I visitatori (Elia Kazan, 1972)
I visitatori (The visitors)
di Elia Kazan – USA 1972
con James Woods, Patricia Joyce
**1/2
Visto in divx alla Fogona, con Marisa, in originale con sottotitoli.
Bill (James Woods), che vive con la compagna Martha (Patricia Joyce) e il figlio neonato Hal in un cottage di proprietà del padre di lei, Harry (Patrick McVey), affermato scrittore western, riceve l'inaspettata visita di due suoi ex commilitoni – il sergente Mike (Steve Railsback) e il caporale Tony (Chico Martínez) – con i quali aveva combattuto in Vietnam, e che si sono fatti due anni di prigione quando proprio Bill li aveva denunciati alla corte marziale per aver violentato e ucciso una ragazza vietnamita. Tutto questo, naturalmente, viene alla luce poco a poco (all'inizio Bill non aveva raccontato nulla a Martha), ma già da subito la tensione appare alta, per crescere ulteriormente durante la serata... Da una sceneggiatura del figlio Chris (ispirata a un episodio realmente accaduto, lo stesso che sarà alla base di "Vittime di guerra" di Brian De Palma), il penultimo film di Elia Kazan è un intenso dramma da camera che si iscrive nella riflessione sulla guerra del Vietnam – anzi, forse su tutte le guerre – che l'America stava portando avanti in quegli anni: una guerra che nella sua disumanità è capace di trasformare chiunque in un mostro, in particolare i giovani che non riescono ad adeguarsi alle aspettative e ai “miti” della conquista e dell'avventura delle generazioni che li avevano preceduti. A questo proposito, trattandosi dello script di un figlio d'arte, notevole è la figura del padre/suocero, simbolo di quell'America militarista e conservatrice che idolatra le armi e la legge del più forte. Anche Harry ha combattuto una guerra, il secondo conflitto mondiale, e non nasconde di provare più simpatia per Mike che per il genero pacifista (“Ho sempre pensato che fosse un po' finocchio”, dice, quando viene a sapere che a differenza degli altri non si è "divertito" con la ragazza vietnamita). L'impianto del film è quasi teatrale, con solo cinque personaggi e il rispetto delle unità di spazio (la casa in campagna) e di tempo (si svolge tutto in una giornata, in meno di 24 ore).


