20 settembre 2009

Lebanon (Samuel Maoz, 2009)

Lebanon (id.)
di Samuel Maoz – Israele 2009
con Itay Tiran, Yoav Donat
**1/2

Visto al cinema Apollo, in originale con sottotitoli
(rassegna di Venezia)

Uno dei film più claustrofobici che mi sia mai capitato di vedere. A parte la prima e l'ultima inquadratura, si svolge infatti completamente all'interno della torretta di un carro armato: e anche quando osserviamo il mondo esterno, questo viene mostrato soltanto attraverso il mirino del veicolo. La pellicola racconta il primo giorno della prima guerra del Libano (giugno 1982) seguendo un gruppo di giovani militari israeliani impegnati in quella che avrebbe dovuto essere una missione di routine in un villaggio appena bombardato. Ma si ritroveranno intrappolati in una zona sotto il controllo siriano e dovranno attraversare una notte da incubo per tornare tra le fila amiche. Gli orrori della guerra, il sangue e la morte sono descritti con rara efficacia e crudo realismo, e i quattro protagonisti esibiscono tutte le debolezze e le paure di ragazzi che si sono trovati coinvolti in qualcosa di orribile e di più grande di loro. Il mirino del tank diventa una sorta di occhio puntato sugli scenari di un mondo assurdo e disumano: e per fortuna l'antispettacolarità evita il rischio di generare l'effetto della soggettiva di un videogioco. All'interno del veicolo corazzato, una scritta recita "L'uomo è d'acciaio, il carro armato è solo ferraglia", ma lo svolgersi degli eventi sembra contraddirla e il carro si rivela l'unica protezione e l'unica speranza di sopravvivenza per quattro ragazzi deboli e terrorizzati. Il film ha vinto il Leone d'Oro, premio in fondo meritato per l'idea alla base della pellicola e per l'ottima realizzazione, anche se forse sarebbe bastato un riconoscimento minore.

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