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20 marzo 2022

Una notte all'opera (Sam Wood, 1935)

Una notte all'opera (A night at the opera)
di Sam Wood – USA 1935
con Groucho, Chico e Harpo Marx
***1/2

Rivisto in DVD.

L'impresario squattrinato Otis B. Driftwood (Groucho), il pianista Fiorello (Chico) e il trovarobe Tommaso (Harpo, "Tomasso" nell'originale inglese) uniscono le forze per aiutare il giovane tenore Riccardo Baroni (Allan Jones) e la ragazza da lui amata, la soprano Rosa (Kitty Carlisle), a trionfare in una recita del "Trovatore" al teatro dell'opera di New York, ai danni dell'antipatico rivale di Riccardo, lo sbruffone Rodolfo Lasparri (Walter Woolf King). Il primo film girato dai fratelli Marx per la Metro-Goldwyn-Mayer, dopo aver lasciato la Paramount, è forse il loro capolavoro insieme al precedente "La guerra lampo". Ma segna anche un certo cambio di registro nella loro cifra comica: l'anarchia folle e assoluta dei film precedenti, rivolta indifferentemente a 360°, lascia il posto a una maggiore organizzazione della materia trattata, dove le gag si appoggiano a una trama ben precisa e più convenzionale. Il produttore Irving Thalberg insistette infatti su una sceneggiatura più organica e calibrata, che rendesse chiaro come i tre fratelli (è il primo film senza il quarto, Zeppo, che peraltro aveva sempre avuto ruoli "minori") fossero i protagonisti positivi della vicenda. Anche se i loro sberleffi, come sempre, si prendono gioco di un ambiente sociale ben codificato (stavolta è il turno del pomposo mondo dell'opera lirica, in cui portano scompiglio e confusione), a farne le spese sono soprattutto un pugno di personaggi "negativi", i cattivi della storia, mentre le battute e gli sketch comici punteggiano una vicenda romantica a lieto fine (a suo modo persino prevedibile e in fondo non così interessante) che vede protagonisti i due giovani cantanti innamorati. Anche gli interludi musicali (Jones e Carlisle cantano "Alone" e "Così-cosà", Chico suona il piano e Harpo l'arpa a bordo del transatlantico che li sta portando dall'Europa in America, in una scena che ricorda quella analoga di "Monkey business") sembrano più integrati nella storia.

Ciò detto, il film può contare su alcune sequenze fra le più divertenti e le meglio costruite di tutta la filmografia dei Marx. Innanzitutto quella – scritta dal gagman Al Boasberg – della minuscola cabina della nave (già praticamente tutta occupata dal letto e da un baule) in cui viene assiepato un numero incredibile di persone: Driftwood, i tre clandestini Fiorello, Tommaso e Riccardo, due cameriere per rifare il letto, l'idraulico, la manicure, l'assistente dell'idraulico, un'altra passeggera che cerca "la zia Minnie" e vuole usare il telefono, la donna delle pulizie, e infine quattro steward con una montagna di cibo ordinato in precedenza ("e due uova molto sode!"), prima che l'arrivo della signora Claypool (Margaret Dumont), la ricca vedova corteggiata come sempre da Groucho, faccia rovesciare fuori tutti in maniera torrenziale. Poi c'è il surreale discorso dei tre finti aviatori barbuti davanti al municipio di New York ("Sentite come siamo arrivati con l'aereo in America: siamo partiti ed eravamo già a metà strada quando ci è finito il carburante e siamo tornati indietro. Abbiamo messo il doppio di carburante e stavolta stavamo per atterrare: mancava sì e no un metro quando ci siamo accorti che eravamo senza carburante, così siamo tornati di nuovo a prenderlo a casa. Poi certo che questa volta abbiamo fatto il pieno... e a metà strada non ci siamo accorti che per la fretta avevamo lasciato a casa l'aeroplano? Allora ci siamo seduti e ne abbiamo parlato un po'..."). E ancora: la lettura e la firma del contratto fra Groucho e Chico, durante la quale stralciano tutte le clausole, compresa la clausola sanitaria ("There ain't no Sanity Clause", commenta un disincantato Chico, contraddicendo il celebre editoriale del New York Sun, "Yes, Virginia, there is a Santa Claus"); la perquisizione del poliziotto Henderson (Robert Emmett O'Connor) in casa di Groucho, durante la quale i fratelli spostano alle sue spalle i mobili da una stanza all'altra; e naturalmente lo scompiglio durante la prima del "Trovatore", ai danni di Lasparri e del direttore del teatro Herman Gottlieb (Sig Ruman): dapprima i Marx sostituiscono lo spartito di Verdi con quello dell'inno del baseball "Take me out to the ball game", poi si introducono nella buca dell'orchestra, quindi sul palco (vestiti da gitani) e infine dietro le quinte, manipolando comicamente i fondali. Un remake (!) nel 1992, "Gli sgangheroni".

11 febbraio 2021

La guerra lampo dei fratelli Marx (Leo McCarey, 1933)

La guerra lampo dei fratelli Marx (Duck soup)
di Leo McCarey – USA 1933
con Groucho, Chico e Harpo Marx
****

Rivisto in DVD.

In cambio del suo sostegno finanziario alle disastrate casse di Freedonia, la ricca vedova Gloria Teasdale (Margaret Dumont) ottiene che il primo ministro venga esautorato e che a capo del governo venga posto un "uomo forte", vale a dire il suo protetto Rufus T. Firefly (Groucho Marx). Ma l'ambasciatore Trentino (Louis Calhern) del vicino stato di Sylvania, che progetta di annettere Freedonia, cerca di screditarlo, mettendogli due spie alle calcagna, gli inaffidabili Chicolini (Chico) e Pinky (Harpo). E le frizioni personali fra Firefly e Trentino porteranno i due paesi alla guerra... Forse il capolavoro dei fratelli Marx, insieme al successivo "Una notte all'opera": come nei lavori precedenti, la loro comicità anarchica, irriverente e spiazzante prende di mira (ridicolizzandoli) ambienti istituzionali caratterizzati da formalismo, seriosità e (apparente) integrità. Questa volta è il turno del mondo della politica e della diplomazia, in un setting da operetta che allude ai governi autoritari (con tutto il contorno di retorica patriottistica, pericolosamente propedeutica alla guerra) che in quegli anni stavano prendendo piede in Europa e nel mondo (motivo per cui la pellicola venne proibita o censurata in stati come la Germania e l'Italia). La guerra vera e propria occupa invece soltanto gli ultimi dieci minuti del film (nonostante il titolo italiano la faccia salire in primo piano; quello originale, "Zuppa d'anatra", è un termine gergale americano per indicare un compito facile da eseguire, e prosegue il trend di riferimenti "animali" nei titoli dei film dei fratelli Marx dopo "Monkey business" e "Horse feathers"; da notare che il titolo "Duck soup" era già stato usato nel 1927 per un cortometraggio muto con Laurel e Hardy che proprio il regista Leo McCarey – qui alla sua unica collaborazione con i Marx – aveva supervisionato).

Ultimo film girato dal gruppo di comici con la Paramount, prima di passare alla MGM, è anche l'ultimo in cui appare Zeppo, il quarto fratello (il quinto se contiamo Gummo, che non ha mai recitato in nessun film), con un ruolo decisamente minore rispetto agli altri tre (è il segretario personale di Groucho, come già era in "Animal crackers", ma scompare per quasi tutto il film prima di riapparire nelle sequenze finali). Le trovate paradossali e le gag surreali non si contano: attorniati da personaggi irresistibilmente "seri" e perennemente vittima delle loro irriverenti trovate, i nostri eroi sono buffoni che si prendono gioco di tutti. Groucho è come sempre una fucina di battute: "Prenda una carta... Può tenerla, ne ho altre 51"; "Faccia finta di niente, ma c'è un uomo di troppo in questa stanza e penso che sia lei"; "C'è una risposta a quel messaggio?" – "No signore" – "Bene, in questo caso non lo mandare"; e la celeberrima "Guardate quest'uomo... Parla come un idiota e sembra un idiota, ma non lasciatevi ingannare: è veramente un idiota" (senza contare quelle rivolte specificatamente alla Dumont, come "Devono averla vaccinata con una puntina di grammofono", peraltro ripresa da una vecchia striscia di Topolino; oppure "La vedo già in cucina, piegata sul forno... ma non riesco a vedere il forno"). E non dimentichiamo l'assurdo indovinello "Cos'è quella cosa che ha quattro paia di pantaloni, abita a Filadelfia e non piove ma diluvia?". Chico ribatte a tratti da par suo ("Se vi trovano, siete perduti" – "Ma che dici, se ci trovano come ci perdono?"): da ricordare il suo rapporto sull'attività di spionaggio ("Martedì andiamo alla partita ma lui ci inganna: non viene... Mercoledì lui va alla partita ma l'inganniamo noi: non ci andiamo...").

Harpo, infine, nei panni del suo solito personaggio muto, punta su una comicità fisica e slapstick. A parte le innumerevoli gag sugli oggetti che tira fuori dalle tasche (fra cui una forbice con cui taglia sigari, vestiti e piumaggi troppo lunghi, e la vasta gamma di trombette con cui "comunica"), è protagonista di svariati siparietti che sembrano uscire dalle comiche mute (come gli "scontri" a base di dispetti reciproci con il venditore ambulante di limonate (Edgar Kennedy), degni degli short di Stanlio e Ollio), senza dimenticare le scene in cui guida il sidecar e quella (surreale nel vero senso della parola) in cui un cane esce dalla casetta tatuata sul suo petto. Sono assenti stavolta numeri musicali, a parte alcune canzoni: ma l'unica veramente memorabile è l'inno di Freedonia ("Hail, hail Freedonia, land of the brave and free"). Detto ciò, è quando i tre fratelli sono in scena contemporaneamente che si raggiungono vette elevatissime. La sequenza più leggendaria è quella dello specchio rotto, dopo che Chico e Harpo si sono travestiti da Groucho (in fondo bastano occhiali, sigaro e baffi finti!) per rubare i piani di guerra. Si tratta di una delle scene più esilaranti e celebri della filmografia dei Marx, anche se l'idea era già stata usata in passato da Harold Lloyd e da Max Linder (e sarà riproposta più volte in seguito, per esempio in un cartoon di Bugs Bunny o nel film "Affari d'oro" con Bette Midler e Lily Tomlin). Quanto alla "guerra lampo" che conclude la pellicola, essa è ovviamente confusa, catastrofica, nonsense e ridicola, e con un epilogo improvviso con tanto di sberleffo finale. Raquel Torres è Vera Marcal, la seducente ballerina che a sua volta è una spia al servizio di Sylvania. La sceneggiatura è opera di Bert Kalmar e Harry Ruby, ma diversi dialoghi provengono dal repertorio dei Marx (come quelli scritti da Arthur Sheekman e Nat Perrin per la trasmissione radiofonica di Groucho e Chico "Flywheel, Shyster and Flywheel").

2 febbraio 2009

Servizio in camera (W. Seiter, 1938)

Servizio in camera (Room Service)
di William A. Seiter – USA 1938
con Groucho, Chico e Harpo Marx
**1/2

Rivisto in DVD con Martin, in originale con sottotitoli.

È il film che tradizionalmente viene indicato come quello che segna l'inizio del declino dei fratelli Marx dopo i capolavori degli anni precedenti, ma non per questo si tratta di una pellicola disprezzabile: in fondo ha i suoi buoni momenti e i fratelli – in prestito alla RKO per un solo film – riescono abilmente ad adattare i loro consueti ruoli "anarchici" a un soggetto che non era stato ideato per loro (la pellicola è infatti tratta da una commedia di Broadway preesistente), anche se devono sacrificare la loro libertà comica in favore di un intreccio un po' ingessato. La trama vede l'impresario teatrale Groucho e i suoi assistenti barricarsi in una stanza d'albergo (fra le cui quattro mura si svolge praticamente tutta la vicenda) per non farsi cacciare dal proprietario dell'hotel, furioso perché non hanno pagato il conto, prima di essere riusciti a trovare un finanziatore per il loro spettacolo. Fra malattie e morti fasulle, cacce al tacchino, banchetti clandestini e intrighi di varia natura, i tre (in compagnia del giovane autore del dramma che deve essere rappresentato, ingenuo e manipolabile perché appena giunto dal paesello) riusciranno a tirarla in lungo fino al momento in cui si calerà il sipario. Spicca l'assenza dei consueti numeri musicali e, alla resa dei conti, di battute veramente memorabili.

21 marzo 2008

Horse feathers (Norman McLeod, 1932)

I fratelli Marx al college (Horse feathers)
di Norman McLeod – USA 1932
con Groucho, Chico, Harpo e Zeppo Marx
***

Rivisto in DVD, con sottotitoli.

Groucho, nominato nuovo rettore del prestigioso Huxley College (è sempre un mistero come riesca a occupare incarichi importanti, visto il suo comportamento indisponente), si presenta con un discorso surreale che si riassume nella canzone "Whatever it is, I'm against it" ("Di qualsiasi cosa si tratti, io sono contrario"). Deve però affrontare due problemi: convincere il figlio Zeppo a dedicare più tempo agli studi e meno al corteggiamento della bella Thelma Todd ("Dodici anni in un college! Alla tua età, in dodici anni io ero stato in tre college!") e fare in modo che la squadra di football della scuola vinca l'imminente partita con i rivali del Darwin. Per riuscirci, si reca in uno speak-easy (gli spacci illegali di alcolici) per ingaggiare due giocatori professionisti, ma per errore assolda il venditore di ghiaccio Chico e l'accalappiacani Harpo. Dopo aver portato scompiglio durante le lezioni, i fratelli riusciranno a vincere la partita (imbrogliando ripetutamente e assurdamente) e sposeranno – tutti e tre insieme! – la ragazza di Zeppo. Il quarto film dei Marx, il secondo diretto da McLeod, porta l'anarchia e il caos all'interno delle istituzioni accademiche, del mondo dello sport amatoriale e soprattutto, nel finale, del matrimonio (siamo ben prima del Codice Hays!): non c'è da stupirsi che il film sia uno dei più incompresi e "disturbanti" di tutta la loro carriera. Decisamente buoni i numeri musicali e le canzoni, in particolare il tormentone "Everyone says I love you" che tutti i fratelli, a turno e cambiando le parole, intonano alla ragazza. Diverse le battute memorabili di Groucho ("Domani demoliremo le camerate" – "Ma dove dormiranno gli allievi?" – "Dove hanno sempre dormito, in classe!"; oppure "Non è una cattiva proposta. Sentirò il mio avvocato e se mi consiglia di accettare... cambio avvocato!"), che a un certo punto – durante l'esibizione al piano di Chico – si rivolge direttamente al pubblico invitandolo a rifugiarsi nell'atrio del cinema finché non sarà finita, ed esilarante la scena (intraducibile) in cui deve entrare nello speak-easy dicendo la parola d'ordine ("swordfish", ossia "pescespada"). Alcune note: il personaggio di Thelma Todd viene definito "college widow", un termine con il quale si indicava una donna che rimane nel campus anche dopo la laurea, in cerca di un marito. Il termine fu reso popolare da una commedia teatrale di George Ade, adattata in un film del 1927, "La vedova del collegio", di cui questa pellicola dei fratelli Marx è praticamente una parodia. Se nel film i college Huxley e Darwin sono acerrimi rivali, nella realtà Thomas Huxley (nonno dello scrittore Aldous) fu uno dei più fedeli sostenitori delle teorie darwiniane. La gag della parola d'ordine ha ispirato il titolo di un brutto film recente, "Codice Swordfish".

7 marzo 2008

Monkey business (Norman McLeod, 1931)

Monkey business – Quattro folli in alto mare (Monkey Business)
di Norman McLeod – USA 1931
con Groucho, Chico, Harpo e Zeppo Marx
**1/2

Rivisto in DVD, in originale con sottotitoli inglesi.

I quattro fratelli Marx (che in questo film interpretano personaggi senza nome e che iniziano tutti dallo stesso punto di partenza, senza dinamiche preesistenti come quelle che di solito contrappongono la coppia Chico-Harpo a Groucho) si imbarcano come clandestini a bordo di un transatlantico in viaggio dall'Europa agli Stati Uniti. Dopo aver cercato di sfuggire in ogni modo agli ufficiali di bordo, vengono ingaggiati – due per parte – da due gangster che si trovano sulla nave: Chico e Harpo da Joe Helton, bandito "buono" che vuole ritirarsi dal giro (e che – caso unico – ride alle loro gag anziché rimanerne stizzito o esterrefatto); Groucho e Zeppo da Alky Briggs, mobster "cattivo" che vuole ereditare il racket del primo. A complicare le cose, Zeppo si innamora (ricambiato) della figlia di Helton, mentre Groucho (in mancanza della Dumont) corteggia la moglie di Briggs, l'affascinante bionda Lucille (Thelma Todd). Terzo film dei fratelli, ma primo a essere concepito direttamente per il cinema e non tratto da un loro spettacolo teatrale, è cinematograficamente più fluido dei precedenti grazie anche al lavoro di un vero regista, che dirigerà anche il successivo "Horse feathers". Chico resta un po' in ombra, mentre su tutti svetta Harpo in alcuni dei suoi numeri migliori (per esempio quello in cui si trasforma letteralmente in una marionetta del teatro dei burattini per sviare i suoi inseguitori). Memorabile anche il modo in cui tutti e quattro i fratelli cercano di scendere dalla nave facendosi passare per Maurice Chevalier e cantandone i brani (persino Harpo, con l'aiuto di un grammofono!). Non mancano i consueti numeri musicali per Chico e Harpo (che accompagna all'arpa una cantante in "O sole mio"!). Nel finale, dopo che i fratelli hanno svolto il classico ruolo di guastatori alla festa di Joe, Zeppo ha l'onore di uno scontro finale con Alky nel fienile dove questi ha portato la ragazza rapita (mentre Groucho improvvisa una radiocronaca come se si trattasse di un incontro di boxe). Alcuni elementi (il viaggio in nave, i clandestini, la cantante d'opera, il travestimento collettivo) torneranno in "Una notte all'opera".

30 dicembre 2007

I cowboys del deserto (E. Buzzell, 1940)

I cowboys del deserto (Go West)
di Edward Buzzell – USA 1940
con Groucho, Chico e Harpo Marx
**

Visto in DVD, con Martin, in originale con sottotitoli inglesi.

Decimo film dei fratelli Marx, realizzato nel loro periodo calante, è una parodia delle classiche tematiche western che prende spunto dalla celebre frase del politico ed editore Horace Greeley ("Go West, Young Man!"): curiosamente anche Buster Keaton era stato protagonista, nel 1925, di un lungometraggio dal titolo identico. I tre fratelli, giunti nel west in cerca di fortuna e di oro, si ritrovano presto alleati per battersi contro una coppia di farabutti che intende sottrarre a una ragazza l'atto di proprietà di un terreno sopra il quale dovrà passare la ferrovia. Fra duelli nel saloon, incontri con gli indiani e inseguimenti sulle rotaie, il film rivisita gran parte degli scenari tipici dei western dell'epoca senza troppa originalità, anche se le gag e le battute dei tre protagonisti strappano più di un sorriso. Non male nemmeno i numeri musicali. Manca però l'anarchia e la completa follia delle loro prime pellicole. Fra le scene migliori, quella in cui Groucho e Chico vengono ubriacati dalle ragazze del saloon, quella in cui Harpo suona in compagnia del capo indiano e naturalmente la folle corsa del treno nel finale, con i tre fratelli che cercano in ogni modo prima di fermarlo e poi di accelerarlo, smontandolo letteralmente per bruciare la legna dei vagoni nella caldaia.

18 ottobre 2007

Animal crackers (V. Heerman, 1930)

Animal crackers (id.)
di Victor Heerman – USA 1930
con Groucho, Chico e Harpo Marx
***

Rivisto in DVD, in originale con sottotitoli inglesi.

Anche il secondo lungometraggio dei fratelli Marx, come il precedente, è l'adattamento di un loro spettacolo teatrale. E come tale presenta numeri musicali, canti e balli che spezzettano un po' il ritmo della narrazione e annacquano il divertimento che sgorga spontaneo quando invece in scena ci sono i fratelli con le loro gag comiche. Rispetto a "The Cocoanuts", comunque, la confezione è migliore, così come le scenografie e la direzione degli attori. Groucho veste i panni dell'eccentrico esploratore Jeffrey T. Spaulding, appena ritornato da un viaggio in Africa. In suo onore si tiene un grande ricevimento nella villa della ricca Mrs. Rittenhouse (la sempre brava Margaret Dumont), durante la quale viene esibito un prezioso dipinto, "Dopo la caccia", del pittore francese Beaugard. Ma il quadro viene trafugato per ben due volte: la prima da parte di una vicina invidiosa che vuole sabotare la festa, la seconda dalla figlia della stessa signora Rittenhouse che vuole sostituirlo con una copia realizzata dal suo fidanzato per mostrare a tutti le sue capacità di artista. La presenza in qualità di musicisti di Chico (che per non suonare si fa pagare di più che per farlo) e del suo socio Harpo (solito disturbatore della quiete altrui) contribuisce ad aumentare la confusione. I personaggi dei tre fratelli sono ormai compiuti e definiti, e i rapporti fra loro (soprattutto quello fra Chico e Harpo) più affiatati: ma anche Zeppo fa un'apparizione, quella che per lui diventerà "classica" di segretario o assistente di Groucho. Da ricordare l'interminabile inno di benvenuto "Hooray for Captain Spaulding", il dialogo surreale fra Groucho e il mercante d'arte Roscoe W. Chandler, quello fra Groucho e Chico per trovare il ladro del dipinto ("Occorre domandare a chiunque si trovi in questa casa se ha preso la tela" – "Supponiamo che nessuno l'abbia presa" – "Allora possiamo chiedere nella casa accanto" – "Supponiamo che non vi siano case nei paraggi" – "Allora dobbiamo costruirne una" – ecc.), gli "strani interludi" dello stesso Groucho in cui si rivolge direttamente agli spettatori, il concerto improvvisato di Chico ("Non riesco a pensare alla fine", dice lui. "Strano, io non riesco a pensare ad altro", commenta Groucho) e soprattutto l'esilarante dettatura della lettera agli avvocati, che potrebbe aver ispirato quella di "Totò, Peppino e la malafemmina".

25 luglio 2007

The cocoanuts (Santley, Florey, 1929)

Le noci di cocco, aka Il ladro di gioielli (The cocoanuts)
di Joseph Santley, Robert Florey – USA 1929
con Groucho, Chico e Harpo Marx
**1/2

Rivisto in DVD con Albertino, in originale con sottotitoli inglesi.

Prima dell'avvento del sonoro, sarebbe stato impossibile per i fratelli Marx approdare al cinema. E infatti, prima di questa pellicola d'esordio, avevano lavorato soprattutto nel mondo del teatro e del vaudeville. Non a caso "The Cocoanuts" è la rappresentazione filmata di un loro precedente lavoro teatrale, e come tale è estremamente frammentato e presenta troppi numeri musicali o balletti slegati fra loro. I tre fratelli (in realtà c'è anche Zeppo, ma come al solito la sua presenza sulla scena è impalpabile) dividono la scena con altri attori e non hanno molto spazio per valorizzare la propria comicità, ma i momenti memorabili non mancano, dalle battute di Groucho ("Tre anni fa arrivai in Florida senza un soldo in tasca. Ora ho un soldo in tasca!") ai suoi duetti con Chico (su tutti la gag "Viaduct/Why a duck?" e la scena dell'asta pubblica), per non parlare del "folle" e guastatore Harpo che mangia i telefoni e ruba i vestiti dalle persone mentre queste li indossano. I personaggi dei tre fratelli sono già completamente caratterizzati, mentre la loro capacità di seminare caos e disordine negli ambienti più rispettabili è ancora all'acqua di rose, messa in secondo piano da una sottotrama romantica e da una vicenda a base di furti di gioielli che lascia un po' il tempo che trova.