della trama è anche inutile parlare, visto che non conta (si tratta comunque di spodestare un dittatore di un'isola sudamericana, spalleggiato da un ex agente CIA interessato al traffico di droga): l'importante è godersi la successione senza pause di sparatorie, esplosioni, inseguimenti, scontri corpo a corpo, pugni, calci, coltellate e distruzioni assortite. E il bello è che sembra di essere tornati ai tempi di "Commando", senza traccia di tutti quelli elementi che hanno affossato il genere negli ultimi decenni, come adolescenti, fighettume vario, sottotrame idiote, eccessi tecnologici. Solo testosterone e mazzate! Con coraggio il film rinuncia anche alle influenze hongkonghesi che, da John Woo in poi, hanno modificato le pellicole d'azione (ma Corey Yuen ha comunque collaborato alle coreografie, in particolare nelle scene con Jet Li). Impressionante la fisicità dei corpi, anche quelli di interpreti che ormai hanno una certa età. Ovviamente, i più "giovani", come Statham, se la cavano meglio, ma tutti – a partire da Stallone – hanno comunque l'aria di divertirsi un mondo. E per riassumere il film, la cosa migliore è citare l'imperdibile recensione pubblicata sul sito I 400 calci: "Non importa di che sesso eravate quando siete entrati al cinema: quando uscirete, sarete UOMINI".

9 aprile 2009

Amici x la morte (A. Bartkowiak, 2003)

Amici x la morte (Cradle 2 the grave)
di Andrzej Bartkowiak – USA 2003
con Jet Li, DMX
*1/2

Rivisto in DVD.

Una banda di rapinatori di colore, assoldati da un misterioso committente, svaligia un caveau blindato e si impadronisce di alcuni insoliti "diamanti neri". Ma le pietre, che non sono gioielli bensì una forma concentrata di energia nucleare, fanno gola a un trafficante internazionale di armi. Questi, pur di impossessarsene, rapisce la giovane figlioletta del capo della banda, che si vede così costretto ad allearsi con un freddo agente speciale di Taiwan. Dopo "Romeo deve morire", Jet Li torna a collaborare con il regista Andrzej Bartkowiak, ma il risultato è un film del tutto dimenticabile, di cui fra l'altro l'attore cinese non è nemmeno il vero protagonista. Al centro della vicenda, infatti, c'è semmai il rapper DMX (che aveva un ruolo minore già nel film precedente). Nel cast compaiono anche i "cattivi" Mark Dacascos e Kelly Hu. Le coreografie degli scontri a base di arti marziali sono di Corey Yuen Kwai. No comment sulla grafia da SMS del titolo (sia quello italiano, sia quello originale).

The One (James Wong, 2001)

The one (id.)
di James Wong – USA 2001
con Jet Li, Jason Statham
**

Rivisto in DVD.

Il nostro universo è in realtà composto da numerosi mondi paralleli, in ciascuno dei quali esiste una copia alternativa di ogni abitante. Uno speciale corpo di agenti speciali sorveglia i passaggi da un mondo all'altro per impedire ai malintenzionati di viaggiare tra gli universi, ma proprio uno di questi controllori si rende conto che eliminando le altre copie di sé stesso può acquisire enormi poteri, visto che le energie di chi viene soppresso si suddividono fra tutti i suoi "gemelli". Spinto dal desiderio di diventare "l'unico" (a un certo punto sbotta in un "Ne rimarrà soltanto uno!" che non può non ricordare "Highlander"), e dopo aver eliminato ben 123 suoi alter ego, scoprirà che l'ultimo sopravvissuto – un poliziotto di Los Angeles, nella nostra realtà – è un osso duro. Lo spunto fantascientifico, sebbene non originalissimo, è piuttosto inedito per un film con Jet Li. Peccato che la pellicola si riveli poi un action movie piuttosto convenzionale, se si toglie il fatto che l'attore cinese si ritrova per una volta a interpretare contemporaneamente il ruolo del buono e del cattivo. Al suo fianco c'è una coppia di agenti del multiverso composta da Delroy Lindo (già al fianco di Jet in "Romeo deve morire") e soprattutto da Jason Statham, che però è un po' sprecato. Fra effetti speciali alla "Matrix" (personaggi che schivano i proiettili), inseguimenti e sparatorie, c'è poco spazio per le arti marziali, tranne che nello scontro finale dove Jet lotta contro sé stesso. Nel cast, come moglie del protagonista, anche Carla Gugino.

24 marzo 2009

Kiss of the dragon (C. Nahon, 2001)

Kiss of the dragon (id.)
di Chris Nahon – Francia/USA 2001
con Jet Li, Bridget Fonda
*1/2

Rivisto in DVD, con Hiromi.

Un poliziotto cinese (Jet Li), in trasferta a Parigi per collaborare con i colleghi francesi all'indagine su un traffico di droga, si ritrova "incastrato" da un commissario corrotto (Tcheky Karyo). Lo aiuterà una prostituta dal cuore d'oro (Bridget Fonda), che il cattivo ricatta tenendone in ostaggio la figlioletta. Le secche scene d'azione e i combattimenti a base di agopuntura (!) e arti marziali (coreografati da Corey Yuen Kwai) sono l'unica cosa da salvare in un film scontato e prevedibile, che si fa anche stucchevole quando è in scena il personaggio femminile. La sceneggiatura di Luc Besson si basa su un soggetto dello stesso Li, al suo secondo film da protagonista in occidente dopo "Romeo deve morire", ma non sfrutta in maniera adeguata né lo spaesamento del personaggio principale, calato in un contesto a lui estraneo, né l'interazione con i comprimari.

19 marzo 2009

Romeo deve morire (A. Bartkowiak, 2000)

Romeo deve morire (Romeo must die)
di Andrzej Bartkowiak – USA 2000
con Jet Li, Aaliyah
**

Rivisto in DVD.

Dopo avergli dato una particina da cattivo in "Arma letale 4", il produttore Joel Silver fa esordire Jet Li a Hollywood come protagonista in questo film patinato e dai toni hip-hop che mescola (cercando di ripetere l'exploit del più fortunato "Rush Hour") l'universo degli immigrati cinesi con quello degli afro-americani, il cinema di kung fu e quello a sfondo gangsta-rap. Nessuna pretesa di realismo o di denuncia sociale, però: la pellicola è un fumettone ingenuo e prevedibile, anche se moderatamente gradevole. Le strade di una città californiana (ma il film è stato girato a Vancouver, in Canada) sono contese fra due bande malavitose in guerra fra loro, una composta da neri e una da cinesi. Il delicato equilibrio viene rotto quando il figlio del boss cinese è ritrovato morto. Suo fratello maggiore evade da un carcere a Hong Kong e raggiunge gli Stati Uniti in cerca di vendetta, ma dovrà allearsi con la figlia del capobanda avversario, visto che il "cattivo" è un nemico comune. L'aggancio a "Romeo e Giulietta" è comunque debolissimo, anche perché dal film sono state tagliate all'ultimo momento tutte le sequenze (compreso il bacio finale) che suggerivano una relazione romantica fra i due protagonisti. Jet Li è in forma, e si vede, ma ha poco spazio per mostrare le sue qualità atletiche visto che gli scontri a base di arti marziali sono limitati a poche sequenze (nelle quali, curiosamente, il regista inserisce anche alcuni effetti speciali che permettono di vedere – come in una radiografia – gli effetti dei colpi del nostro eroe sulle ossa degli avversari!). Divertente, in ogni caso, la scena in cui Jet utilizza Aaliyah come "arma" per sconfiggere una motociclista avversaria perché la sua educazione gli impedisce di colpire direttamente una donna. Il regista, all'esordio, è di origine polacca ed era stato un direttore della fotografia. La cantante Aaliyah è morta tragicamente l'anno successivo in un incidente aereo, a soli 22 anni.

6 aprile 2008

Meltdown (Wong Jing, 1995)

Meltdown – La catastrofe (Shu dan long wei, aka High Risk)
di Wong Jing – Hong Kong 1995
con Jet Li, Jacky Cheung
**1/2

Rivisto in DVD, con Giovanni.

Ho un po' di nostalgia per quel periodo felice del cinema di Hong Kong in cui si realizzavano pellicole come questa, che spaziavano senza vergogna dall'azione pura e frenetica in stile "Die hard" (indirettamente citato), coreografata dal grande Yuen Kwai, alla comicità stupida e volgarotta che costituisce il marchio di fabbrica di Wong Jing. A dire la verità, quando l'avevo visto per la prima volta, su un video-cd di importazione e in lingua originale, mi era piaciuto di più. Stavolta, in italiano e con la brutta musica rap che ci hanno aggiunto gli americani, mi è sembrato meno divertente, ma resta comunque uno spettacolone ingenuo ed efficace. Jet Li interpreta un ex soldato dei servizi speciali che, dopo aver perso la moglie in un attentato terroristico, si ricicla come guardia del corpo e deve affrontare una banda di criminali che ha sequestrato un intero grattacielo. Gli ruba però spesso la scena Jacky Cheung, il cui personaggio di attore di arti marziali è una parodia di Bruce Lee (i nunchaku e la tutina gialla) ma soprattutto una feroce satira di Jackie Chan (il divo che non utilizza stuntmen), per il quale era stata scritta originariamente la parte e che avrebbe litigato con il regista sul set di "City Hunter": peccato, sarebbe stata la prima apparizione di Jackie e Jet fianco a fianco sullo schermo! Degno di nota il cast femminile: si va dalla procace Chingmy Yau, compagna e musa del regista (che veste i panni di una improbabile giornalista), alla timida Charlie Yeung, fino alla bella e cattiva Valerie Chow. Stranamente per Li ci sono poche arti marziali ma molte scene con automobili (nell'ascensore!), elicotteri e pistole.

11 marzo 2008

Fong Sai Yuk II (Corey Yuen Kwai, 1993)

Fong Sai Yuk II (Fong Sai Yuk juk jaap, aka The Legend 2)
di Corey Yuen Kwai – Hong Kong 1993
con Jet Li, Josephine Siao
**1/2

Visto in DVD, in originale con sottotitoli inglesi.

Il seguito di "Fong Sai Yuk", realizzato a tempo di record lo stesso anno e dallo stesso staff tecnico, ricomincia dopo si era fermato il primo episodio e ne replica la spettacolarità e l'umorismo. Sai Yuk è entrato a far parte della Red Flower Society, ma deve proteggere il segreto del capo della setta Chan (ossia il fatto di essere il fratello dell'imperatore che sta tentando di detronizzare) dalle mani del traditore Yu. Ancora una volta i maggiori momenti comici sono riservati alla madre di Sai Yuk, mentre il protagonista si trova coinvolto in un delicato triangolo romantico: oltre alla bella Ting Ting (Michelle Li), che aveva conquistato nel primo capitolo, diventa oggetto anche dell'amore della capricciosa Angie (Amy Kwok), figlia del governatore nemico che – manco a dirlo – non trova di meglio che organizzare il solito torneo di arti marziali per scegliere il suo compagno. "Costretto" a partecipare anche questa volta, il mammone Sai Yuk scopre che sconfiggere i rivali è facile, mentre lo è meno fronteggiare l'ira di Ting Ting. Se nella prima parte c'è forse qualche passaggio a vuoto, l'ultima mezz'ora del film è un susseguirsi spettacolare di acrobazie e combattimenti dove l'abilità di Jet Li (seppur aiutato, come al solito, dal wire work) lascia senza fiato, per esempio nel duello fratricida a base di spade contro gli ex compagni della società ribelle, o nello scontro finale in un intrico fra scale e panche.

Fong Sai Yuk (Corey Yuen Kwai, 1993)

Fong Sai Yuk (id., aka The Legend)
di Corey Yuen Kwai – Hong Kong 1993
con Jet Li, Josephine Siao
***

Visto in DVD, in originale con sottotitoli inglesi.

È uno dei film che hanno reso grande Jet Li nel suo periodo hongkonghese, uno spettacolo puro, elegantemente diretto e coreografato da un maestro del genere che lo ha realizzato sull'onda del successo riscosso da "Once upon a time in China" di Tsui Hark, il film che aveva dato nuova vita al genere del kung fu mescolandolo con gli stilemi del wuxia. Si tratta di un film prima di tutto "divertente da vedere", che mescola alle fenomenali acrobazie e al wire work una forte dose di umorismo cantonese che, soprattutto nella prima parte, lo apparenta a certe cose che Jackie Chan faceva nei primi anni ottanta e lo mantiene sul terreno dell'avventura e non su quello della ricostruzione storica. Fong Sai Yuk (altro celebre eroe popolare cinese, come il Wong Fei-hung del film di Tsui Hark) è infatti tutt'altro che un eroe senza macchia: abile lottatore, preferisce gironzolare con gli amici a corteggiare ragazze, ad attaccar briga e ad accettare tutte le sfide che riceve piuttosto che aiutare i genitori nel loro negozio di tessuti. Non che l'intrattabile e scatenata madre (una straordinaria Josephine Siao) sia da meno: con grande disperazione del marito, anche lei è una testa calda che non perde occasione per combinare guai. Quando il signorotto del villaggio organizza un torneo di arti marziali per scegliere un marito per sua figlia (la graziosa Michelle Li), Sai Yuk partecipa solo per il gusto di mettere in mostra la propria abilità, ma è sua madre a vincere (travestita da uomo!), dando vita a una serie di esilaranti equivoci e a sottotrame romantiche. Nella seconda metà, il film assume un tono più serio e legato alle vicende storiche: i nostri eroi devono infatti lottare contro i seguaci del perfido imperatore Manchu per difendere la lista segreta degli affiliati alla leggendaria Red Flower Society, un gruppo di ribelli che vorrebbe restaurare sul trono l'antica dinastia Ming. L'umorismo è eccezionale e non mancano assurdità anacronistiche (Sai Yuk a bordo di una rudimentale bicicletta, la madre che si fabbrica occhiali da sole) e riferimenti metacinematografici: Sai Yuk e i suoi amici scelgono come pseudonimi quelli di cineasti come Yuen Kwai stesso, Jeff Lau e Wong Jing (dopo aver esordito con "Wong..." e aver fatto partire la musica di Wong Fei-hung!), e poi afferma che a insegnargli l'inglese è stata proprio l'attrice Josephine Siao! Spettacolari (a dire poco) i combattimenti, come quello fra Jet Li e Sibelle Hu (che piacere rivederla!) che saltano sulle teste degli spettatori, e quello finale sotto il palco dell'impiccagione. E alla fine, la lista dei nomi della società segreta si rivela essere i titoli di coda del film!

26 luglio 2007

Fearless (Ronny Yu, 2006)

Fearless (Huo Yuanjia)
di Ronny Yu – Cina/Hong Kong 2006
con Jet Li, Yong Dong, Shido Nakamura
**1/2

Visto al cinema Colosseo, con Albertino.

Biografia romanzata di Huo Yuan-jia, leggendario praticante di wushu e fondatore dell'associazione di arti marziali Chin Woo, oggi diffusa in tutto il mondo. All'inizio del ventesimo secolo, Huo sfidò numerosi campioni stranieri per rinsaldare l'orgoglio nazionale della Cina. Quasi tutto il film è narrato in un lungo flashback che segue il protagonista dall'infanzia alla giovinezza, trascorsa nell'ossessione di diventare il campione della sua città attraverso una serie di combattimenti sempre più insensati e cruenti, prima di giungere alla faticosa comprensione del vero valore del wushu (non quello di sconfiggere l'avversario, ma quello di migliorare sé stessi) e del suo ruolo aggregante e sociale. Oltre a costituire il ritorno di Jet li in patria ("Hero" a parte, i suoi ultimi film erano tutti occidentali), è un ottimo film di arti marziali (le coreografie sono del solito Yuen Woo Ping), con poco wire work e numerosi e variopinti combattimenti caratterizzati da un sonoro e da una fisicità notevoli. Anche il regista è tornato a Hong Kong dopo una parentesi americana tutt'altro che disprezzabile (suo è l'eccellente "La sposa di Chucky", per esempio). In passato il personaggio di Huo aveva già ispirato il cinema di kung fu, per esempio nel classico "Dalla Cina con furore" con Bruce Lee e nel suo remake "Fist of Legend" con lo stesso Jet Li (in entrambi i casi i protagonisti erano discepoli di Huo).

Nota: ho letto che ne esiste una versione "director's cut" con circa mezz'ora di scene in più, nelle quali comparirebbe anche Michelle Yeoh!