9 marzo 2010

Man on the moon (M. Forman, 1999)

Man on the moon (id.)
di Miloš Forman – USA 1999
con Jim Carrey, Danny DeVito
***1/2

Rivisto in DVD, con Giuseppe, Giovanni e Rachele.

Andy Kaufman è stato un comico americano (anche se lui non si definiva tale, bensì showman – per la precisione "song and dance man" – e si vantava di non aver mai dovuto raccontare una barzelletta per far ridere il pubblico), divenuto celebre per la capacità di disorientare gli spettatori con comportamenti e messinscene ai limiti della provocazione e un umorismo incompreso e alternativo. Fra litigi in diretta (dove non era facile capire se gli insulti fossero fasulli o meno), spettacolari incontri di wrestling (per lo più contro donne, ma anche contro veri lottatori), sfoggio di personalità multiple (la più celebre era il cantante litigioso e volgare Tony Clifton, interpretato a volte anche dall'amico Bob Zmuda in modo da lasciar credere che si trattasse di un personaggio reale) e performance spiazzanti per l'apparente assenza di comicità (durante uno spettacolo arrivò a leggere ad alta voce "Il grande Gatsby" di Scott Fitzgerald per intero), ha diviso le platee degli anni settanta e ottanta, trovando modi sempre nuovi per sorprendere il pubblico. Artista originale ed eclettico, da lui era lecito aspettarsi di tutto, al punto che non pochi hanno dubitato della sua morte per un tumore ai polmoni nel 1984, all'età di soli 35 anni, e ritengono che sia ancora vivo e nascosto sotto una falsa identità, proprio come quell'Elvis Presley del quale faceva un'eccellente imitazione a inizio carriera. Da noi era noto per la sua partecipazione (controvoglia) alla sitcom "Taxi" nel ruolo di Latka, ingenuo meccanico immigrato che potrebbe aver ispirato il "Borat" di Sacha Baron Cohen. L'ottimo Forman, specializzato in biografie di personaggi geniali ed eccentrici (da "Amadeus" a "Larry Flint"), ne racconta la vita con un bel film che è al contempo un omaggio sincero e commovente all'artista e un ritratto dissacratorio dello show business dell'epoca, e si affida completamente all'estro di Jim Carrey: l'attore, grande fan di Kaufman e nato il suo stesso giorno, il 17 gennaio, dimostra una volta di più di essere – quando vuole – un interprete di altissimo livello.

Ma chi era il vero Kaufman e qual era la sua personalità più autentica? È difficile stabilirlo, visto che l'anticonformista Andy era una miniera di contraddizioni: oscillava tra una maschera aggressiva e l'amore per la meditazione trascendentale, e lasciava che la finzione dominasse continuamente anche la sua vita privata. E dunque la pellicola non può che incentrarsi soprattutto sulla sua carriera artistica, di cui ripropone i principali momenti clou, ricostruendoli con grande cura (provate a confrontare le scene del film con gli spezzoni del vero Kaufman su YouTube, per esempio le sue memorabili apparizioni televisive), e nel finale rende omaggio al mito della sua "finta morte" mostrando un'esibizione di Tony Clifton (che canta "I will survive"!) avvenuta un anno dopo la sua dipartita. Effettivamente, anche nella realtà Clifton è comparso in pubblico dopo il 1984, ma si suppone che sotto i suoi panni si celasse Bob Zmuda (che invece Forman inquadra tra la folla) o addirittura il fratello di Andy, Michael. Geniale anche la scena iniziale, nella quale Kaufman/Carrey annuncia che il film è venuto male perché "tutte le cose più importanti della mia vita sono state cambiate per motivi drammaturgici" e che pertanto il film è già finito, invitando gli spettatori ad andarsene mentre scorrono i titoli di coda, accompagnati dal disco con la sigla del telefilm di Lassie. Dopo alcuni secondi di schermo buio, si riaffaccia dal bordo dell'inquadratura e spiega che lo ha fatto per sbarazzarsi di coloro che comunque non lo avrebbero apprezzato: ora il film può davvero cominciare. Numerosi personaggi che hanno conosciuto Kaufman recitano nella parte di sé stessi (da David Letterman al wrestler Jerry Lawler, da Christopher Lloyd a Paul Shaffer) o in ruoli minori (l'agente George Shapiro, lo stesso Bob Zmuda). Il cast comprende anche Danny DeVito, Courtney Love e il bravissimo Paul Giamatti nei panni della spalla di Andy. Il titolo del film è lo stesso della canzone che i R.E.M. hanno dedicato a Kaufman (e alle teorie del complotto).

2 commenti:

Angelo Canuto ha detto...

Grande biografia di un'artista che è riuscito a far diventare la sua vita davvero weird.Spiazzando davvero tutti.Credo che un artista come lui non sia mai esistito.Era davvero strana e originale la sua comicita'.Geniale sia Jim Carrey che Milos Forman in questo film.

Christian ha detto...

L'obiettivo di Andy Kaufman, infatti, era proprio quello di spiazzare e sorprendere il pubblico, magari provocandolo, più che farlo ridere e basta. E l'ottimo Forman si trova davvero a suo agio con questi personaggi eccentrici e particolari, ma sempre geniali e all'avanguardia nei rispettivi settori di attività.