10 settembre 2019

La ragazza con la valigia (V. Zurlini, 1961)

La ragazza con la valigia
di Valerio Zurlini – Italia/Francia 1961
con Jacques Perrin, Claudia Cardinale
**1/2

Visto in divx alla Fogona, con Marisa.

Il sedicenne Lorenzo Fainardi (Jacques Perrin) si innamora di Aida (una Cardinale giovane e bellissima), ballerina spiantata che suo fratello maggiore Marcello aveva sedotto (sotto falso nome, millantando di poterle procurare una scrittura) e poi abbandonato. Forse il film più famoso di Zurlini, è una classica storia di educazione sentimentale: Lorenzo, puro e ingenuo anche perché sempre vissuto nella bambagia, si affeziona alla ragazza dapprima per compassione, come per voler rimediare alla colpa del fratello, e poi per amore sincero, senza rendersi conto che lei, più grande e avvezza alle cose della vita, appartiene a un mondo diverso. Se infatti lui è di famiglia facoltosa, lei ha imparato a battersi per ogni cosa, sfruttando eventualmente anche la propria bellezza e i favori degli uomini, col rischio sempre concreto di rimanere vittima di qualche mascalzone. Ambientato fra una Parma raffinata (dove abitano i Fainardi) e una volgare Riccione (dove Aida si esibiva nei locali sulla riviera e dove torna nel finale, nella speranza di farsi riassumere nella sua vecchia orchestra), il film è delicato e ottimamente interpretato dai suoi giovani attori: per la Cardinale, in particolare, la parte fu significativa perché anche l'attrice – come il suo personaggio – aveva avuto da giovanissima un figlio che doveva tenere nascosto alla società. Certe dinamiche familiari (oltre che il volto da “bravo ragazzo” di Lorenzo) sembrano quasi anticipare “I pugni in tasca”. La Cardinale è doppiata da Adriana Asti. Nel cast anche Corrado Pani (il fratello Marcello), Romolo Valli (il prete) e Gian Maria Volonté (Piero, l'ex di Aida). La colonna sonora è ricca di hit e canzonette dell'epoca (“Il cielo in una stanza”, “Tintarella di luna”), ma c'è anche l'aria “Celeste Aida” cantata da Beniamino Gigli, che Lorenzo fa ascoltare ad Aida sul giradischi.

3 commenti:

Marisa ha detto...

Molto delicato e romantico, ma soprattutto preciso nel ricostruire l'inizio degli anni 60, con le sue speranze e contraddizioni, luci ed ombre di un'Italia che non vuole ancora fare i conti col passato e si butta nelle "balere" romagnole o rimane prigioniera nei privilegi di prima...Come sempre i più giovani ed ingenui ne pagano il prezzo maggiore...

Christian ha detto...

Sì, è un'iniziazione ai sentimenti molto calata nel periodo di quegli anni, dove la spensieratezza di alcuni contrasta con l'assunzione di responsabilità di altri...
Bellissima la giovane Cardinale!

Marisa ha detto...

Bèh, in quanto a bellezza, anche il giovanissimo Jacques Perrin non sfigura! E' stata la grande scoperta di Zurlini che lo ha poi usato anche per "Cronaca familiare" e "Il deserto dei Tartari"