3 ottobre 2016

Distretto 13 - Le brigate della morte (J. Carpenter, 1976)

Distretto 13 - Le brigate della morte (Assault on Precinct 13)
di John Carpenter – USA 1976
con Austin Stoker, Darwin Joston
***

Rivisto in DVD.

Proprio la sera del suo definitivo smantellamento, la stazione di polizia di Anderson – un sobborgo di Los Angeles isolato e in preda alla delinquenza – viene presa d'assalto da una banda di criminali, che intendono vendicarsi dell'uomo che ha ucciso uno di loro e che si è rifugiato nell'edificio. A sostenere l'assedio, senza alcuna possibilità di chiamare aiuto o rinforzi (i telefoni sono stati staccati e la luce tagliata), ci sono soltanto il tenente Bishop (Austin Stoker), fresco di nomina e al primo incarico, la coraggiosa segretaria Leigh (Laurie Zimmer) e due prigionieri in fase di trasferimento che si trovavano momentaneamente nelle celle, uno dei quali è il condannato a morte Napoleone Wilson (Darwin Joston). Il secondo lavoro di un Carpenter già maturo e padrone del mezzo cinematografico, nonostante il bassissimo budget a disposizione, è esplicitamente debitore al film "d'assedio" per eccellenza, il classico "Un dollaro d'onore" (nei titoli di testa, come montatore, è accreditato "John T. Chance", ovvero il nome del personaggio interpretato da John Wayne nel western di Hawks: il montaggio fu in realtà realizzato dallo stesso Carpenter, pure sceneggiatore, regista e autore delle musiche!) ma rievoca anche "L'alba dei morti viventi" di Romero (gli assalitori sono come gli zombie, mostri soprannaturali e assetati di sangue). Che comunque si tratti di un vero e proprio western urbano lo rivela anche il titolo originale dello script: "The Anderson Alamo". Realizzato come pellicola di exploitation (il che spiega l'alto tasso di violenza, la presenza di un protagonista di colore e... il maglioncino di Laurie Zimmer), colpisce più volte allo stomaco (la scena della morte della bambina presso il carretto dei gelati suscitò parecchie controversie, ma non è affatto gratuita e anzi è fondamentale nel mettere in moto l'azione) e tiene con il fiato sospeso fino alla fine, senza disdegnare analisi sociali (il ruolo della polizia nella società) e costruendo caratteri indimenticabili con pochissime pennellate (su tutti Napoleone Wilson, con il tormentone sul significato del suo nome, la cui spiegazione viene continuamente rinviata, e quello della continua richiesta di una sigaretta). I "difensori" del distretto, nonostante le diverse origini (poliziotti o criminali) sono tutti accumunati dal coraggio e della volontà di lottare non soltanto per difendere sé stessi ma anche per proteggere gli altri ("E tutto per un uomo che non conosciamo neanche, che non sappiamo cos'ha fatto e che non ci dirà neanche grazie"). Alcuni elementi (la delinquenza irrazionale e fuori controllo, la "Banda del Voodoo" che fa giuramenti di sangue e intende portare a termine la propria vendetta senza alcuna pietà e a costo anche della vita) anticipano film come "Fuga da New York" (sempre di Carpenter) e "I guerrieri della notte". Tony Burton è Wells, il secondo prigioniero; Martin West è il padre della bambina uccisa; Charles Cyphers è Starker, l'agente incaricato di trasferire Wilson. Nel 2005 è stato fatto un remake con Laurence Fishburne ed Ethan Hawke, ma già nel 2001 lo stesso Carpenter ne aveva realizzato una rivisitazione in chiave fantascientifica ("Fantasmi da Marte").

2 commenti:

Michele Borgogni ha detto...

Un classico... anzi di più, uno dei MIEI classici :)

Christian ha detto...

Anche per me è un piccolo "personal cult"! ^^