7 giugno 2021

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose (S. Sibilia, 2020)

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
di Sydney Sibilia – Italia 2020
con Elio Germano, Leonardo Lidi
**

Visto in TV (Netflix), con Sabrina.

In cerca di libertà, l'ingegnere idealista Giorgio Rosa costruisce una piattaforma nel Mar Adriatico, al largo di Rimini, appena fuori dalle acque territoriali. Finché ospiterà feste e turisti andrà tutto bene; ma quando farà domanda all'ONU per essere riconosciuto come "stato indipendente" (dopo essersi dotato di una "lingua ufficiale" – l'esperanto – e aver cominciato a emettere francobolli e battere moneta), il governo italiano reagirà con ostilità... Ispirato a una storia (incredibilmente) vera, accaduta alla fine degli anni sessanta (ma la sceneggiatura romanza molti particolari), una pellicola divertente ma la cui sceneggiatura scolastica banalizza un argomento che aveva un grande potenziale. E così, fra battute e personaggi macchiettistici – l'amico alcolizzato e razzista (Leonardo Lidi), l'apolide tedesco e organizzatore di feste (Tom Wlaschiha), il "naufrago" taciturno (Alberto Astorri), la barista incinta (Violetta Zironi), la fidanzata esperta di diritto internazionale (Matilda De Angelis) – tutto scorre in maniera comica e fondamentalmente innocua. Le scene migliori sono quelle che riguardano i politici italiani, interpretati da Fabrizio Bentivoglio (il ministro dell'interno Franco Restivo) e Luca Zingaretti (il presidente del consiglio Giovanni Leone), anche se pure la satira politica è all'acqua di rose o volge in burletta. Alla regia (ma anche al cast) mancano la forza e la corrosività del film d'esordio di Sibilia, "Smetto quando voglio". Andrea Pennacchi è il padre di Giorgio, François Cluzet il presidente del Consiglio d'Europa. Tanto il product placement.

4 commenti:

Babol ha detto...

Pensavo a un trionfo godibile come Smetto quando voglio, ma mi sono parecchio annoiata nonostante la strana storia vera. Film superficiale e con poco mordente, ottimo solo per regia, fotografia e colonna sonora.

Christian ha detto...

Sì, il soggetto aveva delle potenzialità che la sceneggiatura (troppo leggera e poco corrosiva) non ha saputo sfruttare.

In The Mood For Cinema ha detto...

Nulla a che vedere con Smetto Quando Voglio, che per me rimane una delle migliori commedie degli ultimi anni, ma comunque abbastanza gradevole, pur con i limiti che citi su cui concordo.

Christian ha detto...

Siamo d'accordo! :)