23 marzo 2010

Molto rumore per nulla (K. Branagh, 1993)

Molto rumore per nulla (Much Ado About Nothing)
di Kenneth Branagh – GB/USA 1993
con Kenneth Branagh, Emma Thompson
****

Rivisto in DVD, con Giovanni, Rachele, Paola, Ilaria, Ginevra e Giuseppe.

La commedia di William Shakespeare, un brillante e ricco girotondo di inganni, amori, calunnie ed equivoci, viene messa in scena dall'istrionico Branagh in maniera accattivante e moderna, con l'aiuto di un cast stratosferico, che mescola stelle hollywoodiane (Denzel Washington, Keanu Reeves, Michael Keaton), giovani attori (Robert Sean Leonard e Kate Beckinsale) e vecchie glorie del teatro o del cinema britannico (Richard Briers, Brian Blessed, Phyllida Law, Imelda Staunton). Naturalmente la parte dei mattatori la fanno lo stesso Branagh ed Emma Thompson, all'epoca marito e moglie, che battibeccano e si stuzzicano in continuazione nei panni dei "bisbetici" Benedetto e Beatrice, qui elevati a protagonisti principali anche al di sopra dei giovani amanti Claudio ed Ero. L'amore eccessivamente idealizzato di questi ultimi, infatti, si dimostra vulnerabile ai primi sospetti e alle prime difficoltà, mentre quello temprato da innumerevoli schermaglie poggia invece su basi assai più solide. Senza rinunciare all'impostazione teatrale e ai dialoghi originali (ricordo che dopo aver visto il film per la prima volta andai a consultare il testo scespiriano, stupendomi di ritrovarci pari pari situazioni, battute e dialoghi che avrei giurato fossero stati scritti da uno sceneggiatore contemporaneo apposta per la pellicola!), il film offre anche momenti di grande cinema: basti pensare all'incipit, con l'arrivo dei soldati di Don Pedro nella tenuta di Leonato e tutti i personaggi che si lavano nei fontanili prima di presentarsi all'incontro con le controparti; al ballo notturno in maschera, evocativo e inconfondibilmente "italiano"; e ai due magnifici piani sequenza in occasione della canzone presso la fontana e soprattutto nel finale, quando vengono festeggiate le nozze.

La storia è ambientata a Messina, in Sicilia, ma Branagh ha scelto di girarla in Toscana, in una magnifica villa fra colline e vigneti: proprio questo film, insieme ad altre pellicole degli anni novanta come "Io ballo da sola" di Bernardo Bertolucci, ha contribuito a cementare l'amore fra gli inglesi e quello che ormai chiamano "Chiantishire", spingendo molti cittadini britannici (l'ex premier Tony Blair in testa) ad acquistare casolari e tenute nella regione. L'ambientazione è un elemento fondamentale per il successo del film (che non a caso si apre e si chiude sul paesaggio delle colline toscane), attraversato dall'atmosfera estiva, da un'allegria contagiosa (feste, risate, canti, balli), da un umorismo sfrenato (le smorfie di Benedetto; il linguaggio nonsense e bislacco del capo delle guardie, interpretato da un farsesco Michael Keaton che cita persino i Monty Python quando cammina mimando una cavalcata), ma anche da toni malinconici e finanche tragici, con i complotti del perfido Don Juan (un Keanu Reeves severo e arcigno) ai danni del fratello Don Pedro (un Denzel Washington solare e in gran forma), di cui fanno le spese Claudio ed Ero e che scatenano il dramma prima dell'immancabile lieto fine. Azzeccata anche la colonna sonora di Patrick Doyle, con un paio di canzoni assai gradevoli e orecchiabili (il testo della prima, "Sigh no more", apre il film a mo' di didascalia). La pellicola ha anche contribuito a rinnovare il popolare legame fra il grande pubblico, il cinema e Shakespeare, che lo stesso Branagh aveva riportato in auge sin dal suo "Enrico V" del 1989, mostrandone tutta l'attualità.

4 commenti:

Marisa ha detto...

Sì, proprio uno scintillante Shakespeare reso con intelligenza e leggerezza. Branagh e la Thompson si sono notevolmente divertiti regalando anche agli spettatori momenti di autentico godimento. Quando voglio tirarmi su di morale mi rivedo questo film.

Christian ha detto...

Anche a me mette sempre di buon umore!

Gegio ha detto...

Uno dei primi film noleggiati, uno di quelli che non riesco a dimenticare assolutamente, anche se non lo vedo da anni.

Christian ha detto...

Proprio così, fra i suoi pregi c'è anche quello di lasciare un ottimo ricordo di sé. E non è solo merito del testo di Shakespeare, ma anche e soprattutto degli elementi filmici (scenografie e location in primis).