19 marzo 2010

Gioventù bruciata (Nicholas Ray, 1955)

Gioventù bruciata (Rebel without a cause)
di Nicholas Ray – USA 1955
con James Dean, Natalie Wood
***

Rivisto in DVD, con Marisa, Eleonora e Marco.

Appena trasferitosi in una nuova città e in una nuova scuola, l'irrequieto Jim – rampollo di buona famiglia con un rapporto problematico con i genitori – cerca inutilmente di tenersi lontano dai guai. Provocato dalla banda di teppisti del liceo, accetta di sfidarne il capo in una corsa automobilistica che si conclude in tragedia: il rivale, rimasto impigliato alla maniglia della portiera, non riesce a tuffarsi fuori dalla vettura e finisce in un precipizio. Ma l'odissea notturna di Jim e dei suoi nuovi amici – la ribelle Judy, ex ragazza del capo della banda, e il timido e tormentato Plato – non è ancora finita... "Rebel without a cause" (il titolo viene da un saggio psichiatrico del 1944) è uno dei tre soli film interpretati da James Dean, e quello che forse più degli altri ha contribuito a crearne il mito e l'icona: rivisto oggi può sembrare un po' datato, ma bisogna considerare che un tema come la ribellione e l'inquietudine giovanile – tredici anni prima del sessantotto! – era abbastanza inedito e scioccante per l'epoca. I protagonisti non provengono infatti dai bassifondi o da situazioni disagiate, come potevano essere i personaggi di pellicole precedenti o contemporanee: sono figli di buona famiglia che si ribellano alle regole della società e ai genitori, i quali non riescono a comprendere le ragioni del loro malessere esistenziale né tantomeno di esserne in gran parte responsabili. Jim cerca infatti inutilmente conforto e sostegno in un padre debole e succube della moglie; a Judy è negato anche l'affetto e la tenerezza, oltre che la comprensione; e Plato, figlio di genitori separati e perennemente assenti, è talmente solo da attaccarsi morbosamente a Jim e di vedere in lui – suo coetaneo! – un padre che il ragazzo non può certo essere. Se la sceneggiatura sottolinea l'intensità della vicenda, che si svolge tutta nell'arco di ventiquattr'ore, e la regia è sempre funzionale allo svolgersi degli eventi, è però importante anche l'uso del colore, iperreale ed espressionistico, con il giubbotto rosso di Jim che risalta in maniera netta ed evidente in ogni scena; della musica, che accompagna in modo forse anche troppo invadente ogni momento drammatico; e del formato panoramico, che il regista esalta con alcune inquadrature oblique. Ma la sequenza che rimane più impressa nella mente dello spettatore è senza dubbio quella della gara di coraggio, insieme realistica e metaforica, con le automobili che sfrecciano verso il precipizio nel buio della notte. Sal Mineo è Plato, Dennis Hopper (al suo primo ruolo importante) è uno dei teppisti, Edward Platt è il poliziotto minorile.

9 commenti:

Giuliano ha detto...

Ci sono dei film da cui sono lontanissimo...penso che sia una questione generazionale, questi film sui "giovani degli anni '50" (compresa la Bibi Andersson del "Posto delle fragole"!) mi sono sempre stati decisamente antipatici.
Che non è un giudizio critico, ovviamente!
:-)

Marisa ha detto...

E' un film che ho rivisto con grande tenerezza e commozione.
Il bisogno degli adolescenti di avere una "iniziazione" è totalmente rimosso dalla società imborghesita di allora ed ancora di più oggi e, come tutto il rimosso, torna fuori nel modo più sbagliato e pericoloso, perchè fuori dal giusto contesto del contenitore degli adulti che "sanno".
Drammatica il disperato tentativo di James Dean di "riattivare" nel padre la funzione paterna. Forse questo ne ha fatto il beniamino delle donne. Visto che non può avere un padre, continuiamo a fargli da mamma?

Christian ha detto...

Quando l'ho visto la prima volta, avevo più o meno l'età dei personaggi del film e anche a me non piacque particolarmente. Ora l'ho apprezzato sicuramente di più, ma guardandolo "dall'esterno" e soprattutto per i suoi pregi cinematografici. Non so bene cosa significhi, se sia il film a essere un po' datato e dunque incapace di fornire un adeguato coinvolgimento emotivo a uno spettatore odierno, oppure - al contrario - se sia talmente incisivo da stimolare di riflesso appunto un rifiuto o una rimozione di questi temi, come dice Marisa.
(La Bibi Andersson, invece, mi era simpatica! ^^)

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

in effetti oggi appare un po' lento e datato, però rimane un classico che ha ispirato molto del cinema giovanile dei decenni successivi (e persino fast & furious!)

Christian ha detto...

Ho pensato anch'io a "Fast & Furious"! ^^
La scena in cui Natalie Wood dà il via alla gara alzando le braccia, e le due automobili sfrecciano una alla sua destra e una alla sua sinistra, sembra proprio aver ispirato alcune analoghe di quei film...!

Luciano ha detto...

Bellissimo film e pieno di spunti per riflessioni anche sui problemi che affliggono le giovani generazioni odierne. Ovviamente certe "abitudini" e certi comportamenti sono superati dalla realtà, ma va comunque visto storicizzando (come mi sono reso conto anche leggendo la tua recensione). Il senso profondo rimane attuale.

Spero di poter riprendere a leggere il tuo e altri blog con maggiore frequenza di questi ultimi tre mesi.

A presto.

Christian ha detto...

Ciao Luciano, spero anch'io di rileggerti più spesso, come un tempo. Grazie per il commento!

Fabio ha detto...

Questo film mi sembra invecchiato molto male. Quasi tutti i protagonisti sembrano degli squinternati, con un mix improbabile di comportamenti violenti e atteggiamenti miti e amicali, di ribellione e di rispetto dell'autorità. Sinceramente non mi sembra che il fatto di essere il ritratto di una generazione lontana lo giustifichi.
Stand by me, ambientato nella stessa epoca, è un capolavoro che dice molto di più.

Per quanto riguarda James Dean preferisco "La valle dell'Eden", che mi sembra un grandissimo film.

Christian ha detto...

In effetti un po' datato lo sembra, e per apprezzarlo bisogna assolutamente guardarlo in prospettiva storica... "La valle dell'Eden" lo dovrei rivedere.

Il paragone con "Stand by me" (un film eccezionale, concordo) mi sembra impietoso, dopotutto fra i due film ci sono più di trent'anni di differenza)! ^^