9 giugno 2009

Mr. Vendetta (Park Chan-wook, 2002)

Mr. Vendetta (Boksuneun naui geot, aka Sympathy for Mr. Vengeance)
di Park Chan-wook – Corea del Sud 2002
con Shin Ha-kyun, Song Kang-ho
**1/2

Rivisto in DVD, con Martin, in originale con sottotitoli.

Ryu, un giovane operaio sordomuto alla disperata ricerca di denaro per consentire alla propria sorella un trapianto di rene (dopo che una banda di trafficanti di organi gli ha sottratto tutti i soldi che aveva faticosamente accumulato), decide di rapire la figlioletta di Park, il suo ex datore di lavoro, e di chiedere un riscatto. Ma il destino è in agguato: la sorella si suiciderà prima di essere operata, mentre la bambina affogherà in un fiume per un incidente prima che Ryu possa restituirla al genitore, scatenando la ritorsione di quest'ultimo. Primo film della cosiddetta "trilogia della vendetta" di Park Chan-wook (i titoli successivi sono "Old Boy" e "Lady Vendetta"), tre pellicole slegate fra loro ma che hanno in comune il tema appunto della vendetta, che in questo film non è solo quella di Park nei confronti dei giovani rapitori, ma anche quella di Ryu stesso verso i trafficanti di organi. Ogni atto di violenza, in effetti, finisce con lo scatenare una rappresaglia da parte di qualcun altro, in un vortice di morte che termina soltanto con i titoli di coda. Caratterizzato da toni che sfiorano il grottesco e il caricaturale e da una violenza truce e sanguinosa che non lascia scampo a nessun personaggio, ma anche da uno stile elegante e asciutto (i dialoghi sono essenziali, le inquadrature sono accuratamente studiate e gli snodi narrativi sono mostrati allo spettatore senza inutili didascalismi), il film è interessante e non lascia indifferenti, anche se non è certo per tutti i gusti e adombra un certo autocompiacimento nell'esibire torture ed efferatezze sullo schermo. A tratti la mano del regista ricorda il miglior Kitano, con echi anche di Peckinpah e di Cronenberg: peccato che in seguito Park virerà invece verso istrionismi alla Tarantino. Nel cast spicca Bae Du-na nei panni della ragazza del protagonista, attivista politica di sinistra che lo aiuta nel rapimento della bambina. Brutta l'edizione italiana: meglio vederselo in coreano con sottotitoli.

10 commenti:

Larry ha detto...

splendido film, innegabile il debito verso Penkinpah, ma cosa intendi con echi di Cronenberg? l'ho visto tempo fa e non li ricordo.

Larry ha detto...

Beh, c'è da dire comunque che a Park gli istrionismi alla tarantino vengono bene

Martin ha detto...

In realtà, rivedendolo, mi sono accorto che Park non è il datore di lavoro di Ryu ma il padre dell'amica della figlia di quello che ha licenziato Ryu.
Proprio per evitare di essere collegabili al rapimento scelgono di cambiare obiettivo. Poi però la scena dell'auomutilazione evidenzia che anche Park nella sua azienda ha effettuato dei licenziamenti generando quindi l'equivoco.
E a proposito di versioni dvd nemmeno quella inglese traduce i vari biglietti/messaggi lasciando intatte le incertezze su parecchi snodi chiave del film.
Anche io ho notato delle similitudini formali con Kitano, peccato che tutto si limiti solo allo stile perchè Chan-wook costruisce un film freddo e del tutto incapace di trasmettere emozioni vere, ovvero il marchio di fabbrica del regista di Sonatine e Kikujiro.

Christian ha detto...

Larry: Non saprei dire con precisione, ma tra i punti in comune fra PCW e Cronenberg ci vedo un certo gusto estetizzante (e anestetizzante) per la violenza, la predisposizione a mostrare sullo schermo tagli e ferite dei corpi in primo piano, una buona dose di fredda visionarietà, allucinata e irrazionale, una certa ambiguità morale dei personaggi, e tutto questo senza sottolineare alcuni temi in comune (vendette e rivalse caratterizzano anche gli ultimi film del canadese). Ma forse è solo una mia impressione...

Martin: Hai ragione su Park (il personaggio). D'altronde nel film tanti personaggi diversi si scoprono poi avere elementi in comune (per esempio, anche il poliziotto ha un familiare in attesa di un trapianto di rene e avrebbe bisogno di denaro, proprio come Ryu!).
Anche a me i film di PCW sembrano emotivamente un po' freddi, ma vedrai che da questo punto di vista i successivi due film della "trilogia" saranno più intensi.

dan ha detto...

Capolavoro...

Fabrizio Luperto ha detto...

Salve a tutti. Come molti ho visto questo film dopo OLD BOY e mi sono piaciuti entrambi moltissimo. Poi alla visione di LADY VENDETTA mi sono accorto che la stilizzazione eccessiva del regista coreano probabilmente inizia a stancarmi. Spero che il suo ultimo lavoro ci riservi qualche novità.

Larry ha detto...

Beh, secondo me anche Lady vendetta era un buon film, meno cupo degli altri, meno reaslista e più simbolico, ma veramente fatto da dio. dopo di quello ho visto anche I'm a cyborg but that's ok...e quello m'è sembrato un pò troppo...

Christian ha detto...

Anche a me "Lady Vendetta" è piaciuto, anche più di questo. Comunque presto conto di rivederlo, così come "Old boy"...

Fabrizio Luperto ha detto...

Per precisione mi esprimo meglio. Non ho mai detto che LADY VENDETTA non mi è piaciuto o che non fosse un bun film. Ho detto che l'eccessiva stilizzazzione che il regista da ai suoi film inizia a stancarmi. Nel senso che spesso la bellezza della storia e gli intrecci della trama sono come sovrastati dall'estremismo coreografico.

Christian ha detto...

Ah, ho capito. Da un certo punto di vista sono d'accordo. Come ti ho scritto nel post su Bellocchio, per me temi, storia e personaggi non devono mai essere sovrastati dallo stile e dalla forma del film, bensì coaudivarsi a vicenda. Non ho ancora visto i suoi ultimi film (quello del cyborg e "Thirst"), ma altre cose sue (come l'episodio di "Three... extremes") non mi hanno convinto.