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16 settembre 2021

Climax (Gaspar Noé, 2018)

Climax (id.)
di Gaspar Noé – Francia 2018
con Sofia Boutella, Romain Guillermic
**1/2

Visto in TV (Prime Video).

Per prepararsi a una tournée negli Stati Uniti, un gruppo di giovani ballerini si rinchiude nel grande salone di una scuola di danza con lo scopo di provare la coreografia, mentre all'esterno infuria una tempesta di neve. Ma per qualche strano motivo (forse una droga aggiunta alla sangria che bevono dopo le prove), lentamente si fanno prendere dalla follia e dalla disinibizione e danno vita a episodi di paranoia e di violenza. Insolito nello stile, nella struttura (i titoli di coda sono all'inizio, quelli di testa a metà del film), nel montaggio (che alterna lunghissimi piani sequenza ad altri momenti più frammentati), nelle inquadrature (basti pensare a tutta la sequenza conclusiva, il "climax" del film appunto, girata con la telecamera capovolta), nell'accompagnamento sonoro (con incessanti brani di musica elettronica, che comprendono, fra gli altri, arrangiamenti di Erik Satie, Giorgio Moroder e Daft Punk), e in generale della direzione degli interpreti (tutti autentici ballerini anziché attori professionisti – Boutella e Souheila Yacoub a parte – ai quali Noé ha chiesto di improvvisare in totale libertà: la sceneggiatura vera e propria, ispirata a un episodio reale, era di sole cinque pagine, e il tutto è stato girato in pochi giorni!), il lungometraggio è un'angosciante e allucinata discesa all'inferno, fra atmosfere ipnotiche e orgiastiche, che non lesina provocazioni. Dalla danza (ricca di energia e sensualità, ai limiti della possessione: Noé si è ispirato ai cosiddetti "vogueing" e "krumping") e dalle interazioni fra i personaggi si passa prima a discorsi sul sesso e la violenza e poi alla completa perdita di controllo da parte dei ventiquattro personaggi, tutti ben caratterizzati dai rispettivi interpreti con pochi tocchi. Si prova disagio, non solo per il crescendo di follia ma anche perché la storia non porta a nulla se non all'evidenziare come gli aspetti negativi e selvatici degli esseri umani siano sempre lì, addormentati dietro la coscienza e pronti a venire alla luce. Le provocazioni registiche non si limitano al piano formale ma spaziano anche a quello contenutistico, per esempio attraverso le scritte godardiane in sovrimpressione che punteggiano la pellicola (a partire dalla presentazione, "Un film francese e fiero di esserlo", per terminare con aforismi come "Vivere è una collettività impossibile" e "Morire e un'esperienza straordinaria"). Nella fotografia di Benoît Debie prevale il colore rosso: negli abiti, nel pavimento, nella sangria, nel sangue, e infine nelle luci. Le coreografie del ballo sono di Nina McNeely. La sequenza iniziale con le video-interviste ai ballerini chiarisce subito i debiti e le fonti di ispirazione del film: a fianco del monitor, infatti, sono impilati libri e videocassette, fra le quali spiccano "Suspiria" di Dario Argento e "Salò" di Pier Paolo Pasolini (oltre a Żuławski, Fassbinder, Romero...). Di fronte all'accoglienza positiva della critica (il film ha vinto anche alcuni premi ai festival internazionali), Noé – noto per i suoi lavori controversi e provocatori – ha scherzato: "Devo aver sbagliato qualcosa".

3 agosto 2018

Seul contre tous (Gaspar Noé, 1998)

Seul contre tous
di Gaspar Noé – Francia 1998
con Philippe Nahon, Blandine Lenoir
***

Visto in divx, in originale con sottotitoli.

Il primo, sconvolgente, lungometraggio di Noé è il sequel del suo corto d'esordio, "Carne", da cui proseguono le vicissitudini dell'(ormai ex) macellaio protagonista (di cui non sapremo mai il nome). Girato nello stesso stile del lavoro precedente (angosciante e sensazionalista), è la drammatica e disturbante storia della discesa all'inferno di un personaggio cinico e nichilista, via via più chiuso e disadattato, che seguiamo da Lione alla periferia di Parigi nel disperato tentativo di rimettere in piedi la propria vita, di trovare un lavoro (cosa difficile in un momento di crisi economica, di tensioni e di ingiustizie sociali) o semplicemente di convivere con la solitudine, l'odio, i fallimenti e le umiliazioni. La voce narrante, sotto forma di monologo interiore, ci presenta il flusso incessante dei suoi pensieri, fra deliranti propositi di vendetta personale (o di "giustizia") contro tutto e tutti, rimuginazioni ed esternazioni (contro le donne, i politici, la società, la vita stessa) e fantasie incestuose sulla figlia quattordicenne Cynthia. Non siamo molto lontani da "Taxi Driver" (c'è addirittura una scena, davanti allo specchio con la pistola, che ricorda chiaramente il film di Scorsese), anche se il tono è ancora più gretto, claustrofobico e senza via d'uscita. Non per tutti, anche per via della presenza di immagini "esplicite". E poco prima del finale, un cartello avverte gli spettatori: "Attenzione: avete 30 secondi per abbandonare la proiezione di questo film". Intenso, a suo modo visionario (anche per via di un montaggio che ricorda Greenaway), benché rischi di imprigionare il pubblico nell'universo nichilista del suo personaggio, il film cresce man mano che la vicenda procede spedita verso il baratro, concedendosi un pre-finale liberatorio sulle note del Canone di Pachelbel. Straordinario Nahon. Il macellaio ricomparirà brevemente nel successivo film di Noé, "Irreversible".

4 gennaio 2017

Carne (Gaspar Noé, 1991)

Carne (id.)
di Gaspar Noé – Francia 1991
con Philippe Nahon, Blandine Lenoir
**

Visto in divx, in originale con sottotitoli.

Nella Parigi degli anni settanta, un macellaio equino si ritrova ad allevare da solo la figlia Cynthia (la moglie è fuggita di casa poco dopo la sua nascita). Quando la bambina compie quattordici anni, viene violentata da un operaio: per vendicarla, il padre aggredisce l'uomo sbagliato e finisce in prigione. Uscito di galera, sarà costretto (controvoglia) a rifarsi una vita... Il primo mediometraggio di Noé (dopo due corti) è uno spaccato esistenzialista più interessante per lo stile con cui è girato – in particolare per la fotografia e l'utilizzo del montaggio (anche sonoro) – che non per il soggetto, anche se i personaggi sono ben caratterizzati con pochissimi tocchi (la barista grassona, la figlia muta, e soprattutto il protagonista, che comunica i suoi pensieri allo spettatore tramite il voice-over). Non mancano alcune immagini provocatoriamente "scioccanti", come l'uccisione di un cavallo nel mattatoio e la nascita di Cynthia mostrata in diretta. Il personaggio del macellaio, sempre interpretato da Philippe Nahon, tornerà come protagonista nel primo lungometraggio di Noè, "Seul contre tous", oltre a fare un cameo nel secondo, "Irreversible".

19 agosto 2007

Irreversible (Gaspar Noé, 2002)

Irreversible (id.)
di Gaspar Noé – Francia 2002
con Vincent Cassel, Monica Bellucci
*1/2

Visto in divx alla Fogona.

La sua donna viene aggredita e violentata in un sottopassaggio, e lui si getta con un amico in un'odissea notturna e disperata alla ricerca del responsabile. Il film inizia dai titoli di coda, per poi proseguire con una serie di piani sequenza montati in ordine cronologico inverso: la storia è infatti raccontata al contrario, come in "Memento" o in "CinquePerDue", ma il tutto rimane artificioso anche se l'escamotage riesce a creare una certa tensione, visto che consente di sapere in anticipo che cosa sta per accadere, avendone già mostrato le conseguenze. Lo stile però non mi è piaciuto: la macchina da presa è nervosa, ondeggia e va a scatti, vorrebbe creare disturbo e disagio nello spettatore, anche attraverso la musica e la fotografia scura e calda, ma si intravede troppo la mano dell'autore. Inoltre le sequenze sono lunghissime e monotone, confuse e sgradevoli, e infastidiscono per la volontà di scandalizzare a tutti i costi e di esibire voyeuristicamente una violenza fine a sé stessa (la "discesa all'inferno" nel locale gay sadomaso all'inizio, lo strupro prolungato poi). L'ultima parte, che cronologicamente sarebbe la prima, è infine noiosa e del tutto inutile. Bravo Cassel, pessima come sempre la Bellucci. Cameo per Philippe Nahon, il macellaio protagonista del precedenti lavori di Noé, "Carne" e "Seul contre tous".