24 giugno 2016

Dark Star (John Carpenter, 1974)

Dark Star (id.)
di John Carpenter – USA 1974
con Dan O'Bannon, Brian Narelle
**1/2

Rivisto in DVD.

Scritto e realizzato insieme al suo compagno di studi Dan O'Bannon, il film d'esordio di John Carpenter è una pellicola di fantascienza a bassissimo costo, che non fa nulla per nascondere la povertà del budget e anzi la sfrutta a suo favore: che l'astronave nella quale viaggiano i protagonisti sia una vecchia carretta, in preda a continui guasti e malfunzionamenti, è uno dei punti cardine della storia. I quattro membri dell'equipaggio hanno il compito di individuare e distruggere "pianeti instabili" (a rischio cioè di uscire dalle proprie orbite, mettendo a repentaglio interi sistemi solari) per mezzo di sofisticate bombe termonucleari. Queste bombe sono senzienti, in grado di comunicare sia con il computer di bordo che con gli astronauti stessi. Ne consegue una delle scene più memorabili del film, quella in cui gli uomini cercano di convincere a disinnescarsi una bomba che vuole esplodere pur non essendosi sganciata, attraverso un dialogo filosofico che tocca temi esistenzialisti come la percezione della realtà. Pur trattandosi di un film povero per regia, effetti speciali e scenografie (particolarmente debole è la sequenza dell'alieno che uno degli astronauti ha portato a bordo come mascotte, un vero e proprio "pallone gonfiato"), e che non si prende assolutamente sul serio, risuonano dunque echi kubrickiani: impossibile non pensare a "2001: Odissea nello spazio" (i computer senzienti, lo scenario spaziale, le comunicazioni) e al "Dottor Stranamore" (le bombe, la satira militare, il finale in cui uno degli astronauti cavalca il portellone della nave come una tavola da surf). Il tono dismesso è enfatizzato dalle scenografie, ma anche dall'aspetto dei membri dell'equipaggio, barboni e capelloni, oltre che dalla loro natura di sociopatici e solitari (uno di essi risiede perennemente nella torretta di guardia, senza mai unirsi agli altri), che trascorrono il tempo litigando, leggendo fumetti o suonando bizzarri strumenti musicali. Uno, addirittura, non è nemmeno un vero astronauta ma un operaio finito lì per caso. Commentando sull'assurdità delle situazioni e dei dialoghi, Carpenter ha descritto la pellicola come "Aspettando Godot nello spazio". Costato solo 60.000 dollari, il film è stato in pratica realizzato interamente da Carpenter e O'Bannon. Il primo, oltre a dirigerlo, ha anche curato le scenografie e scritto la colonna sonora (a base di musica elettronica, oltre alla canzone country "Benson, Arizona"), mentre il secondo recita nei panni di uno degli astronauti e si occupa anche degli effetti speciali (molto artigianali ma rozzamente efficaci, tanto che Lucas lo assolderà per collaborare al primo "Guerre stellari": a lui è dovuta l'idea grafica di mostrare le stelle in rapido movimento quando la nave viaggia nell'iperspazio, vista per la prima volta proprio in questa occasione). O'Bannon scriverà in seguito la sceneggiatura di "Alien", nella quale trasferirà diversi elementi qui presenti, virandoli però dalla commedia all'horror: l'astronave vecchia e sporca, l'alieno che si nasconde nei corridoi, il gioco del coltello fra le dita delle mani. Nato come progetto studentesco, il film ha finito col diventare un oggetto di culto, più però per la carriera futura dei nomi coinvolti che non per i suoi reali pregi.

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