31 dicembre 2010

Bonjour tristesse (O. Preminger, 1958)

Bonjour tristesse (id.)
di Otto Preminger – USA 1958
con Jean Seberg, David Niven
**1/2

Visto in DVD.

Dal romanzo giovanile di Françoise Sagan, bestseller-sensazione dell'epoca, Preminger realizza un buon adattamento hollywoodiano che vanta le sue carte migliori nella prova degli interpreti principali e nei magnifici scenari della Riviera francese, ma che forse fatica a coinvolgere appieno lo spettatore nel dramma esistenziale di personaggi tanto egocentrici quanto superficiali. La ricca e viziata diciassettenne parigina Cecile (Jean Seberg, al suo secondo film e nel ruolo che ha fatto innamorare i critici e i registi della Nouvelle Vague) sta trascorrendo un'estate al mare sulla Costa Azzurra, all'insegna del divertimento e della spensieratezza, in compagnia dell'adorato padre Raymond (David Niven), vedovo e dongiovanni, e della più recente fiamma di quest'ultimo, la vacua bionda Elsa (Mylène Demongeot). Ma quando Raymond invita la stilista di moda Anne (Deborah Kerr), una vecchia amica di famiglia, a trascorrere qualche giorno con loro, le cose cambiano: l'uomo si innamora di Anne e le chiede di sposarlo. Preoccupata per i cambiamenti che la donna porterebbe nella loro vita, Cecile complotta per separare i due e impedirne il matrimonio; ma il successo del suo piano condurrà a una tragedia inaspettatata e al rimorso che segnerà il resto delle loro edonistiche esistenze. Strutturato in una narrazione a flashback (le scene nel presente sono in bianco e nero, quelle nel passato a colori: notevole il contrasto fra la grigia Parigi, simbolo di una tristezza ormai consolidata, e l'azzurro mare dei ricordi, quando la tragedia era ancora di là da venire) che mette sempre e comunque il punto di vista di Cecile al centro dell'attenzione, il film racconta la storia di un complesso di Edipo al femminile: la complicità fra padre e figlia finisce con l'escludere dalla loro vita qualsiasi possibilità di crescita e di cambiamento. Da segnalare le brevi comparsate di Juliette Gréco (la cantante nel cabaret) e Walter Chiari (il "sudamericano" Pablo).

5 commenti:

Marisa ha detto...

Ai tempi mi sono rifiutata di leggere il romanzo e, vedendo il film, non me ne pento.
L'unica nota interessante potrebbe nascere dal sospetto se un complesso edipico così trionfante e il conseguente senso di colpa non sia stato l'elemento determinante per la scomparsa della prima moglie ( la madre di Cecile)...

Christian ha detto...

Penso che sia il libro sia il film siano molto figli dei loro tempi: il libro è uscito (nel 1954) quando l'autrice aveva solo 19 anni, e a quanto pare divenne un'icona soprattutto fra i "teenager disillusi" (così dice Wikipedia), un po' come "Il giovane Holden". Il film in realtà non è male, anche se non così incisivo come avrebbe potuto. Comunque gli attori e l'ambientazione meritano la visione.

Quanto alla madre, non mi pare che venga detto quanti anni aveva Cecile quando lei è morta. In ogni caso è evidente che alla ragazza manchi una figura materna: nelle varie amanti del padre (come Elsa) vede più delle "amiche" o compagne di divertimento che delle madri; e quando Anne invece dimostra di voler recitare il ruolo di madre, non esita a "farla fuori".

Christian ha detto...

Vorrei aggiungere che Truffaut, a proposito di questo film, ha sottolineato come il soggetto ricordi molto da vicino quello di una precedente pellicola di Preminger, "Seduzione mortale", un noir nel quale una ragazza complottava per separare il padre dalla sua nuova moglie, arrivando anche a provocare un incidente stradale...

Lakehurst ha detto...

a me è parso un buon film, senza guizzi o originalità, ma una dramma da camera distaccato ma godibile. in ogni caso Seduzione mortale lo batte in tutto... anche solo perchè utilizza un'ambientazione noir per parlare di un dramma da camera

Christian ha detto...

Sono d'accordo: non un capolavoro, ma un film comunque godibile. D'accordo anche sulla superiorità del (bellissimo) "Seduzione mortale".