12 settembre 2017

The teacher (Jan Hrebejk, 2016)

The Teacher - Una lezione da non dimenticare (Ucitelka)
di Jan Hřebejk – Slovacchia/Rep. Ceca 2016
con Zuzana Mauréry, Peter Bebjak
**1/2

Visto al cinema Arlecchino, con Sabrina e Chiara.

In una scuola di Bratislava, nella (Ceco)slovacchia dei primi anni ottanta, ancora in pieno regime comunista, giunge una nuova insegnante di letteratura e di russo. Costei, vedova che vive da sola, comincia a farsi fare piccoli favori domestici dai genitori dei ragazzi cui insegna (ciascuno in base alla propria professione: lavoretti e riparazioni in casa, forniture di cibarie, e così via), in cambio di aiuti e "spintarelle" ai ragazzi. I pochi genitori che rifiutano vedono i risultati scolastici dei loro figli crollare inesorabilmente. Ma a rimetterci, paraddosalmente, non sono soltanto gli studenti da lei sfavoriti ma anche quelli avvantaggiati, la cui preparazione scolastica – che non dipende più dai loro meriti nello studio – inizia a decadere... Un piccolo film incentrato su un paradossale caso di "socialismo reale" applicato, con cui la coppia Jan Hřebejk (regista) e Petr Jarchovský (sceneggiatore), sodali da lungo tempo, vuole far riflettere sulla corruzione, l'abuso di potere e i paradossi di un sistema in cui lo scambio di favori a vicenda (qualcosa che apparentemente sembra a fin di bene) finisce col scardinare i reali valori e alterare il benessere delle persone. La struttura narrativa ricorda in parte il classico "La parola ai giurati" di Lumet (l'intera storia è ricostruita durante un'assemblea dei genitori, durante la quale i pochi che si ribellano al sistema cercano di convincere i restati a unirsi a loro nel firmare un reclamo contro l'insegnante), ma anche il recente film del rumeno Mungiu "Un padre, una figlia" (nell'esplorare i limiti morali di quello che i genitori sono disposti a fare per ottenere vantaggi per i propri figli). Peccato che proprio la figura centrale della vicenda, l'insegnante, sia poco approfondita. È il tipico film in cui l'idea alla base, decisamente interessante, sovrasta l'esecuzione. Gradevole la colonna sonora "da camera" di Michal Novinski. Incomprensibile come l'edizione italiana di un film slovacco abbia il titolo in inglese.

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