15 gennaio 2022

Doctor Sleep (Mike Flanagan, 2019)

Doctor Sleep (id.)
di Mike Flanagan – USA 2019
con Ewan McGregor, Rebecca Ferguson
**

Visto in TV (Netflix).

A quarant'anni di distanza dagli eventi dell'Overlook Hotel, Danny Torrance (Ewan McGregor) è cresciuto e sta lentamente cercando di superare i traumi che ha vissuto. Con un passato da alcolista, lavora come inserviente in una clinica per malati terminali, usando i propri poteri mentali per alleviare la paura di chi si avvicina alla morte. Ma quando Abra Stone (Kyliegh Curran), una ragazzina dotata come lui del potere della "luccicanza", viene minacciata da una congrega di creature quasi immortali che si nutrono proprio dell'energia magica per prolungare la propria esistenza, guidate dalla perfida Rose Cilindro (Rebecca Ferguson), Danny decide di aiutarla e di tornare ad affrontare le forze del male. Sequel di "Shining", tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King ma al tempo stesso inteso come seguito diretto del film di Stanley Kubrick, che dal primo romanzo di King si discostava non poco: di conseguenza Flanagan (anche sceneggiatore) cerca di tenere il piede in due scarpe, non sempre riuscendoci in maniera adeguata. Se da un lato "ruba" iconografia, musica (il "Dies irae"!), sequenze e inquadrature dal capolavoro kubrickiano, arrivando al punto da scritturare attori look-alike degli interpreti del vecchio film (Henry Thomas come Jack Nicholson, Alex Essoe come Shelley Duvall, Carl Lumbly come Scatman Crothers), dall'altro gran parte della pellicola ha un mood decisamente diverso dall'originale, al punto che a tratti non sembra neppure un horror ma uno dei tanti action movie a tema fantastico basati su scontri fra personaggi con superpoteri. E quando, nella sequenza finale, l'azione si sposta nell'Overlook Hotel (una scelta del regista, visto che nel libro di King non accadeva), l'impressione è quasi quella di trovarsi di fronte a un omaggio/citazione/parodia di "Shining", e al desiderio di replicarne le scene, che non a un vero seguito. Non aiuta il fatto che le inquietanti suggestioni psicologiche del primo film vengano qui stravolte o banalizzate, dando a tutto una spiegazione: l'albergo è "semplicemente" una casa infestata dai fantasmi, Jack Torrance era "semplicemente" posseduto, e così via. Se visto come thriller a sé stante il film non è poi del tutto malvagio (ci sono alcuni momenti surreali/onirici interessanti, come le interazioni mentali fra Abra e Rose, anche se tutto il resto è abbastanza poco fantasioso: i nemici vengono uccisi a fucilate, per dire), come sequel di un capolavoro non può dunque che risultare deludente sotto molteplici punti di vista. Anche il titolo è tirato via (il nomignolo "Doctor Sleep" in riferimento a Danny viene usato in una singola scena e poi, nonostante la lunghezza, mai più richiamato). Fra i "cattivi" ci sono anche Zahn McClarnon e Emily Alyn Lind. Da notare i tanti riferimenti alla paranoia americana per la pedofilia (ogni scena in cui un adulto è in compagnia di un bambino è letta o equivocata in questo senso).

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