23 settembre 2012

Outrage beyond (T. Kitano, 2012)

Outrage beyond (id.)
di Takeshi Kitano – Giappone 2012
con Takeshi Kitano, Hideo Nakano
**1/2

Visto al cinema Apollo, in originale con sottotitoli
(rassegna di Venezia).

Nel 2010 Kitano aveva realizzato "Outrage" con l'unico scopo di divertirsi e di far divertire lo spettatore. Addirittura, nello scrivere la sceneggiatura, il regista era partito inventandosi i modi più disparati per uccidere i personaggi e soltanto dopo vi aveva "cucito" sopra una storia. Ma il risultato – nonostante il successo di pubblico – lo aveva convinto solo in parte, e per questo motivo ha deciso, per la prima volta nella sua carriera, di realizzare un sequel nel quale riporta in scena quei (pochi) personaggi che erano sopravvissuti alla carneficina del lungometraggio precedente. La storia prende l'avvio cinque anni dopo la conclusione del primo film: il traditore Kano ha sostituito il vecchio capo del clan Sanno, attorniandosi di giovani spregiudicati e insofferenti all'antico stile degli yakuza ("non hanno nemmeno i tatuaggi giusti", commentano alcuni della vecchia guardia). Sotto il suo controllo la banda si è ingrandita a dismisura ed è arrivata persino a infiltrarsi nella vita politica, stringendo affari con vari ministri o – più spesso – ricattandoli. Anche per questo motivo, oltre che per fare carriera, l'infido poliziotto Kataoka complotta affinché scoppi una guerra fra il Sanno e un clan rivale di Osaka, gli Hanabishi. Nel suo progetto di mettere una banda contro l'altra si ritrova coinvolto anche Otomo, yakuza "vecchio stile" interpretato da Kitano stesso, che non era morto alla fine del film precedente come ci era stato lasciato intendere. Appena uscito di prigione, l'ormai vecchio e stanco Otomo non avrebbe intenzione di rituffarsi nel giro: ma il suo antico rivale Kimura, istigato da Kataoka, lo convince ad allearsi con lui e ad entrare in azione per vendicarsi di Kato e degli altri traditori. Rispetto alla pellicola precedente, questo sequel è più equilibrato e lineare, nonché più efficace nel mettere in scena la corruzione e la sete di potere di tutti i vari attori coinvolti nella guerra di bande: yakuza, poliziotti e politici si muovono tutti alla ricerca del proprio tornaconto e tramano l'uno alle spalle dell'altro senza onore e senza rispetto per i valori della lealtà e della "famiglia" (a parte Otomo, Kimura e i loro giovani sottoposti, unici baluardi rimasti di un mondo in cui anche i malviventi erano ancora "rispettabili"). Certo, pur nobilitato dall'ottima regia di Kitano e da alcuni momenti geniali, rimane un puro film di genere, senza la poesia o i guizzi che Beat Takeshi ha dispensato a piene mani nei film del passato. Ma il divertimento non manca, e nel mettere in scena le guerre intestine fra yakuza Kitano è ormai un vero e proprio maestro.

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