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19 gennaio 2023

Pane, amore e gelosia (L. Comencini, 1954)

Pane, amore e gelosia
di Luigi Comencini – Italia 1954
con Vittorio De Sica, Gina Lollobrigida
***

Visto in TV (RaiPlay).

Proseguono le vicende del maresciallo dei carabinieri Antonio Carotenuto (De Sica), della bella "Bersagliera" Maria (Gina Lollobrigida) e degli altri abitanti di Sagliena (immaginario paese sulle montagne abruzzesi), da dove si erano interrotte nel precedente "Pane, amore e fantasia". Visto l'enorme successo di quella pellicola, infatti, l'anno successivo venne prodotto un sequel con il medesimo cast e troupe e girato negli stessi luoghi. Questo secondo capitolo racconta cosa succede dopo il "lieto fine": le due coppie formatesi nel precedente film vengono messe a rischio da inattesi conflitti e gelosie, causati in parte dal regolamento dell'arma che impedisce ai carabinieri di fidanzarsi con le ragazze locali. Pietro (Roberto Risso), trasferito in un paese vicino, si raccomanda col maresciallo affinché vigili su Maria, ma le chiacchiere delle malelingue gli fanno credere che fra i due ci sia una tresca; le voci arrivano anche ad Annarella (Marisa Merlini), che peraltro ha già dei dubbi sul matrimonio con Antonio, anche perché all'improvviso ricompare il padre (Nico Pepe) del suo figlioletto Ottavio, intenzionato a riprendersela con sé. Rispetto al film precedente, questo è meno attento al realismo e al lato "antropologico", e più ricco di gag (si pensi alla scena della lettera di dimissioni, o ai due pranzi di battesimo presso le famiglie rivali) e di attenzione ai personaggi (alla sceneggiatura ha collaborato anche Eduardo De Filippo). Ha anche momenti drammatici (la "rottura" fra le due coppie) ed è forse meno organico, ma non certo meno indovinato per atmosfere e leggerezza. Nel finale, la "Bersagliera" è tentata brevemente di dedicarsi al teatro, attratta da una compagnia itinerante e dal ruolo di "sciantosa", prima di riappacificarsi con Pietro e trasferirsi nel paese di lui, in Trentino. La Lollo sarà sostituita da Sophia Loren (e Comencini da Dino Risi) nel terzo film della serie, intitolato semplicemente "Pane, amore e...". Nel cast ritornano Tina Pica (la domestica del maresciallo), Virgilio Riento (il parroco) e Maria Pia Casilio (l'intrigante Roberta). Saro Urzì è il capocomico, Yvonne Sanson la nuova levatrice del villaggio nella scena finale.

17 gennaio 2023

Pane, amore e fantasia (L. Comencini, 1953)

Pane, amore e fantasia
di Luigi Comencini – Italia 1953
con Vittorio De Sica, Gina Lollobrigida
***

Visto in TV (RaiPlay), per ricordare Gina Lollobrigida.

Il maresciallo Antonio Carotenuto (De Sica), appena trasferito nel piccolo paese appenninico di Sagliena per dirigere la locale caserma dei carabinieri, fa la conoscenza della giovane ed esuberante Maria, detta "la Bersagliera" (Lollobrigida), una ragazza povera ma molto bella e vivace, che per questo motivo ha la fama (in un paese dove tutti sparlano di tutti) di essere di facili costumi. In realtà Maria è una ragazza onesta, segretamente innamorata di Pietro (Roberto Risso), un giovane carabiniere di stanza nel villaggio, troppo timido per dichiararsi a sua volta. Quando capirà come stanno le cose, Carotenuto favorirà la loro relazione, e nel frattempo troverà anche lui l'amore nelle braccia di Annarella (Marisa Merlini), la levatrice del villaggio. Da una sceneggiatura di Ettore Margadonna (che modellò il paese dove si svolge la vicenda sul proprio luogo natìo, ovvero Palena in Abruzzo: ma il film venne girato a Castel San Pietro Romano nel Lazio), uno dei capostipiti della commedia all'italiana, una pellicola ricca di equivoci che ebbe un eccezionale riscontro di pubblico, lanciò la Lollo nell'olimpo delle attrici più note del paese (e più tardi del mondo, visto che sbarcò a Hollywood) e diede origine a tutto un filone caratteristico (a partire da tre sequel ufficiali, "Pane, amore e gelosia" (1954) dello stesso Comencini, "Pane, amore e..." (1955) di Dino Risi, e "Pane, amore e Andalusia" (1958) di Javier Setó) che, in un certo senso, ha condotto fino a "Benvenuti al Sud". I personaggi vivono in un microcosmo (il paesino isolato sui monti) pigro e caratteristico, dove ogni evento è oggetto di chiacchiere e speculazioni, e ogni storia d'amore è conosciuta da tutti: è un paese ancora arretrato, con le ferite del dopoguerra (la case diroccate dai bombardamenti), le antiche superstizioni (il "miracolo" di Sant'Antonio), la delicata convivenza fra stato e chiesa (ma qui il prete locale, in parroco interpretato da Virgilio Riento, è alleato del protagonista, a differenza del coevo "Don Camillo") e i primi accenni di modernità (il venditore ambulante) in un ambiente ancora caratterizzato da povertà e antichi modi di vivere ("Si va a letto con le galline"). Nel cast anche Tina Pica (Caramella, la domestica del maresciallo), Maria Pia Casilio, Vittoria Crispo, Guglielmo Barnabò. Musiche popolari di Alessandro Cicognini. Il progetto iniziale (il cui titolo doveva essere semplicemente "Pane e fantasia", come ciò che uno degli abitanti del villaggio dice al maresciallo di star mangiando) prevedeva Gino Cervi come protagonista. De Sica lo sostituì dopo che il produttore Marcello Girosi, suo amico, ottenne dal corpo dei carabinieri il beneplacito per girare quella che in un primo momento poteva sembrare una pellicola lesiva dell'onore dell'arma.

18 giugno 2022

La donna della domenica (L. Comencini, 1975)

La donna della domenica
di Luigi Comencini – Italia/Francia 1975
con Marcello Mastroianni, Jean-Louis Trintignant
**1/2

Visto in TV (Prime Video), per ricordare Jean-Louis Trintignant.

A Torino, il commissario Santamaria (Mastroianni) indaga sull'assassinio dell'architetto Garrone (Claudio Gora), mediocre intrallazzatore e viscido sessuomane di cui non pochi si erano augurati la morte. Per via di un equivoco, i primi sospettati sono due membri dell'alta società: Anna Carla Dosio (Jacqueline Bisset), moglie annoiata di un ricco industriale, e il suo amico Massimo Campi (Trintignant), omosessuale nevrotico. Che a modo loro, appassionatisi al caso – così come il giovane amante di Massimo, l'impiegato comunale Lello (Aldo Reggiani) – aiuteranno il commissario nelle indagini... Ingarbugliato giallo tratto dall'omonimo e fortunato romanzo di Fruttero & Lucentini, sceneggiato da Age e Scarpelli (i dialoghi spaziano da cenni di approfondimento sociale e culturale a momenti comici ed esilaranti), che ha il suo punto di forza nella descrizione di un multicosmo torinese popolato da imprenditori che svendono i loro stabilimenti agli americani, altoborghesi in crisi di identità, finti intellettuali ipocriti e perbenisti, nobili decaduti che si lamentano del degrado che li circonda ma che al tempo stesso progettano la lottizzazione dei propri terreni, immigrati del Sud che lavorano come domestici o ricoprono cariche statali (poliziotti in primis). La soluzione del giallo (abbastanza inaspettata: d'altronde i sospettati sono numerosi) giunge grazie a un proverbio piemontese, "La cativa lavandera treuva mai la bona pera", con la resa dei conti finale che si svolge allo storico mercatino delle pulci del Balon. L'omicidio con il fallo di pietra usato come arma del delitto ricorda una scena di "Arancia meccanica" di Kubrick. Nel vasto cast anche Gigi Ballista, Franco Nebbia, Pino Caruso, Lina Volonghi, Maria Teresa Albani, Tina Lattanzi, Omero Antonutti. Musiche di Ennio Morricone.

29 marzo 2020

L'ingorgo (Luigi Comencini, 1979)

L'ingorgo - Una storia impossibile, aka Black-out in autostrada
di Luigi Comencini – Italia/Fra/Spa/Ger 1979
con Alberto Sordi, Marcello Mastroianni
***

Visto in divx.

Alle porte di Roma, un gigantesco ingorgo stradale blocca centinaia di autovetture, costringendo i proprietari a bivaccare letteralmente in macchina. E quando cala la notte, vengono fuori anche i peggiori istinti dell'uomo. Pellicola apocalittica e corale, con decine di personaggi e di storie minime e grottesche che si intersecano, con la quale Comencini (coadiuvato da un eccezionale gruppo di attori) lancia strali un po' a tutta la società italiana. C'è il ricco avvocato interpretato da Alberto Sordi, in auto con il segretario (Orazio Orlando), che disprezza il popolino nonostante si trovi nella stessa situazione; il famoso attore Marco Montefoschi (Marcello Mastroianni), con la fobia del pubblico, che viene ospitato da un ammiratore (Gianni Cavina) che vorrebbe in cambio una raccomandazione a Cinecittà, e per questo motivo sarebbe disposto a concedergli una notte con la moglie incinta (Stefania Sandrelli). Un "professore" (Ugo Tognazzi) che ha una tresca con la giovane Angela (Miou-Miou) all'insaputa del marito di lei (Gérard Depardieu). Una coppia che, fra una tenerezza e un litigio, sta festeggiando le nozze d'argento (Fernando Rey e Annie Girardot). E ancora: una numerosa famiglia napoletana, con il padre (Lino Murolo) furioso con la figlia Germana (Giovannella Grifeo) perché è rimasta incinta; un nevrotico in crisi d'astinenza da tabacco (Patrick Dewaere); un malato in ambulanza (Ciccio Ingrassia); quattro uomini armati di pistola (fra cui José María Prada e Ferdinando Murolo); una giovane hippie (Angela Molina) che fraternizza con l'autista di un camion (Harry Baer) ma che poi, durante la notte, sarà violentata da tre giovinastri. E anche in un ambiente così ristretto (l'intero film è ambientato su un tratto di pochi metri di strada, oltre che nei terreni circostanti) si affrontano quasi tutte le questioni sociali, politiche o di costume dell'italia di quegli anni: le speculazioni edilizie, i conflitti di classe, i cambiamenti del costume (l'aborto, il divorzio), la politica, le contestazioni giovanili, il calcio, l'informazione (con la tv che è costretta a sospendere le trasmissione e a interrompere i telegiornali per mancanza di personale: sono tutti imbottigliati nel traffico), oltre che vizi individuali come la violenza, il menefreghismo, l'opportunismo, l'ipocrisia. E naturalmente al centro di tutto c'è il consumismo, di cui proprio l'automobile, ormai alla portata di tutti, è il simbolo per eccellenza. Metaforica anche la sequenza del bambino (la coscienza collettiva?) che dorme sin dalla nascita. Anna Melato (sorella minore di Mariangela), che doppia Angela Molina, canta "Il treno dei bambini" su testo di Gianni Rodari, mentre Giovannella Grifeo canta la canzone dell'ingorgo ("Ingorgo, paralisi di vita...."). Nel cast anche Nando Orfei (l'autista di Mastroianni), José Sacristán (il prete comunista), Ester Carloni (la nonna) e il pilota di moto Enrico Lorenzetti (il ciclista). La sceneggiatura, ispirata a un racconto di Julio Cortázar ("L'autostrada del sud"), è firmata da Comencini insieme a Ruggero Maccari e Bernardino Zapponi. Juan Luis Buñuel è regista della seconda unità: chissà che film sarebbe venuto fuori se l'avesse diretto il suo celebre padre (in fondo l'ingorgo nasce senza un vero motivo, proprio come l'impasse de "L'angelo sterminatore")!