8 giugno 2010

Non uno di meno (Zhang Yimou, 1999)

Non uno di meno (Yi ge dou bu neng shao)
di Zhang Yimou – Cina 1999
con Wei Minzhi, Zhang Huike
***1/2

Rivisto in DVD, con Giovanni, Rachele, Ilaria e Paola.

La contadina tredicenne Wei Minzhi viene assunta per sostituire per un mese il maestro della scuola elementare di un remoto villaggio di campagna, con la raccomandazione di non lasciare che nemmeno un alunno abbandoni gli studi. Quando Zhang Huike, il "discolo" della classe, viene inviato dalla famiglia a lavorare in una grande città, l'ostinata Wei decide di andarlo a recuperare per riportarlo indietro... Con un film di impronta neorealista, quasi "iraniano" (benché, rispetto a Kiarostami, qui si ricerchi maggiormente la partecipazione e la commozione del pubblico anche attraverso un pizzico di retorica), Zhang Yimou torna a occuparsi della Cina moderna come aveva già fatto in "Keep cool" e come farà in molti dei suoi lungometraggi successivi, che personalmente preferisco a quelli di impostazione più spettacolare. Gli attori sono in gran parte non professionisti, hanno gli stessi nomi dei loro personaggi e interpretano sé stessi. Lo spaccato sociale che ne esce è toccante e impressionante, e non si può non provare simpatia per le peregrinazioni della giovane protagonista, dapprima in difficoltà nel dover gestire alunni che hanno soltanto pochi anni meno di lei e poi alle prese con la confusione, la burocrazia e l'indifferenza che regnano in città (si tratta di Zhangjiakou, oltre 4 milioni di abitanti, nella provincia di Hebei). Alla fine riuscirà a ritrovare il bambino grazie al potere della televisione, che trasformerà la sua storia in un commovente "caso" di vita reale a beneficio degli spettatori. Girato con il beneplacito del governo cinese, che si è preoccupato affinché non ne uscisse un'immagine troppo retrograda del paese e soprattutto che alla fine la struttura sociale apparisse in grado di rimediare ai problemi degli abitanti, anche di quelli delle regioni più remote e rurali della nazione (ma il messaggio finale che invita a effettuare donazioni contro l'abbandono scolastico risulta fastidioso e posticcio), il film ha vinto il Leone d'Oro a Venezia dopo che era stato escluso dal concorso al Festival di Cannes. Bravi e simpatici (come spesso accade in questi casi) i bambini, protagonisti di scene esilaranti come quelle dell'alzabandiera, delle lezioni di matematica "applicata", del lavoro nella fabbrica di mattoni e delle due lattine di Coca-Cola in condivisione.

7 commenti:

Marisa ha detto...

E' un film che si ricorda con simpatia, anche se hai notato anche tu qualche sbavatura. Certo che i bambini, quando vengono ben diretti e fatti sentire a loro agio, sono proprio bravi.
Come non pensare a "Zero in condotta" o "Quattrocento colpi" per finire con "La classe"?

Anonimo ha detto...

Bravo Cristian!!! Un bel film per il nostro cineforum. Lascia un retrogusto di dolcezza e di tenerezza, pur affrontando temi sociali drammatici e disperati - la vita in un regime, dio ce ne scampi!!!

Una nota su alcune "storpiature", forse dettate dalla censura per poter diffondere il film: il presidente delle TV, così bravo, dolce, comprensivo e poco "burocratico" - beh francamente mi è sembrato un poco surreale, in genere il pesce "puzza dalla testa", oppure, a dirla con la terminologia di Monica, mi sembra una gran cazzata.

Cmq sono questi i film che mi lasciano un ricordo forte.

Giovanni

Christian ha detto...

Marisa: Certo, e anche "Essere e avere". Soprattutto i più piccoli sono (o sembrano) molto spontanei! ^^

Giovanni: Sapevo che ti sarebbe piaciuto. Proprio per evitare le maglie della censura, se vogliono parlare della realtà, film che vengono da paesi come la Cina o l'Iran si ritrovano spesso a parlare di bambini o di giovanissimi, dunque con finalità "educative".

gparker ha detto...

si ha mille condizionamenti da regime (magari nemmeno imposti) e alla fine accumula tutta la tensione per rilasciarla in un unico momento e strapparti le lacrime. Ma che meraviglia! Gliele dò volentieri le mie lagrime.

Christian ha detto...

In quel momento (quando Wei piange facendo il suo appello in televisione e il piccolo Zhang piange guardandola sullo schermo) è davvero difficile trattenere le lacrime! ^^

Fabio ha detto...

E' sicuramente un suo capolavoro. Raramente poi ti capita di vedere al cinema i bambini per come realmente sono, con le loro infinite sfumature di piccola cattiveria ed egoismo fino a quelle di generosità e innato senso di giustizia (le lattine di coca cola... l'hai notate anche tu ^^).

Christian ha detto...

I bambini sono davvero il punto di forza di un film comunque bello e sicuramente fra i migliori di Zhang!