28 aprile 2011

Terminator (James Cameron, 1984)

Terminator (The Terminator)
di James Cameron – USA 1984
con Arnold Schwarzenegger, Linda Hamilton, Michael Biehn
***1/2

Rivisto in DVD.

Da un cupo futuro in cui un sistema informatico (Skynet, nato per la difesa nucleare) ha sviluppato l'autocoscienza e ha scatenato un conflitto globale per sterminare l'umanità, e in cui i pochi sopravvissuti lottano disperatamente contro le macchine che si sono impadronite del pianeta, giunge nel presente (ossia nella Los Angeles del 1984) un androide implacabile e inarrestabile – un "Terminator" – per eliminare la giovane Sarah Connor, che è destinata a diventare la madre di John, il carismatico capo della resistenza. La guerra si sta infatti decidendo in favore degli uomini, e intervenire nel passato per eliminare il nemico prima ancora che possa nascere sembra ormai l'ultima carta rimasta a disposizione delle macchine. Ma in soccorso della ragazza arriva anche un soldato umano, Kyle Reese, che ha seguito il robot per impedirgli di portare a termine il suo compito. Autentica pietra miliare del cinema di fantascienza e d'azione, considerato da Cameron il suo vero debutto (il precedente "Piraña paura" era infatti un lavoro su commissione ed era stato ampiamente rimaneggiato dal produttore), "Terminator" ha segnato indelebilmente l'immaginario cinematografico degli anni ottanta e non solo, facendo decollare la carriera del regista (e quella di Schwarzenegger) e ispirando innumerevoli imitazioni, riletture e parodie (non soltanto nel cinema ma anche, per esempio, nel fumetto). Basato su un plot relativamente semplice, in cui il tema del viaggio nel tempo – con relativi paradossi – e quello del conflitto futuro fra uomini e macchine fanno in realtà soltanto da cornice a un action movie contemporaneo basato sulla fuga e sulla caccia all'uomo, il film ha il suo punto di forza nell'indimenticabile antagonista, una macchina da guerra che sembra davvero indistruttibile. Memorabile, in particolare, il modo in cui nel finale continua a "risorgere" ogni volta che i due protagonisti sono convinti di averlo distrutto, uscendo per esempio dall'incendio di un'autocisterna ridotto a un semplice scheletro metallico (in assenza di computer grafica, il mago degli effetti speciali Stan Winston lo anima a passo uno, come aveva fatto Ray Harryhausen ne "Gli argonauti"), con lo sguardo elettronico che, proprio come "l'occhio" di Hal 9000, si spegnerà definitivamente soltanto alla fine.

Girato con un budget relativamente basso (almeno per quelli che saranno in seguito gli standard di Cameron), il film emoziona con i suoi temi apocalittici e tecnologici e mette i brividi in più di un'occasione: non solo per le spettacolari scene d'azione (l'arrivo del robot e di Kyle nel presente, gli inseguimenti per le strade di Los Angeles, l'incursione del Terminator nella stazione di polizia) ma anche per i piccoli dettagli (il robot che si taglia via i lembi di pelle danneggiata e si cava un bulbo oculare, rivelando i meccanismi sottostanti e le ottiche rosso fuoco, con la conseguente necessità di inforcare quegli occhiali da sole che ne hanno segnato la classica iconografia). E forse si vede qui, per la prima volta, quella visuale in soggettiva di un androide o cyborg che in seguito, a partire da "Robocop", diventerà una costante del genere. Scharzy (mai come in questo caso la sua inespressività si rivela vincente), nel ruolo più celebre della sua carriera, pronuncia in tutta la pellicola soltanto una manciata di battute (fra cui le celebri "Sarah Connor?" e "I'll be back", quest'ultima malamente tradotta in italiano con "Aspetto fuori") e sfoggia l'aspetto fisico e muscoloso dei tempi d'oro, di quando cioè era un campione di bodybuilding. Linda Hamilton e Michael Biehn, tecnicamente i veri protagonisti del film, passano così in secondo piano rispetto al loro nemico. Film "circolare", chiuso e perfetto in sé stesso, è stato in seguito rivisitato da Cameron con un sequel più ambizioso e spettacolare ma in fondo narrativamente superfluo: in anni successivi, infine, la saga è stata ampliata a dismisura con altri lungometraggi e una serie televisiva ("The Sarah Connor Chronicles"), stavolta senza il coinvolgimento del regista canadese, che contraddicono in parte gli eventi narrati in precedenza.

8 commenti:

gian ha detto...

Ormai un classico della fantascienza urbana. E quel finale sospeso, al distributore di benzina, verso un futuro incerto... è ancora da pelle d'oca! ciao, c

Christian ha detto...

Sì, un film pieno di suggestioni... Nel suo genere, una vera pietra miliare!

Fabio ha detto...

La saga di Terminator mi manca. Ricordo i tanti passaggi televisivi ma non l'ho mai vista come si deve.

Rimedierò. Sicuramente è l'ideale per distendere i nervi...

Christian ha detto...

Almeno il primo (c'è chi dirà i primi due) è imprescindibile! ^^

Luciano ha detto...

Grandissimo film: emozionante, poetico e anche molto piacevole da vedere. Salvo forse il secondo ma gli altri non mi hanno detto niente.

Christian ha detto...

Per me già il secondo è superfluo, figuriamoci gli altri! ^^

Spinoza ha detto...

E pensare che Schwarzenegger avrebbe dovuto interpretare la parte di Kyle Reese, mentre il cyborg avrebbe avuto le fattezze di Lance Henriksen. Credo che Henriksen sia un attore straordinario e sarebbe riuscito a fare un robot eccellente, ma Schwarzy a fare l'eroe umano? Nah.

Christian ha detto...

Anch'io avevo letto questa cosa da qualche parte, ma francamente faccio fatica a crederci: Schwarzy ha il physique-du-role perfetto (e la giusta inespressività!) per fare il cyborg cattivo, non vedo come Cameron possa aver pensato anche per un solo istante di farlo recitare nei panni dell'umano invulnerabile... Per di più, nel 1984 non era ancora un divo tale da dover recitare obbligatoriamente nel ruolo del buono (come invece è accaduto nel 1991, ai tempi del secondo film).