14 giugno 2007

Centochiodi (E. Olmi, 2007)

Centochiodi
di Ermanno Olmi – Italia 2007
con Raz Degan, Luna Bendandi
*

Visto al cinema Anteo.
(rassegna di Cannes)

Ermanno Olmi ha dichiarato che non girerà più film di finzione dopo questo, e francamente mi dispiace che concluda la sua carriera con una pellicola così brutta, senile e involontariamente demenziale, dai dialoghi ridicoli e dalla recitazione scadente. Ho trovato interessante giusto l'incipit, quello in cui si scopre che qualcuno ha "inchiodato" al pavimento e agli scrittoi i più preziosi volumi antichi della biblioteca storica di un'università. Responsabile del "delitto" è un giovane professore di storia delle religioni, con l'aspetto "da nazareno", convinto che "tutti i libri del mondo non valgono una carezza o un caffé con un amico". Dopo essersi liberato di (quasi) tutti i suoi averi, gettando documenti e chiavi dell'auto nel fiume (ma trattenendo denaro e carta di credito!) e aver bruciato le pagine del proprio trattato per scaldarsi (come Rodolfo nella "Bohéme"), va a vivere in una casupola sulle rive del Po, dove viene accolto dagli anziani abitanti del paese come se fosse Gesù Cristo. E proprio come Gesù, dispensa saggezza, conforto e amore, fino a quando la polizia non lo rintraccerà e lo arresterà. Se avessi pagato un biglietto a prezzo pieno per sentire Degan con la voce di Giannini che racconta le parabole (e non una poco nota, no: quella del figliol prodigo!), mi sarei sentito truffato. Populismo come se piovesse (ci sono persino le proteste contro l'ICI e contro le "grandi opere"), un'ambientazione che sembra di cinquant'anni fa, fellinismi da quattro soldi, e un confronto finale (fra il professore e un monsignore) a base di frasi fatte, schematismi e fanatismi incrociati ("A cosa è mai servita la religione?" "Eretico!"). L'unica battuta memorabile ("Lei ha mai fatto parte di un'organizzazione eversiva o terroristica?" "Sì, ho fatto parte del corpo insegnante") è, a ben vedere, a sua volta qualunquista e direi inaccettabile. Aggiungiamoci le frasi in dialetto sottotitolate e il titolo che storpia l'italiano (perché è scritto tutto attaccato?) ed ecco servito un film da dimenticare in fretta.

2 commenti:

ernesto ha detto...

Perché definisci "inaccettabile" la battuta sugli insegnanti? Cioè, capisco che tu non sia d'accordo (anche io non lo sono), ma perché hai scritto proprio "inaccettabile"?

Ciao!
ERNESTO

Christian ha detto...

Beh, semplicemente perchè non l'accetto, soprattutto per come è presentata nel contesto del film. Cioè non come una battuta umoristica (in quel caso, allora, sarebbe stata giustificata se riusciva nel suo intento di far ridere), ma come un atto d'accusa serio che proprio non riesco a condividere.
Per intenderci: se la stessa battuta l'avesse detta Woody Allen, con la sua vocina balbettante, l'avrei apprezzata. Detta da Raz Degan con voce seria e profonda, davanti a un commissario di polizia commosso e comprensivo che sembra uscito da una fiction di Raiuno, la trovo inaccettabile.