5 maggio 2017

Lo specchio (Jafar Panahi, 1997)

Lo specchio (Ayneh‎‎)
di Jafar Panahi – Iran 1997
con Mina Mohammadkhani
***

Rivisto in divx, in originale con sottotitoli inglesi.

All'uscita dalla scuola elementare, la piccola Mina scopre che la mamma non è venuta a prenderla. Indecisa sul da farsi, la bambina sceglie infine di tornare a casa da sola, pur avendo un braccio ingessato e una cartella pesante. Immersa nel traffico e nella confusione cittadina, chiede aiuto ai passanti e finisce col salire sull'autobus sbagliato... Ma quella che sembrava una delle tante pellicole iraniane con protagonisti bambini (un metodo per eludere la censura che lo stesso Panahi aveva utilizzato nel suo film d'esordio, "Il palloncino bianco"), prende una piega del tutto inaspettata quando la piccola protagonista, dopo 38 minuti di film, guarda all'improvviso in macchina ed esclama, con la sua vocetta stridula: "Non voglio più recitare!". È un momento chiave. L'inquadratura si amplia e vediamo il regista Panahi e tutta la troupe, presi alla sprovvista, mentre la bambina si toglie il falso gesso che aveva al braccio e scende dall'autobus. Panahi ordina allora al cameraman di continuare a filmarla di nascosto e da lontano, approfittando del fatto che Mina ha ancora addosso il microfono (anche se i suoni, a seconda della distanza, vanno e vengono: a volte abbiamo le immagini senza audio, a volte il contrario). Premesso che quello metacinematografico è a sua volta un filone assai importante all'interno del cinema iraniano (si pensi a "Close Up" e a "Sotto gli ulivi" di Kiarostami, o a "Pane e fiore" di Mohsen Makhmalbaf), questo film rappresenta forse un punto di non ritorno. E poco importa sapere se si tratti di di un vero incidente di percorso o di una messinscena (come tutto lascia immaginare): anche quando si passa dalla "finzione" alla "realtà" la trama del film non cambia, visto che abbiamo sempre la storia di una bambina che torna a casa da sola, con tanto di scene simili (la richiesta di informazioni ai passanti, la telefonata a casa). Ed ecco che si spiega il titolo: la finzione si "specchia" nella realtà (così come gli adulti si specchiano nei bambini). Da notare la grande attenzione al sonoro, con l'audio (i rumori del traffico, dei venditori ambulanti, la radiocronaca della partita di calcio che accompagna tutto il cammino della protagonista, i discorsi dei viaggiatori all'interno del taxi) che a tratti sovrasta per importanza le immagini (non mancano comunque sequenze visivamente notevoli, come quella d'apertura che ci illustra a 360 gradi i quattro angoli dell'incrocio dove si trova la scuola di Mina). L'attenzione critica alla rottura del "quarto muro" non dovrebbe comunque far passare in secondo piano i contenuti del film: nonostante quella che sembra una trama fin troppo semplice e banale, la sceneggiatura riesce a affrontare temi importanti sulla società iraniana (per esempio il dialogo fra i passeggeri nel taxi a proposito del ruolo della donna, o i lamenti dell'anziana sull'autobus), così come ad mostrare aspetti della collettività e della solidarietà (le interazioni di Mina con i vari passanti cui chiede aiuto). Vincitore del Pardo d'Oro a Locarno. La piccola attrice è la sorella minore di Aida Mohammadkhani, protagonista de "Il palloncino bianco". I futuri lavori di Panahi, e in particolare quelli girati clandestinamente dopo il suo arresto e il divieto a realizzare altri film, approfondiranno sempre di più il tema della relazione fra realtà e finzione.

5 commenti:

Claudio Z. ha detto...

Bella recensione! Non sapevo che la protagonista fosse la figlia della bambina de Il palloncino bianco. Come l'hai saputo?

Christian ha detto...

Non la figlia (i due film sono stati fatti a due anni di distanza, sarebbe impossibile!), ma la sorella! :)

Lo dice Panahi stesso in questa intervista del 2009:
http://offscreen.com/view/interview_panahi
"She was played by Aida’s sister, Mina, actually".

Claudio Z. ha detto...

Ehm, sì ovviamente la sorella 😊 Non sapevo, grazie!

Christian ha detto...

A proposito: bello il tuo blog sul cinema iraniano! Ti ho linkato.

Claudio Z. ha detto...

Grazie mille!