Visualizzazione post con etichetta Poe. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Poe. Mostra tutti i post

2 maggio 2020

Berenice (Éric Rohmer, 1954)

Berenice (id.)
di Éric Rohmer – Francia 1954
con Teresa Gratia, Éric Rohmer
*1/2

Visto su YouTube, in originale con sottotitoli inglesi.

Un giovane gentiluomo, afflitto da varie manie e tare psicologiche che gli fanno spesso perdere il contatto con la realtà, si innamora della bella cugina Berenice e le chiede di sposarlo. Ossessionato dai bianchi denti di lei, dopo che la ragazza è morta per un attacco epilettico prima delle nozze, ne apre la tomba per estrarne appunto i denti... L'omonimo racconto dell'orrore di Edgar Allan Poe è recitato da una voce fuori campo, mentre le immagini ne illustrano la storia a modo loro, senza una vera corrispondenza né alcun tentativo di realismo o immedesimazione. Il risultato è curioso (Rohmer interpreta di persona il protagonista) ma lascia un po' il tempo che trova: oltre alla voce narrante la colonna sonora comprende solo musica classica (per archi e corale), mentre i personaggi non parlano mai, e l'insieme ricorda a tratti il cinema muto. Il cineasta ripeterà l'esperimento nel successivo "La sonata a Kreutzer", ma per fortuna nel prosieguo della sua carriera prenderà tutt'altre strade e sceglierà un altro stile. In ogni caso, le atmosfere sono più da dramma domestico che da horror. La fotografia è firmata dal futuro regista Jacques Rivette, allora amico e collega di Rohmer ai "Cahiers du cinéma".

2 marzo 2010

Il dottor Miracolo (R. Florey, 1932)

Il dottor Miracolo (Murders in the Rue Morgue)
di Robert Florey – USA 1932
con Bela Lugosi, Sidney Fox
**

Visto in DVD, in originale con sottotitoli inglesi.

Nella Parigi del 1845, uno scienziato folle e misterioso rapisce giovani donne per mescolare il loro sangue con quello di un gorilla, che esibisce in un luna park come un fenomeno da baraccone, e dimostrare così la teoria dell'evoluzione. Pierre Dupin, giovane studente di medicina, indaga su di lui per salvare dalle sue grinfie la propria fidanzata Camille. La tenebrosa presenza di Bela Lugosi e la suggestiva fotografia di Karl Freund sono fra le cose da salvare in un film che può contare su una buona regia e su scenografie che ricordano l'espressionismo tedesco, ma che contamina senza molta brillantezza il racconto "Gli omicidi della Rue Morgue" di Edgar Allan Poe con temi tratti da "Il gabinetto del dottor Caligari" e "King Kong". Il dottor Miracolo, personaggio che non esisteva nel racconto di Poe, venne introdotto nel tentativo di replicare il successo di altri film Universal come "Frankenstein" e "Dracula". Le inquietanti atmosfere in chiaroscuro e alcune scene decisamente "forti" per l'epoca (la prostituta legata e torturata, il cadavere della madre di Camilla che pende dal caminetto) fanno comunque perdonare le ingenuità della sceneggiatura e la debole caratterizzazione dei personaggi.

3 giugno 2007

I maghi del terrore (R. Corman, 1963)

I maghi del terrore (The raven)
di Roger Corman – USA 1963
con Vincent Price, Peter Lorre, Boris Karloff
**1/2

Rivisto in DVD, con Martin.

Ispirata da una poesia di Edgar Allan Poe ("Il corvo"), i cui versi sono recitati in apertura e in chiusura di film, questa pellicola è un perfetto esempio dello "stile Corman": basso budget, location e costumi sempre uguali e riciclate da un film all'altro, sceneggiature quasi improvvisate. Il film è un godibile e sconclusionato divertissement sullo scontro fra tre maghi di indole quanto mai differente: l'ingenuo Price, perennemente innamorato della sua defunta moglie Leonora; il malvagio Karloff, assetato di potere; e il maldestro Lorre, ubriacone e pasticcione. Nel cast, che già sarebbe ricco così, c'è anche – in una delle sue prime parti – un giovane Jack Nicholson. Le atmosfere gotiche del ciclo cormaniano di Poe sono qui più leggere del solito, e il film – se non lo si prende troppo sul serio – è a tratti anche divertente. Price, in ogni caso, è sempre uno spettacolo.

29 gennaio 2007

Tre passi nel delirio (Vadim, Malle, Fellini, 1968)

Tre passi nel delirio (Histoires extraordinaires)
di Roger Vadim, Louis Malle, Federico Fellini – Francia/Italia 1968
con Jane Fonda, Alain Delon, Terence Stamp
**

Rivisto in DVD.

Un film a episodi tratto dai racconti di Edgar Allan Poe che avevo già visto parecchi anni fa ma che non ricordavo quasi per niente, eccezion fatta per qualche immagine del primo episodio che mi era rimasta nella mente. Le tre storie sono ambientate in epoche differenti (un medioevo fiabesco e irreale per Vadim, un ottocento austero e opprimente per Malle, un ventesimo secolo grottesco e infernale per Fellini) e presentano protagonisti ossessionati dal paranormale che li tormenta fino a farli impazzire (come peraltro recita, correttamente, il titolo italiano del film). La qualità dei tre cortometraggi, però, è piuttosto disuguale. Se da Vadim non mi aspettavo molto di più, Malle (che pure poteva contare su uno dei racconti più interessanti di Poe) mi ha piuttosto deluso. Bello, invece, l'episodio di Fellini, soprattutto dal punto di vista estetico e visivo: è sicuramente il migliore dei tre.

"Metzengerstein" di Roger Vadim, con Jane Fonda e Peter Fonda (*1/2)
Dopo aver fatto uccidere il cugino che l'aveva respinta, una nobile viziata e dissoluta è tormentata da un gigantesco destriero nero che potrebbe essere lo spirito del congiunto. Insoddisfacente e inconcludente, si salva per i bei paesaggi (è girato in Finistère, nella Bretagna francese) e per Jane Fonda, bellissima anche se poco in parte, che sfoggia tutta una serie di eleganti vestitini medievali. Brutta invece la musica e mediocre la narrazione, che lascia troppo spazio alla voce fuori campo.

"William Wilson" di Louis Malle, con Alain Delon e Brigitte Bardot (*1/2)
Per tutta la vita, un uomo crudele e sadico è perseguitato da un misterioso sosia che manda all'aria le sue malefatte. Da uno dei racconti più interessanti di Poe sul tema del doppio, Malle tira fuori una versione scialba e priva di tensione. Curiosa la parte di Brigitte Bardot, giocatrice d'azzardo con il sigaro.

"Toby Dammit" di Federico Fellini, con Terence Stamp (***)
Un attore inglese, nevrastenico, alcolizzato e ossessionato dal demonio, giunge a Roma per interpretare "il primo western cattolico". Farà una brutta fine. L'episodio di Fellini è il migliore, e non solo perché è quello più personalizzato (ambientato ai giorni nostri, nel mondo del cinema, in una Roma trasfigurata dalla splendida la fotografia di Giuseppe Rotunno, con colori, luci e tonalità rosse). Tutto concorre a farne un piccolo gioiellino: la musica di Nino Rota, i moltissimi volti dei caratteristi, il tono grottesco, il protagonista che parla inglese e non è tradotto (il resto degli attori parla in italiano). Peccato soltanto che la scena finale, quella sulla strada che si interrompe nella nebbia, non sia bella e convincente come la parte iniziale all'aeroporto e quella centrale alla cerimonia di consegna dei premi cinematografici.