12 marzo 2019

Bullets over summer (Wilson Yip, 1999)

Bullets over summer (Baau lit jing ging)
di Wilson Yip – Hong Kong 1999
con Francis Ng, Louis Koo
***1/2

Rivisto in DVD, in originale con sottotitoli inglesi.

Sulle tracce di Dragon (Joe Lee), pericoloso e spietato rapinatore di banche, la coppia di poliziotti formata dal "duro" e irascibile Mike (Francis Ng) e dal più giovane e immaturo Brian (Louis Koo) decide di tenere sotto sorveglianza 24 ore su 24 la casa del suo presunto fornitore di armi, piazzandosi in un appartamento al sesto piano nel condominio di fronte. Questo è abitato da un'anziana signora (Law Lan) che soffre di demenza senile, e che si convince che i due detective siano i suoi nipoti, tornati dopo tanto tempo a trovarla. Mentre l'indagine si impantana su false piste (si scopre che l'uomo sorvegliato, alla fine, era quello sbagliato), i poliziotti cominciano ad affezionarsi alla vecchietta, a lasciarsi coinvolgere nelle beghe del condominio e a formare una vera e propria famiglia insieme a lei e a due ragazze appena conosciute: Yen (Michelle Saram), una studentessa dalla vita scapestrata, per Brian; e Yuen (Stephanie Lam), la commessa di una lavanderia, incinta e lasciata dal suo fidanzato, per Mike. E proprio quando ormai il vero motivo della loro missione sembrava dimenticato, questo si manifesta all'improvviso quando il ricercato, per una serie di coincidenze, si materializza nell'appartamento della nonnina... Il primo vero capolavoro di Wilson Yip, una pellicola sorprendente e drammatica che cambia più volte direzione e che dietro la forma del film poliziesco affronta il tema della famiglia da un'angolazione davvero particolare. La scena del pranzo è il clou di tutto: attorno al tavolo abbiamo una serie di individui che in realtà non hanno nessun legame di sangue fra loro (anzi, fino a pochi giorni prima non si conoscevano nemmeno), eppure si percepisce la tensione del "nucleo familiare" messo in pericolo dall'irruzione dei banditi e dalla violenza dei gangster. Anche perché i protagonisti sono tutti soli, orfani o abbandonati, e proprio per questo sono portati a dare ancora più valore al fragile legame appena formato. Lo stile di regia e la fotografia colorata sono chiaramente debitori al cinema di Martin Scorsese (e non a caso un poster di "Taxi driver" con Robert De Niro, assieme a quelli di altre pellicole americane come "Natural born killers" e "La sottile linea rossa", fa capolino nell'appartamento dell'uomo sotto sorveglianza). Ottimi tutti gli interpreti. Peccato solo per il finale, dove la storia si sfilaccia un pochino. Yip confermerà subito il suo talento drammatico nel successivo "Juliet in love".

0 commenti: