24 marzo 2015

Heimat-Fragmente – Die Frauen (E. Reitz, 2006)

Heimat-Fragmente – Die Frauen
di Edgar Reitz – Germania 2006
con Nicola Schössler, Henry Arnold
**1/2

Visto in divx, in originale con sottotitoli inglesi.

È un atto d’addio in forma cinematografica. Il cinema funziona come i ricordi. Da un certo punto in poi è il personaggio stesso a riflettere sulla sua propria esistenza, chiedendosi se esiste davvero o se è nato solo all’interno di un film. E verso la fine Lulu si catapulta in una situazione simile a quella in cui mi sono trovato io stesso: nell’ansia e nell’angoscia di dover lasciare un mondo che non riuscivo quasi più a distinguere da quello reale. Perciò le sue ultime parole nel film sono: “Voglio vivere e sono libera”.
(Edgar Reitz)

Sulla soglia dei trent'anni ("La giovinezza finisce quando cominciano i ricordi"), Lulu Simon è in cerca di memorie e forse di un'identità. Con una pala in mano, come per "scavare" nel tempo e nel passato della propria famiglia, la figlia di Hermann si sposta per Schabbach, Monaco di Baviera e la casa sul Reno (ovvero i luoghi dei primi tre "Heimat") per mettere insieme "frammenti" di storie, vicende ed emozioni. "A volte ho la sensazione che tutto sia già accaduto", commenta: e in effetti siamo di fronte essenzialmente a un film di montaggio, con cui Edgar Reitz (con la collaborazione del figlio Christian, accreditato come operatore delle sequenze di raccordo nonché appunto come montatore) recupera una miriade di spezzoni che era stato costretto a tagliare durante la lavorazione delle prime tre saghe e che ha ritrovato durante un trasloco del suo magazzino. Rivediamo così, in tanti brevi momenti più o meno significativi, tutti i personaggi cui eravamo affezionati, con un focus particolare (come suggerisce il sottotitolo) sulle donne: da Maria a Clarissa, da Helga a Schnüsschen, da Olga a Evelyne, passando per Lucie, Martha, Klärchen, Renate, Galina, Esther, Marianne, Dorli e tante altre (il che ci fa rendere conto ancora una volta di come Reitz abbia saputo rendere unici e memorabili anche personaggi che sono apparsi solo per brevi istanti all'interno della saga). "Sono una figlia con molte madri", pensa Lulu a un certo punto, riconoscendo l'importanza e la molteplicità delle figure femminili che l'hanno preceduta. Fra salti avanti e indietro nel tempo (i collegamenti, spesso per associazioni di idee, riguardano più i luoghi in cui Lulu si trova che non la reale sequenza cronologica degli eventi), i frammenti portano alla luce fatti e situazioni che i film precedenti raccontavano "fra le righe", quando addirittura non avevano omesso. Il lavoro quotidiano di Schnüsschen come guida turistica a Monaco (bella la scena del suo incontro con Olga, in compagnia dell'autista del bus); l'arrivo di Pauline e Marie-Goot a casa Cerphal per il matrimonio di Hermann; Evelyne che presenta a Clarissa il suo nuovo fidanzato africano; Galina che confessa a Lulu e Delveau il progetto di aprire un ristorante a San Pietroburgo; Dorli che fa visita a Helga in Baviera; inediti "dietro le quinte" della vita a Schabbach o a Monaco (la festa per i settant'anni di Maria; il viaggio di Hermann a Dülmen; il requiem per la Tana della Volpe; Reinhard e amici al lavoro sul set; i tormenti di Helga; il fugace ritorno di Evelyne a Regensburg; e ancora, momenti con Ernst, Glasisch, Juan, Volker, Ansgar, Alex...). Le scene di raccordo con Lulu sono girate in digitale, e spesso gli spezzoni del passato spuntano dall'inquadratura in maniera surreale (come quando Lulu perfora pareti e superfici con un trapano: "l’archeologia del futuro che scava nel presente"). Il tutto, oltre che un album di ricordi e di frammenti (appunto), assume dunque a tratti un tono metacinematografico, come se fosse Reitz stesso a parlare attraverso i pensieri della protagonista: l'accenno di Lulu al fatto che suo padre "a volte cambia faccia", per esempio, è un riferimento al fatto che l'attore che aveva impersonato Hermann quarantenne nell'ultimo episodio del primo "Heimat" ha un volto del tutto differente da quello di Henry Arnold, interprete dello stesso personaggio nei due seguiti. Nel complesso il film è un'interessante appendice alla saga, da considerare come un piccolo e nostalgico regalo per tutti coloro che l'hanno seguita (i neofiti si astengano) o una sorta di "contenuto extra" come quelli dei dvd, che rivela dettagli e momenti che in alcuni casi (si pensi alle scene con Schnüsschen, Olga o Evelyne) è stato un peccato aver dovuto eliminare dagli episodi veri e propri. Ma anche una riflessione sul tempo, sulla famiglia, sui sogni e le paure, oltre che sulla memoria, il cinema e l'immortalità.

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