30 ottobre 2009

I guardiani del giorno (T. Bekmambetov, 2006)

I guardiani del giorno (Dnevnoy dozor)
di Timur Bekmambetov – Russia 2006
con Konstantin Khabensky, Mariya Poroshina
**1/2

Visto in DVD, con Martin, in originale con sottotitoli inglesi.

È il seguito de "I guardiani della notte", tratto come il film precedente dal ciclo di romanzi urban fantasy di Sergei Lukyanenko (per la precisione, entrambe le pellicole sono ispirate al primo libro, nonostante questa prenda il titolo del secondo). Anton Gorodetsky, ormai guardiano della notte a tempo pieno, non ha ancora accettato il fatto che suo figlio Yegor, ritrovato dopo dodici anni, abbia scelto di passare dalla parte del male. I guerrieri della Luce e delle Tenebre continuano a fronteggiarsi per le strade di Mosca, vigilando gli uni sugli altri affinché la tregua millenaria venga rispettata. Quando alcuni seguaci dell'Oscurità vengono misteriosamente uccisi, la guardiana del giorno Alicia si mette a indagare e giunge alla conclusione che il colpevole sia proprio Anton. Si tratta in realtà di un complotto ordito dal malvagio Zavulon allo scopo di trovare un pretesto per rompere la tregua e scatenare la guerra finale fra le due fazioni. Nel frattempo Anton cerca di rintracciare il mitico "gessetto del destino", appartenuto al leggendario Tamerlano e in grado di cancellare gli errori del passato: intende usarlo per correggere le proprie scelte che hanno causato l'attuale conflitto con Yegor. Se le invenzioni visive di Bekmambetov sono persino più audaci che nel film precedente (sorrette da numerosi e ipercinetici effetti speciali) e la commistione tra fantastico e quotidianità è sempre affascinante, con uno strano mix di azione e burocrazia russa (per non parlare degli insoliti rapporti fra "buoni" e "cattivi", le cui differenze sono spesso molto sottili), la pellicola sconta un sovraccarico di stimoli che la rende forse, nel complesso, meno riuscita della precedente. Si esce dalla visione quasi frastornati per la densità di avvenimenti e il numero di personaggi (alcuni dei quali avrebbero meritato un maggiore o migliore approfondimento), e anche un po' delusi dal finale che – di fatto – cancella con un colpo di spugna tutto ciò che si è visto in questi primi due film, al punto che Bekmambetov sarà del tutto libero di girare il terzo capitolo (come si sussurra in giro) direttamente in inglese e negli Stati Uniti, senza un vero legame con i primi due. Anche stavolta molti spunti e poteri "bizzarri" sembrano usciti direttamente dalle pagine di "JoJo" (dal concetto di cancellare il tempo alle evoluzioni di Alicia con l'automobile), mentre gli occasionali tentativi di umorismo lasciano freddini.

4 commenti:

Martin ha detto...

Mi sono sempre chiesto se per poterlo giudicare bene occorresse vedere un film almeno due volte.
E in questo caso è così.
Dopo la prima visione eravamo piuttosto vicini come giudizio ma dopo averlo rivisto l'ho apprezzato parecchio di più.
Senza il peso di dover seguirne la trama incasinata e i molti personaggi ne ho colto tutte le finezze di sceneggiatura e di regia.
Finalmente un'opera (anzi due) che riesce a regalarci qualcosa di nuovo in un genere che ultimamente si ripete fino alla noia.

Christian ha detto...

Anche senza averlo rivisto, a distanza di 24 ore mi sento a mia volta di correggere in positivo il giudizio: come dici tu, le novità e gli aspetti positivi superano quelli negativi, e l'approccio particolare al genere offre comunque qualcosa di diverso rispetto ai film hollywoodiani.

Anonimo ha detto...

Christian, ma il film precedente l'hai rivisto, prima di vedere questo, o sei rimasto alla visione di tre anni fa (quella della recensione)? Perché è vero che la trama è "incasinata", ma se li vedi a poca distanza uno dall'altro si capiscono molte cose nel secondo che altrimenti vanno perse.
Infatti io credo di avere apprezzato di più il secondo, anche se ormai li ho visti da tempo e non saprei più nemmeno dirti il perché...

Ciao!
ERNESTO

Christian ha detto...

Sì, l'ho rivisto qualche giorno prima, anche perché mi ricordavo più o meno l'atmosfera ma quasi per nulla la trama o i personaggi.
E in effetti, vedendoli a distanza ravvicinata, risulta chiaro come formino praticamente un tutt'uno, una storia unica e, per fortuna, coerente. E alla fine, come dici tu, si capisce quasi tutto (anche se forse certe cose erano meglio approfondite nel libro): la mia critica non era tanto rivolta all'incomprensibilità, ma a un'eccessiva densità di eventi e personaggi.

Come ho anche risposto a Martin, già ripensandoci più a freddo ho "deciso" che anche questo secondo film mi è piaciuto. Sicuramente è più maturo stilisticamente del primo, però mi sembra che "I guardiani della notte" scorra meglio e in certi momenti sia meno confuso. Restano due film a loro modo originali, con un'insolita ambientazione e pieni di belle trovate.