11 gennaio 2007

Tutti gli uomini del presidente (A. Pakula, 1976)

Tutti gli uomini del presidente (All the President's Men)
di Alan J. Pakula – USA 1976
con Robert Redford, Dustin Hoffman
***1/2

Visto in DVD.

Tratto dal libro autobiografico di Carl Bernstein e Bob Woodward, i giornalisti che con le loro indagini fecero esplodere lo scandalo Watergate che portò alle dimissioni di Nixon e all'incriminazione dei suoi più stretti collaboratori, più che sulla politica è un'accurato docu-drama sul mondo del giornalismo americano all'apice del suo periodo d'oro, quando un'inchiesta aveva addirittura il potere di far cadere un presidente. Gran parte della vicenda si svolge fra le pareti della redazione del "Washington Post", fra il ricchettio delle macchine da scrivere, il suono dei telefoni che squillano, il frusciare dei fogli dei bloc-notes. Se la sala stampa è illuminata costantemente dalle luci dei neon del soffitto, il mondo esterno è invece perennemente avvolto nell'oscurità (bella la fotografia di Gordon Willis), come i corridoi del potere ma anche il garage dove Woodward si incontra con il suo misterioso informatore, "Gola profonda". Pakula è bravo a mantenere uno stile asciutto e a riprodurre senza spettacolarizzazioni il lavoro investigativo dei reporter, mostrandone tutta la ripetitività ma anche la tenacia e l'accuratezza. Più che suo, però, il film è di Redford: è lui che ha avuto l'idea di portare il caso Watergate sullo schermo, è lui che ha persuaso i produttori e scelto il regista, è lui che ha approcciato i due giornalisti, Woodward e Bernstein, allora in procinto di scrivere un romanzo sulla vicenda, convincendoli che il fulcro della storia non doveva essere Nixon con i suoi subalterni ma proprio i giornalisti e la loro inchiesta. In quest'ottica è ovvio che la sceneggiatura di William Goldman si concentri soprattutto sui primi mesi dell'indagine, quelli quelli più oscuri e difficili, quando la portata dello scandalo non era ancora evidente e Woodward e Bernstein si facevano largo in un'intricata rete di silenzi, reticenze e minacce. La pellicola si conclude con la rielezione di Nixon e dedica a poche immagini il compito di riassumere gli eventi successivi, ben più eclatanti, fino alle dimissioni del 1974.

2 commenti:

dan ha detto...

Un Pakula splendido che adesso dovremo magari rispolverare per confrontarlo col film che uscirà venerdì: Frost/nixon.
(Certo che il nome del regista non invoglia granché...)

Christian ha detto...

Anche a me Ron Howard ispira davvero poco, è il prototipo del regista mediocre. Eppure si becca sempre la nomination agli Oscar.