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8 agosto 2019

La battaglia con le palle di neve (L. Lumière, 1897)

La battaglia con le palle di neve
(Bataille de neige)
di Louis Lumière – Francia 1897
**1/2

Visto su YouTube.

Due gruppi di persone (si tratta di uomini e donne adulti, non di bambini!) si affrontano a palle di neve lungo una strada fuori città. In mezzo a loro passa un uomo in bicicletta, che naturalmente diventa subito un ghiotto bersaglio per entrambi i gruppi, tanto che viene colpito e cade a terra. Si rialza solo per fuggire rapidamente da dove era arrivato, mentre la battaglia riprende. Filmato in una Lione innevata, fra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio 1897, è un cortometraggio da apprezzare per la dinamicità della scena, l'apparente realismo e la profondità di campo della ripresa in esterni (una caratteristica dei film dei Lumière che non sempre si ritrova nei loro contemporanei, a partire da Méliès, che preferiva invece inscenare le sue pellicole in studio). A proposito di "apparente realismo", anche in questo caso (come negli altri film dei fratelli, a cominciare dal primo e celebre “L'uscita dalle fabbriche Lumière”) sembra evidente che l'azione sia stata organizzata con degli attori che avevano ricevuto delle istruzioni, e non ripresa casualmente: sarebbe stato improbabile che, proprio nel minuto in cui i Lumière stavano girando, fosse passato un inatteso ciclista. Ottima, per l'epoca, la qualità dell'immagine.

5 agosto 2019

La partita a carte (Louis Lumière, 1896)

La partita a carte (La partie de cartes)
di Louis Lumière – Francia 1896
con Antoine Lumière, Alphonse Winckler
**

Visto su YouTube.

Seduti a un tavolo in giardino, due uomini (interpretati da Antoine Lumière, cinquantaseienne padre di Louis e Auguste, e dal loro amico Félicien Trewey, prestigiatore nonché loro agente a Londra) giocano una partita a carte (per la precisione a Écarté, un gioco con 32 carte assai popolare in Francia nell'ottocento). Un terzo uomo (Alphonse Winckler, suocero dei fratelli Lumière) assiste alla partita, così come un cameriere (Antoine Féraud) che applaude entusiasta il vincitore. I tre avventori, infine, bevono alla propria amicizia. Ispirato ai dipinti di Cèzanne (che fra il 1890 e il 1892 aveva realizzato diversi quadri sul tema dei "giocatori di carte"), il breve film è evidentemente una pellicola di fiction, e non un "documentario" come invece gran parte delle opere dei Lumière (e non solo) degli esordi. Lo dimostra il fatto che siano stati utilizzati degli attori (anche se non professionisti), che sia stato redatto un copione e che sia stata allestita una scenografia (le riprese sono avvenute a La Ciotat, la cittadina dove i Lumière avevano una residenza estiva e dove in quei mesi girarono anche altri film, fra cui il celebre "Arrivo di un treno alla stazione"). La presenza, quasi come omaggio, del padre e del suocero dei due fratelli, lo rende inoltre un documento storico assai interessante. Curiosità: affascinato dal cinema dopo aver assistito alla prima proiezione pubblica dei Lumière a Parigi, Georges Méliès sceglierà proprio questo film per farne un "remake" (leggermente parodistico) come sua opera prima, poco più tardi in quello stesso 1896.

3 agosto 2019

Demolizione di un muro (L. Lumière, 1896)

Demolizione di un muro (Démolition d'un mur)
di Louis Lumière – Francia 1896
con Auguste Lumière
**1/2

Visto su YouTube.

Questo cortometraggio mostra tre operai (alla presenza di Auguste Lumière, fratello di Louis, che qui interpreta il ruolo di "direttore del cantiere") intenti ad abbattere il muro di una casa in demolizione. Dopo qualche colpo per indebolirlo, grazie a uno strumento apposito, il muro crolla a terra fra nuvole di polvere. Avrebbe dovuto trattarsi di uno dei tanti "documentari" che illustravano attività di tipo quotidiano, come la maggior parte dei primi film girati all'epoca dai Lumière. Ma quando i fratelli dimenticarono di spegnere la lanterna del proiettore prima di riavvolgere la pellicola, scoprirono per errore e per puro caso uno dei più semplici "trucchi" cinematografici, ovvero l'effetto reverse: sullo schermo le macerie si ricomponevano e il muro tornava magicamente in piedi! I Lumière decisero allora di proiettare questo particolare film sempre in questo modo: dapprima nel verso corretto e poi riavvolgendolo senza spegnere il proiettore, provocando stupore e divertimento fra gli spettatori (e pare che alcuni arrivassero ad avere il mal di stomaco: ma forse è solo un'altra leggenda urbana, come quella della fuga di massa del pubblico dalla sala all'avvicinarsi del treno nella stazione di La Ciotat). L'effetto reverse sarà diffusamente utilizzato da molti registi successivi, in particolare dallo spagnolo Segundo de Chomón (un esempio è "Plongeur fantastique", dove un tuffatore si getta in acqua più volte e risale sempre "magicamente" sul trampolino).

25 ottobre 2018

L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat (L. Lumière, 1896)

L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat
(L'arrivée d'un train en gare de La Ciotat)
di Louis Lumière – Francia 1896
****

Visto su YouTube.

Forse il film più famoso dei fratelli Lumière, quello attorno al quale è nata la diceria che gli spettatori, nel vedere il treno avvicinarsi dal fondo dello schermo e diventare sempre più grande, fuggissero terrorizzati dalla sala di proiezione per il timore di esserne travolti. Probabilmente si tratta di una leggenda urbana (anche se bisogna dire che nel 1935 lo stesso Lumiére ne realizzò una versione stereoscopica – vale a dire in 3D – da mostrare all'Accademia delle Scienze francese: e fu forse quella a scatenare qualche timore!). Inoltre, contrariamente a quanto si crede di solito, la pellicola non faceva parte del gruppo di dieci film presentati a Parigi il 28 dicembre 1895, "data di nascita" del cinema. Venne invece mostrato in pubblico circa un mese più tardi, il 25 gennaio 1896. A La Ciotat, cittadina costiera nel sud della Francia, i fratelli Lumière avevano una residenza estiva (qui girarono altri tre dei loro primi film: "La partita a carte", "L'innaffiatore innaffiato" e "La colazione del bimbo"). Come rivela il titolo spoileratore, il cortometraggio mostra il convoglio, trainato dalla locomotiva a vapore, avvicinarsi man mano alla stazione, procedendo dal fondo dello schermo verso lo spettatore e da destra verso sinistra (la prospettiva mostra i binari in diagonale). Sulla banchina, sulla destra, ci sono un capostazione e alcuni passeggeri in attesa di salire a bordo, fra cui una signora con il figlioletto. Proprio l'angolo di ripresa e la prospettiva "forzata" (insieme alla profondità di campo) costituiscono gli aspetti tecnici più interessanti del film, quelli che maggiormente lo hanno impresso nell'immaginario collettivo: siamo ben lontani dalle pantomime o dalle riprese da palcoscenico teatrale che caratterizzavano i precedenti tentativi di Edison e compagni. Come tutte le prime pellicole girate con il cinématographe, anche questa dura circa 50 secondi, non presenta stacchi di montaggio e può essere considerata un documentario (benché sia evidente come i Lumière curassero a fondo aspetti quali la collocazione della macchina da presa, la disposizione delle comparse e i tempi. Inoltre, anche se la camera è fissa, il movimento del treno fa sì che si passi da un'inquadratura in campo lungo a una in campo medio e infine a un primo piano).

24 ottobre 2018

L'innaffiatore innaffiato (Louis Lumière, 1895)

L'innaffiatore innaffiato (L'arroseur arrosè)
di Louis Lumière – Francia 1895
con François Clerc, Benoît Duval
***

Visto su YouTube.

Uno dei dieci film della prima proiezione pubblica dei fratelli Lumière al Grand Café sul Boulevard des Capucines a Parigi il 28 dicembre 1895 (la data che segna convenzionalmente la nascita del cinema), è anche uno dei loro lavori più celebri e popolari, sicuramente il più noto insieme a "L'uscita dalle fabbriche Lumière" (il primo in assoluto) e "L'arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat". Si tratta anche dell'unico, fra i dieci film della prima serata, a non essere un documentario (o comunque a limitarsi a riprendere un evento) ma un esempio di cinema narrativo, che intende raccontare una storia "costruita" e messa in scena da attori (di cui conosciamo anche i nomi). E si tratta nientemeno che di una commedia, di spirito slapstick e anarchico. La gag è nota: un ragazzo (Benoît Duval, che era un apprendista carpentiere nella fabbrica dei Lumière) si diverte a fare uno scherzo a un giardiniere (François Clerc, che era realmente il giardiniere di Louis Lumière), calpestando con un piede la sua canna e bloccando l'afflusso dell'acqua. L'uomo prova a guardare nella canna per capire come mai l'acqua non passi più, e allora il monello solleva il piede, inzuppando così il giardiniere. Il ragazzo scappa, ma viene rincorso e acciuffato, per essere poi sculacciato (in una variante successiva – come per tutti i primi film dei fratelli Lumière, ne esistono diverse versioni, girate in momenti diversi – il ragazzo viene invece preso a calci nel sedere e poi innaffiato a sua volta). Da notare il consapevole utilizzo dello spazio filmico: il monello tenta infatti di fuggire al di fuori dell'inquadratura (mentre la macchina da presa resta immobile), ma viene afferrato e riportato davanti agli spettatori per essere punito. Il film fu girato a Lione e, come detto, ne esistono più versioni realizzate in momenti differenti. Il titolo originale era "Le jardinier" o "Le jardinier et le petit espiègle", ma è poi passato nella cultura popolare come "L'arroseur arrosè", ed è stato oggetto di numerose imitazioni, copie ed omaggi (anche in epoche più recenti, per esempio da François Truffaut nel cortometraggio "L'età difficile"). La pellicola può vantare un altro curioso primato: è il primo film nella storia del cinema ad avere avuto una locandina a esso dedicata. Il poster che pubblicizzava la prima proiezione dei Lumière, disegnato da Marcellin Auzolle, mostrava infatti alcuni spettatori che ridono di fronte a una scena di questo film proiettata sullo schermo. In precedenza i poster che promuovevano le proiezioni di Edison e di altri, dal 1890 in poi, non facevano riferimenti ai singoli film ma solo alle meraviglie tecnologiche degli apparecchi.

23 ottobre 2018

L'uscita dalle fabbriche Lumière (L. Lumière, 1895)

L'uscita dalle fabbriche Lumière
(La sortie de l'usine Lumière à Lyon)
di Louis Lumière – Francia 1895
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Visto su YouTube (tre versioni).

La data "ufficiale" della nascita del cinema è fissata per convenzione al 28 dicembre 1895, ovvero il giorno della prima proiezione pubblica (e a pagamento), nel Salon indien du Grand Café sul Boulevard des Capucines a Parigi, di dieci cortometraggi girati dai fratelli Louis e Auguste Lumière (anche se il "regista" è da considerarsi solo il primo) con la macchina da presa di loro invenzione, il cinématographe, brevettato il 13 febbraio 1895 e in grado non solo di impressionare ma anche di proiettare le pellicole. In realtà, i Lumière – il cui cognome significa "Luce": nomen omen! – non sono stati i primi cineasti della storia: da Louis Le Prince (1888) a William Friese-Greene (1889), passando per pionieri come Wordsworth Donisthorpe, Etienne-Jules Marey e Georges Demenÿ fino a W. K. L. Dickson, William Heise e gli altri impiegati di Thomas Edison (dal 1890), già numerosi erano stati coloro che avevano dimostrato di essere in grado di registrare e poi riprodurre filmati con immagini in movimento. Gli stessi Louis e Auguste avevano a loro volta iniziato a compiere esperimenti in questo campo già tre anni prima, nel 1892, quando il padre Antoine era andato in pensione affidando ai figli l'industria fotografica di famiglia. A quell'anno risalirebbe uno dei loro primi film sperimentali, purtroppo andato perduto, "Le prince de Galles" con protagonista il futuro re Edoardo VII, figlio della regina Vittoria (da non confondere con il film dallo stesso nome girato dieci anni dopo, il 9 agosto 1902, che mostra il passaggio della carrozza reale in occasione dell'incoronazione dello stesso Edoardo). Ma fu la straordinaria innovazione tecnologica del cinématographe, superiore a tutti gli apparecchi precedenti per qualità dell'immagine, praticità, leggerezza e durata della pellicola (ben 52 secondi), a consentire loro di surclassare il kinetoscopio di Thomas Edison (che permetteva la visione dei film soltanto a uno spettatore per volta, guardando attraverso un foro e girando una manovella) o il contemporaneo bioscopio dei fratelli tedeschi Skladanowsky (ispirato alla lanterna magica). È dunque giusto attribuirgli il merito della nascita del "cinema" come lo intendiamo oggi, ovvero come luogo e rito di visione collettiva.

I dieci film proiettati agli spettatori in quel fatidico giorno erano i seguenti:
- L'uscita dalle fabbriche Lumière
- Il volteggio
- La pesca dei pesci rossi
- L'arrivo dei fotografi al congresso di Lione
- I maniscalchi
- L'innaffiatore innaffiato
- La colazione del bimbo
- Il salto alla coperta
- La Place des Cordeliers a Lione
- Il mare (Bagno in mare)

"L'uscita dalle fabbriche Lumière", il primo in assoluto a essere mostrato al pubblico, era stato girato il 19 marzo dello stesso anno e mostra le porte di un capannone delle fabbriche di materiale fotografico dei Lumière a Montplaisir (alla periferia di Lione), mentre ne fuoriescono gli operai (in maggioranza donne) al termine del loro turno di lavoro. Oltre alle persone a piedi, c'è qualcuno che esce in bici. Inoltre passa anche un cane e, nel finale, una carrozza trainata da cavalli, probabilmente con a bordo i padroni, prima che un custode chiuda le porte. La prima cosa da notare è che, pur trattandosi formalmente di un documentario (che mostra un evento reale), c'è comunque un notevole lavoro di messa in scena e anche di direzione degli attori. Le persone sono state istruite a non guardare in macchina e a non camminare direttamente in direzione della camera. Inoltre, il semplice fatto che esistano diverse versioni del film (almeno tre, girate in diversi periodi dell'anno come testimoniano gli abiti primaverili o invernali), rivela che i cineasti e gli "attori" seguivano uno script. Infine, la posizione delle ombre suggerisce che le riprese si siano svolte verso mezzogiorno (probabilmente per avere più luce) o nella tarda mattinata, e dunque non certo alla fine della giornata di lavoro. Anche per questi motivi, c'è chi sospetta che l'abbigliamento degli operai non fosse quello indossato da loro abitualmente, ma scelto per l'occasione (si notano gonne ampie e grossi cappelli piumati). Il film (o almeno la sua prima versione) dura 46 secondi e venne girato, come tutte le pellicole dei Lumière, in quello che diventerà per lungo tempo lo standard dell'industria del cinema, ovvero con una pellicola da 35mm, un aspect ratio di 1,33:1 e una velocità di 16 fotogrammi al secondo. Da notare anche l'eccellente qualità cinematografica e la profondità di campo, superiore di molto ai lavori dei pionieri del cinema che avevano preceduto i due fratelli (segnatamente Edison, i cui film dovevano essere girati all'interno di studi di posa e non in esterni). Oggi il capannone da cui uscivano gli operai esiste ancora (anche se il resto dell'edificio è stato demolito) e ospita l'Istituto Lumière.