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14 novembre 2020

La leggenda del cacciatore di vampiri (T. Bekmambetov, 2012)

La leggenda del cacciatore di vampiri
(Abraham Lincoln: Vampire Hunter)
di Timur Bekmambetov – USA 2012
con Benjamin Walker, Dominic Cooper
*1/2

Visto in divx.

In gioventù, prima di diventare presidente degli Stati Uniti, Abramo Lincoln ha combattutto contro i vampiri a colpi di ascia d'argento per vendicare sua madre. E più tardi, durante la guerra civile, dovrà affrontarli nuovamente, anche perché si sono alleati con gli schiavisti e minacciano di scendere in campo al fianco dell'esercito sudista durante la battaglia di Gettysburg. Premessa assurda (che trasforma un eroe della nazione in un eroe d'azione) per un film sopra le righe, tratto da un romanzo di Seth Grahame-Smith (anche sceneggiatore) che gioca ad aggiungere elementi horror all'interno di storie o vicende classiche, sulla falsariga di "Orgoglio e pregiudizio e zombie" dello stesso autore, per il puro gusto di farlo. Il risultato è purtroppo molto meno divertente del previsto, dato che manca del tutto l'ironia (a meno di volerla trovare in frasi del tipo "Dobbiamo decidere se questa nazione appartiene ai vivi o ai morti"), forse per non correre il rischio di lesa maestà. Se il parallelo fra gli schiavisti e i vampiri permette di portare avanti la vicenda (la lotta contro entrambi è la fonte di motivazione per il protagonista), i dialoghi didascalici, la caratterizzazione dei personaggi e la concatenazione degli eventi sono a livello elementare, per non parlare della fusione fra temi fantastici e ambientazione storica (lontana anni luce dalle vette sofisticate, per esempio, de "Il labirinto del fauno" di Del Toro). E se passiamo sopra i riferimenti a personaggi ed eventi storici, siamo di fronte a una pellicola horror e fantastica non particolarmente coinvolgente, anche se va dato atto al regista russo (che ben conosciamo dai tempi de "I guardiani della notte", qui al secondo film hollywoodiano dopo "Wanted") di saper creare ottime atmosfere e sequenze d'azione originali e visivamente interessanti (su tutte l'incredibile lotta in mezzo alla mandria di cavalli selvaggi e il combattimento finale sul treno in corsa, nella nebbia, e poi su un ponte in fiamme). Dominic Cooper è il vampiro buono Henry Sturgess, che addestra Lincoln a diventare "cacciatore". Mary Elizabeth Winstead è la moglie Mary Todd. Nel cast anche Anthony Mackie, Jimmi Simpson e i "cattivi" Marton Csokas, Rufus Sewell ed Erin Wasson. La pellicola è prodotta, fra gli altri, da Tim Burton. Pessimo e pavido il titolo italiano, che sceglie di omettere proprio l'elemento più distintivo e interessante del film, ovvero l'identità del protagonista.

7 novembre 2009

Wanted (T. Bekmambetov, 2008)

Wanted - Scegli il tuo destino (Wanted)
di Timur Bekmambetov – USA 2008
con James McAvoy, Angelina Jolie
**

Visto in DVD, con Martin.

Sbarcato negli Stati Uniti dopo il successo della saga de "I guardiani della notte", il regista russo (di origine kazaka) Bekmambetov si dedica a un adattamento (molto libero, a quanto pare) di una serie a fumetti di Mark Millar. Il protagonista Wesley (McAvoy), una vera nullità nella vita e nel lavoro, scopre che suo padre – che non ha mai conosciuto – apparteneva a una millenaria "confraternita" di assassini che governa segretamente i destini del mondo intero, e soprattutto di averne ereditato gli stupefacenti poteri, che gli consentono – fra le altre cose – di curvare i proiettili in volo. Dopo un faticoso addestramento a opera dell'affascinante Fox (Jolie), Wesley entra a far parte della setta, che si nasconde in uno stabilimento tessile dove riceve gli ordini sugli obiettivi da eliminare da un fantomatico "telaio del destino". Il ragazzo è così in grado di mettersi sulle tracce di colui che ha ucciso suo padre, un misterioso traditore che sta cercando di minare le basi stesse della confraternita: ma non tutto è come sembra... Lo stile estetico-visivo del regista russo si mette perfettamente al servizio di un blockbuster hollywoodiano, e ne risulta una pellicola fracassona, con scene d'azione quanto mai implausibili, da seguire "a cervello spento" ma comunque superiore alla media del genere. Numerosi i paralleli con "Matrix": non solo nello stile (ralenti, bullet time, inseguimenti ipercinetici, ecc.) ma anche nei contenuti (un normale impiegato che scopre l'esistenza di un mondo ben più vasto e parallelo al suo, governato da leggi metafisiche e nel quale è destinato ad eccellere come eroe d'azione). Il cast è completato da nomi come Morgan Freeman, Terence Stamp, Thomas Kretschmann e persino il Konstantin Khabenskiy dei precedenti film russi di Bekmambetov.

30 ottobre 2009

I guardiani del giorno (T. Bekmambetov, 2006)

I guardiani del giorno (Dnevnoy dozor)
di Timur Bekmambetov – Russia 2006
con Konstantin Khabensky, Mariya Poroshina
**1/2

Visto in DVD, con Martin, in originale con sottotitoli inglesi.

È il seguito de "I guardiani della notte", tratto come il film precedente dal ciclo di romanzi urban fantasy di Sergei Lukyanenko (per la precisione, entrambe le pellicole sono ispirate al primo libro, nonostante questa prenda il titolo del secondo). Anton Gorodetsky, ormai guardiano della notte a tempo pieno, non ha ancora accettato il fatto che suo figlio Yegor, ritrovato dopo dodici anni, abbia scelto di passare dalla parte del male. I guerrieri della Luce e delle Tenebre continuano a fronteggiarsi per le strade di Mosca, vigilando gli uni sugli altri affinché la tregua millenaria venga rispettata. Quando alcuni seguaci dell'Oscurità vengono misteriosamente uccisi, la guardiana del giorno Alicia si mette a indagare e giunge alla conclusione che il colpevole sia proprio Anton. Si tratta in realtà di un complotto ordito dal malvagio Zavulon allo scopo di trovare un pretesto per rompere la tregua e scatenare la guerra finale fra le due fazioni. Nel frattempo Anton cerca di rintracciare il mitico "gessetto del destino", appartenuto al leggendario Tamerlano e in grado di cancellare gli errori del passato: intende usarlo per correggere le proprie scelte che hanno causato l'attuale conflitto con Yegor. Se le invenzioni visive di Bekmambetov sono persino più audaci che nel film precedente (sorrette da numerosi e ipercinetici effetti speciali) e la commistione tra fantastico e quotidianità è sempre affascinante, con uno strano mix di azione e burocrazia russa (per non parlare degli insoliti rapporti fra "buoni" e "cattivi", le cui differenze sono spesso molto sottili), la pellicola sconta un sovraccarico di stimoli che la rende forse, nel complesso, meno riuscita della precedente. Si esce dalla visione quasi frastornati per la densità di avvenimenti e il numero di personaggi (alcuni dei quali avrebbero meritato un maggiore o migliore approfondimento), e anche un po' delusi dal finale che – di fatto – cancella con un colpo di spugna tutto ciò che si è visto in questi primi due film, al punto che Bekmambetov sarà del tutto libero di girare il terzo capitolo (come si sussurra in giro) direttamente in inglese e negli Stati Uniti, senza un vero legame con i primi due. Anche stavolta molti spunti e poteri "bizzarri" sembrano usciti direttamente dalle pagine di "JoJo" (dal concetto di cancellare il tempo alle evoluzioni di Alicia con l'automobile), mentre gli occasionali tentativi di umorismo lasciano freddini.

2 aprile 2006

I guardiani della notte (T. Bekmambetov, 2004)

I guardiani della notte (Nochnoi dozor)
di Timur Bekmambetov – Russia 2004
con Konstantin Khabensky, Vladimir Menshov
**1/2

Visto in divx, da Monica.

Vampiri, stregoni e "mutantropi", divisi fra seguaci della Luce e seguaci delle Tenebre, vivono da secoli segretamente in mezzo agli uomini, in attesa dello scontro finale. Anton, appartenente ai guardiani della notte (una sorta di "poliziotti" della Luce che vigilano affinché i nemici non rompano la tregua), scopre di avere un figlio e che il bambino – conteso fra le due fazioni – sarà destinato a sconvolgere l'attuale equilibrio. Tutto già visto? Il solito blockbuster sui "vampiri urbani", un tema che negli ultimi tempi sembra essere particolarmente in voga? Non esattamente, perché si tratta di una pellicola russa. E si nota in molte cose. Come diceva Vincent Vega, sono i piccoli particolari a fare la differenza. I volti degli attori russi, innanzitutto, ambigui e inquietanti, tutt'altro che "belli". L'iconografia e le caratteristiche dei vampiri, così lontani dal look gotico e dark che sembra ormai imprescindibile in occidente. La mitologia bizantina che li circonda (Mosca che sprofonda in un vortice di distruzione soltanto perché qualcuno ha maledetto una donna). Personaggi meno pretenziosi che in "Underworld", più realistici e umanizzati. Buoni e cattivi che in fondo non sono poi molto diversi tra loro, al punto da poter essere amici (il vicino di casa del protagonista fa parte della setta rivale, eppure i due si frequentano e si scambiano favori). Abituato a film russi "d'autore" (Tarkovskij, Michalkov, Sokurov...), trovarmi di fronte a una pellicola "commerciale" mi ha fatto uno strano effetto. Il livello produttivo è decisamente buono, e gli effetti speciali sono piuttosto originali. L'ambientazione horror ha sicuramente favorito il successo (enorme in patria) anche all'estero. Ho anche notato con divertimento alcuni tocchi "alla JoJo" qua e là: dal combattimento contro il vampiro invisibile che può essere visto soltanto negli specchi, al megacattivo che si prepara per lo scontro finale allenandosi con un videogioco. La storia è tratta da una serie di romanzi di Sergei Lukyanenko: questo è il primo di una trilogia. A questo punto, attendo di vedere il seguito (appena uscito in Russia).