13 giugno 2007

4 mesi, 3 settimane e 2 giorni (C. Mungiu, 2007)

4 mesi, 3 settimane e 2 giorni (4 luni, 3 saptamini si 2 zile)
di Cristian Mungiu – Romania 2007
con Anamaria Marinca, Laura Vasiliu
***

Visto al cinema Colosseo con Hiromi, in v. orig. sottotitolata.
(rassegna di Cannes)

Il titolo indica il tempo trascorso da quando Gabita, una giovane studentessa, è rimasta incinta. La sua coinquilina Otilia la aiuta a organizzare un aborto clandestino, racimolando i soldi, prenotando una camera d'albergo e contattando il "medico" che dovrà eseguire l'intervento (e che vorrà essere pagato in natura). Ambientato non a caso nella Bucarest del 1987, dunque prima del crollo del regime comunista, il vincitore della Palma d'Oro è un film intenso e straziante, che non condanna e non assolve, rappresentante di quella sorta di neo-neorealismo che spesso trionfa al festival di Cannes (vedi per esempio il cinema dei Dardenne). Tutta la vicenda si svolge nell'arco di meno di una giornata, nel corso della quale seguiamo le disperate peregrinazioni di Otilia (è lei la vera protagonista, non l'amica che deve abortire). Lo stile limpido e diretto di Mungiu fa abbondante uso di piani sequenza, abbinandoli a inquadrature fisse – come nella magnifica scena della cena a casa dei genitori del fidanzato della ragazza – o alla camera a spalla – per esempio nella sua disperata corsa notturna per disfarsi del feto lungo le strade cittadine vuote e bagnate dalla pioggia – e non è accompagnato da orpelli di alcun tipo: niente musica, per esempio (tranne che nei titoli di coda). Ne risaltano così la bravura delle interpreti, ottime nel tratteggiare personaggi complessi e profondi (l'inconscienza di Gabita, la responsabilità e le preoccupazioni di Otilia), e l'ambientazione a base di strade desolate con passanti scostanti, alberghi grigi anche quando ospitano una festa di matrimonio, autobus affollati ma riscaldati dalla solidarietà fra i passeggeri pronti a passarsi un biglietto al momento dell'arrivo dei controllori: un mondo dove in ogni momento possono essere controllati i documenti d'identità. Indimenticabile l'inquadratura che indugia sul feto per pochi e interminabili secondi, grottesco il finale al ristorante davanti a un piatto di carne.

1 commento:

domenico ha detto...

uff io sono molto indietro coi film di cannes, anche perchè a torino non c'è la rassegna
il cinema dei Dardenne, intenso e straziante tutto nello stesso post?
devo vederlo a tutti i costi
dome