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5 giugno 2021

Il re degli straccioni (Sam Taylor, 1926)

Il re degli straccioni (For Heaven's Sake)
di Sam Taylor – USA 1926
con Harold Lloyd, Jobyna Ralston
**1/2

Visto su YouTube.

Innamorato della bella Hope (Ralston), il giovane J. Harold Manners (Lloyd), ricco sfondato e perdigiorno, finanzia il padre di lei (Paul Weigel), aiutandolo a istituire una missione nei bassifondi per dare conforto ai poveri e un'educazione religiosa ai malviventi. Saranno proprio straccioni e gangster, che hanno imparato ad apprezzarlo, a "salvarlo" quando i suoi amici milionari vorranno impedirgli di sposare la ragazza. Fra commedia degli equivoci (tutta la prima parte, incentrata sul filantropismo involontario del protagonista), satira e gag slapstick (le sequenze finali, con sketch acrobatici e corse sfrenate su vari mezzi di trasporto, come il bus scoperto che viaggia impazzito e senza conducente per le strade della città), uno dei maggiori successi al botteghino per Harold Lloyd, nonostante il comico non fosse soddisfatto del girato finale e abbia pensato più volte di rinviare il film (parte del materiale scartato verrà riciclato nel successivo "A rotta di collo").

21 novembre 2017

Preferisco l'ascensore (Newmeyer, Taylor, 1923)

Preferisco l'ascensore (Safety last!)
di Fred C. Newmeyer, Sam Taylor – USA 1923
con Harold Lloyd, Mildred Davis
***1/2

Visto su YouTube.

Una delle immagini più iconiche nella storia del cinema, in particolare del cinema muto, è quella che mostra Harold Lloyd aggrappato alle lancette di un orologio e sospeso nel vuoto. È stata ripresa e omaggiata più volte, per esempio in "Ritorno al futuro" (con un altro Lloyd, Christopher, nella stessa situazione), in "Hugo Cabret", e da Jackie Chan in "Project A" (il funambolo cinese ha sempre indicato in Lloyd uno dei suoi modelli di riferimento). L'attore americano, noto per il suo "personaggio con gli occhiali" (chiamato semplicemente "The boy" nei titoli dei suoi film) è da considerare il terzo grande comico dell'epoca del muto insieme a Charlie Chaplin e Buster Keaton, con i quali negli anni venti rivaleggiava in popolarità, anche se oggi è assai meno conosciuto di loro. Questo film, per via della scena dell'orologio (e in generale di tutta la sequenza conclusiva) ma non solo, è senza dubbio il suo lavoro più famoso. La trama vede il protagonista lasciare il suo paesino di provincia per andare in cerca di fortuna a New York, dove non troverà che un modesto impiego da commesso nel reparto tessuti di un grande magazzino. Quando sente che il proprietario intende elargire una lauta ricompensa a chi troverà il modo di attirare più clienti, decide di organizzare un grande evento pubblicitario: il suo coinquilino, un agile operaio edile abituato a lavorare a grandi altezze (interpretato dallo stuntman Bill Strother, celebre all'epoca come "mosca umana"), dovrà scalare a mani nude la facciata del palazzo di fronte al negozio. Per una serie di sfortunati eventi, però, al posto dell'amico sarà proprio lui a dover eseguire l'arrampicata! L'impresa, già difficile di suo, sarà resa ancora più ardua da (comicissime) disavventure che si succederanno piano dopo piano. L'eccezionale sequenza, girata in maniera magistrale, è davvero da brividi, e combina l'umorismo con la suspense e le vertigini, grazie anche agli "effetti ottici" che sfruttano la profondità di campo nelle varie inquadrature, mostrando le strade, i passanti e il traffico sotto lo sventurato ragazzo. Ma il resto del film non è da meno, zeppo di gag slapstick in cui il protagonista – ambizioso e intraprendente – si mette nei guai e cerca ingegnosamente di uscirne, realizzate con un perfetto uso dei tempi e gestione degli spazi. Mildred Davis è la fidanzata alla quale Harold fa credere di essere il direttore del negozio. Prodotto da Hal Roach (co-autore anche del soggetto).

25 settembre 2006

Meglio un mercoledì da leone... (P. Sturges, 1947)

Meglio un mercoledì da leone... (The sin of Harold Diddlebock)
di Preston Sturges – USA 1947
con Harold Lloyd, Frances Ramsden
**

Visto in DVD, con Martin.

Partendo da una bobina di materiale girato nel 1925 per il film di Lloyd "The freshman", Sturges imbastisce una commedia che avrebbe dovuto omaggiare e, nelle intenzioni, rilanciare il grande comico del muto, da tempo ormai assente dalle scene. Ma i risultati al botteghino non furono particolarmente soddisfacenti, e il film costituisce così l'ultima apparizione dell'attore sul grande schermo. La pellicola alterna alcune scene abbastanza divertenti (quella nel bar, per esempio) ad altre che sembrano soltanto una pallida copia delle gag dell'epoca d'oro del muto. Ma il vero motivo per cui non sono riuscito ad apprezzarlo fino in fondo è che la copia che io e Martin abbiamo visto era priva di quasi mezz'ora! Durava infatti 67 minuti anziché 90, con la parte centrale completamente e inspiegabilmente rimossa (forse a causa della "riedizione" voluta da Howard Hughes nel 1950). Ed è un peccato, anche se ho avuto l'impressione che il meglio del film stesse comunque tutto nella prima parte, quella che ci mostra il passaggio di Lloyd da ingenuo e esuberante ragazzo (nel 1923) a impiegato invecchiato e disilluso (nel 1945) che in seguito a un'occasionale ubriacatura si lascia andare a una giornata di totale e ardita follia.