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4 settembre 2019

20.000 leghe sotto i mari (R. Fleischer, 1954)

20.000 leghe sotto i mari (20,000 Leagues Under the Sea)
di Richard Fleischer – USA 1954
con Kirk Douglas, James Mason
**

Rivisto in TV.

Salpati alla ricerca di un misterioso "mostro" che affonda le navi mercantili, il professor Aronnax (Paul Lukas), il suo assistente Consiglio (Peter Lorre) e il fiocinatore Ned Land (Kirk Douglas) scoprono che si tratta in realtà di un avveniristico sottomarino, il Nautilus, comandato dal carismatico Capitano Nemo (James Mason), in guerra contro l'umanità intera e intenzionato a fermare gli approvvigionamenti di armi ai vari governi della Terra. Non è il primo lungometraggio completamente in live action della Disney (il primato va a "L'isola del tesoro" del 1950) ma il primo in Cinemascope e con un cast di grandi nomi (oltre che il primo distribuito direttamente, attraverso la neonata Buena Vista). Ambizioso e girato con un grande dispendio di risorse (si trattava del film più costoso mai prodotto a Hollywood fino ad allora) ed effetti speciali e visivi all'avanguardia (ovvero set dipinti, modellini e animatroni), è probabilmente il miglior adattamento per il grande schermo di un romanzo di Jules Verne (mai particolarmente fortunato al cinema). Il che, ahimè, non basta a compensarne i difetti (è lungo, episodico e noioso, soprattutto nella prima parte, oltre che diretto con uno stile datato e con un ritmo tutt'altro che accattivante se giudicato con i progressi che il cinema d'intrattenimento ha compiuto dagli anni settanta in poi). Da salvare le interpretazioni, su tutte quelle di un Mason barbuto nei panni del Capitano Nemo (anche se il personaggio, le sue origini e i dettagli delle sue scoperte sono annacquati nella genericità rispetto al romanzo originale), e alcune scene d'azione (in particolare la lotta contro la piovra gigante). Molte comunque le alterazioni al romanzo originale (come la sorte finale di Nemo) e le concessioni al gusto disneyano (vedi la foca Esmeralda). Due Oscar per le scenografie e gli effetti speciali. La colonna sonora è di Paul Smith. Harper Goff ha disegnato gli interni del Nautilus.

21 luglio 2009

L'isola misteriosa (Cy Endfield, 1961)

L'isola misteriosa (Mysterious Island)
di Cy Endfield – USA/GB 1961
con Michael Craig, Herbert Lom
**1/2

Visto in divx.

Durante la guerra civile americana, cinque uomini (tre soldati nordisti, uno sudista e un corrispondente di guerra, in fuga da un campo di prigionia confederato a bordo di un pallone aerostatico) e due donne (nobili inglesi scampate a un naufragio) si ritrovano su una misteriosa isola vulcanica, caratterizzata da una natura mostruosa e abitata da creature di dimensioni abnormi. I protagonisti si adattano lentamente a una vita da Robinson Crusoe: dimenticano le passate divergenze, affrontano granchi, polli preistorici, api e piovre giganti, e fanno infine la conoscenza del Capitano Nemo, che si è rifugiato con il Nautilus in una grotta sottomarina... Se la fedeltà al celebre romanzo di Jules Verne (il terzo della trilogia comprendente anche "I figli del capitano Grant" e "Ventimila leghe sotto i mari") non è sempre garantita, lo è però il divertimento, visto che la pellicola può contare su un ritmo senza soste, su una bellissima ambientazione e soprattutto sui superbi effetti speciali di Ray Harryhausen, che anima a passo uno e con la consueta abilità tutta una serie di animali giganti (senza dimenticare scene spettacolari come l'affondamento della nave pirata, il crollo della città sottomarina e l'eruzione vulcanica). Anche il cast, dove spicca Lom nei panni del Capitano Nemo, non delude, così come la regia di Cy "Zulu" Endfield.

3 luglio 2007

Il raggio verde (Éric Rohmer, 1986)

Il raggio verde (Le rayon vert)
di Éric Rohmer – Francia 1986
con Marie Rivière, Béatrice Romand
***1/2

Visto in DVD.

Il quinto episodio della serie "Commedie e proverbi", curiosamente ispirato a un romanzo di Jules Verne, è considerato uno dei capolavori di Rohmer e ha vinto il Leone d'Oro a Venezia. È caratterizzato da dialoghi molto realistici, con le voci dei personaggi che si sovrappongono mentre parlano, il che fa pensare che gran parte dei discorsi sia stata improvvisata sul tema, come confermerebbe il ringraziamento alla Rivière "per il testo e l'interpretazione" nei titoli di coda. La protagonista, Delphine, è una ragazza solitaria e complessata, vegetariana e irrequieta, un po' chiusa e asociale. Rimasta sola a Parigi alla vigilia delle vacanze estive (le scene di lei che cammina per le strade assolate, osservando i cittadini che prendono il sole sulle rive della Senna, mi hanno ricordato il film d'esordio dello stesso Rohmer, il bellissimo "Il segno del leone"), cerca inutilmente di trovare rifugio nella compagnia di amiche o di sconosciuti, in mare o in montagna. Le verrà in aiuto un insolito fenomeno atmosferico (descritto nel libro di Verne da cui anche il film prende il titolo), il bagliore verde chiaro dell'ultimo raggio del sole che tramonta dietro l'orizzonte, visibile soltanto in condizioni particolari: si dice che chi lo vede diventi capace di leggere con chiarezza nei propri sentimenti e in quelli altrui. Un'attenta e precisa caratterizzazione psicologica, l'abile maestria narrativa del regista, l'attenzione minimalista ai particolari e le interpretazioni di attori in gran parte non professionisti contribuiscono a rendere questo film un vero gioiellino, con un finale che scalda il cuore.

22 aprile 2006

Il giro del mondo in 80 giorni (F. Coraci, 2004)

Il giro del mondo in 80 giorni (Around the world in 80 days)
di Frank Coraci – GB 2004
con Steve Coogan, Jackie Chan
**

Visto in DVD.

L'eccentrico e distratto scienziato londinese Phileas Fogg (Steve Coogan) scommette di riuscire a compiere un giro intorno al mondo in soli 80 giorni. Ad accompagnarlo nell'impresa ci saranno il domestico Passepartout (Jackie Chan), che vuole riportare in patria una preziosa statua del Buddha da lui sottratta alla Banca d'Inghilterra, e la pittrice francese Madame La Roque (Cécile de France), conosciuta a Parigi. Li ostacoleranno invece l'ispettore Fix (Ewen Bremner), che indaga sul furto, e gli intrighi di Lord Kelvin (Jim Broadbent), il rivale di Fogg. Secondo adattamento cinematografico del romanzo di Jules Verne dopo quello classico del 1956 con David Niven, e come quello ricco di comparsate di attori celebri in piccoli ruoli (Arnold Schwarzenegger è un principe turco, Sammo Hung interpreta Wong Fei-hung (!), John Cleese è un poliziotto inglese, Owen e Luke Wilson sono i fratelli Wright, Kathy Bates è la regina Vittoria), compresi alcuni interpreti noti solo ai fan del cinema orientale (per esempio Karen Mok, accreditata come Karen Joy Morris, nei panni della cinese cattiva). Della storia originale rimangono giusto lo spunto iniziale e i nomi dei protagonisti (in alcuni casi irriconoscibili, come l'improbabile Passepartout cinese), mentre gli incontri e gli eventi durante il viaggio sono praticamente tutta farina del sacco di sceneggiatori che giocano spesso a strizzare l'occhio allo spettatore e si prendono numerose libertà (compresa una collocazione temporale alquanto “libera”, con molti anacronismi). Divertente ma estremamente infantile, è essenzialmente una pellicola avventurosa di stampo disneyano, ricca di capitomboli e inseguimenti in stile "Mamma ho perso l'aereo", e del tutto priva di descrizioni "realistiche" delle diverse culture del globo: si può vedere con piacere, ma senza entusiasmarsi più di tanto. La scena migliore è quella con Schwarzenegger, mentre le acrobazie di Jackie sono ormai all'acqua di rose rispetto ai suoi tempi d'oro: di combattimenti decenti, ovviamente, neanche a parlarne.