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20 gennaio 2009

W. (Oliver Stone, 2008)

W. (id.)
di Oliver Stone – USA 2008
con Josh Brolin, James Cromwell
**

Visto in TV.

Proprio in queste ore, con l'insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca, termina il mandato di George W. Bush, da molti considerato uno dei peggiori presidenti degli Stati Uniti di sempre. Il ritratto che ne fa Oliver Stone in questo film biografico è quello di una persona fragile e insicura, complessata e immatura, sempliciotta e un po' cialtrona, perennemente condizionata dall'ingombrante presenza del padre, con il quale si confronta in continuazione e del quale cerca invano di ricevere rispetto, consenso o conforto. Persino la decisione di diventare presidente degli USA sembra essere stata presa solo per un senso di rivalsa verso il genitore: e se non si trattasse di una storia vera, il film potrebbe essere letto come una sorta di "Forrest Gump", con un personaggio inadeguato o inconsapevole che si ritrova in una posizione di potere. Attraverso una struttura a flashback, la pellicola alterna gli aspetti più personali e familiari della vita di Bush – dalla gioventù sregolata all'alcolismo, dalla passione per il baseball (forse l'unica vera passione della sua vita) al fanatismo religioso (che si mescola con l'opportunismo politico) – con i momenti più importanti degli otto anni della sua presidenza, scegliendo però di non mostrare il fondamentale giorno dell'11 settembre e preferendo concentrarsi sulla guerra in Iraq, con un Bush stretto fra il "falco" Cheney (ritratto come un perfido burattinaio) e la "colomba" Powell (che funge da contraltare assennato). Nel complesso il film, che non eccelle come documento politico (da questo punto di vista non sembra dire nulla di nuovo e appare a tratti semplicistico e parziale; sorvola persino sulla sua discussa elezione e sui suoi rapporti con le lobby), funziona bene come ritratto di un personaggio talmente mediocre e confuso da rendere quasi impossibile provare antipatia per lui. Buona l'immedesimazione degli attori (su tutti Richard Dreyfuss nei panni di Dick Cheney).

12 settembre 2006

World trade center (O. Stone, 2006)

World Trade Center (id.)
di Oliver Stone – USA 2006
con Nicolas Cage, Michael Pena
*1/2

Visto al cinema Odeon, in v. orig. sottotitolata
(rassegna di Venezia)

A distanza di cinque anni, gli americani hanno deciso che girare film sull'11 settembre è diventato lecito: basta che siano elegiaci o agiografici, e dunque kitsch come solo loro sanno fare. Più che sulla ricostruzione di tutti gli eventi di quel tragico giorno, Stone sceglie di concentrarsi sulla storia personale di due agenti di polizia che rimasero sepolti sotto le macerie per molte ore dopo il crollo delle Torri Gemelle e sui rispettivi familiari in ansia per la loro sorte. È perciò costretto a far leva esclusivamente sull'emotività dello spettatore, visto che tutto il resto non è altro che la brutta copia di un film catastrofico e fracassone, funestato da una pessima colonna sonora, invadente e fastidiosa, dalla retorica degli eroi e dalle lacrime dei sopravvissuti. Essendo una storia vera, ecco che scatta il ricatto emotivo che vuole costringere lo spettatore a commuoversi. Ma il film è privo di idee, di spunti e di scene memorabili, e procede in maniera stanca e snervante verso la scontata conclusione, fra ridicole apparizioni mistiche, idilliaci flashback di vita familiare e ripetuti elogi della solidarietà fra i vari reparti delle forze dell'ordine.