9 marzo 2016

Daunbailò (Jim Jarmusch, 1986)

Daunbailò (Down by Law)
di Jim Jarmusch – USA 1986
con Tom Waits, John Lurie, Roberto Benigni
**1/2

Rivisto in divx, in originale con sottotitoli.

Tre uomini – il deejay Zack (Waits), il pappone Jack (Lurie) e l'italiano Roberto (Benigni) – si conoscono nella cella di un carcere di New Orleans: i primi due sono stati incastrati, mentre il terzo ha ucciso un uomo senza volerlo. Stringendo un'improbabile amicizia, i tre riescono a evadere, fuggendo per le paludi della Louisiana. Girato in bianco e nero, con un ritmo lento e avvolgente e una regia che predilige i long take, "Down by law" (il titolo italiano è non è altro che la trascrizione della pronuncia di quello originale) è un film indipendente e minimalista incentrato sulla caratterizzazione dei personaggi, con molta improvvisazione da parte degli interpreti, due musicisti (Waits e Lurie, quest'ultimo autore anche della colonna sonora) e un Benigni – alla prima di tre collaborazioni con Jarmusch (seguiranno "Taxisti di notte" e "Coffee and cigarettes") – che parla un inglese buffo e sgrammaticato, che si annota su un taccuino le frasi e i modi di dire che più lo colpiscono (e che usa poi a sproposito) e che cita – in italiano – grandi poeti americani come Walt Whitman e Robert Frost. Proprio Roberto e il suo personaggio eccentrico e ottimista è il collante che tiene uniti i tre fuggitivi: senza di lui, infatti, Jack e Zack non fanno che litigare, mentre tutti insieme sapranno trovare una via d'uscita dalle avversità (anche se il film si conclude con ciascuno dei tre che prende una strada diversa: non si fugge mai veramente da sé stessi e dalla propria prigione, come suggerisce la scena in cui gli evasi si rifugiano in una capanna che ricorda in maniera impressionante la loro cella). Le donne del cast sono Nicoletta Braschi (l'italiana di cui Roberto si innamora), Ellen Barkin (la ragazza di Zack) e Billie Neal (la prostituta di Jack).

2 commenti:

Michele Borgogni ha detto...

Uno dei film di culto della mia adolescenza, rivisto oggi probabilmente ha perso un po'!

Christian ha detto...

In effetti, rivedendolo mi è un po' scemato: l'ho trovato sempre simpatico e d'atmosfera, ma un po' fine a sé stesso...
Benigni comunque salva il film, almeno nella parte centrale.