28 gennaio 2016

Alps (Yorgos Lanthimos, 2011)

Alps (Alpeis)
di Yorgos Lanthimos – Grecia 2011
con Aggeliki Papoulia, Ariane Labed
**

Visto in divx, in originale con sottotitoli.

Dopo il successo di "Dogtooth", Lanthimos – sempre in coppia con il co-sceneggiatore Efthymis Filippou – realizza un altro film paradossale e bizzarro, anche se decisamente meno sconvolgente o d'impatto rispetto al lavoro precedente. La trama ruota attorno a un gruppo di quattro persone – un'infermiera, un portantino di ambulanza, una giovane ginnasta e il suo allenatore – che si sostituiscono a individui morti di recente, impersonandoli dietro pagamento per aiutare i loro cari ad elaborare il lutto in maniera più soft. Il nome della squadra è "Alpi" (per due ragioni, spiega il leader: perché non rivela nulla delle loro attività, e perché le montagne delle Alpi possono sostituire qualsiasi altra vetta ma a loro volta non possono essere sostituite... una spiegazione un po' fumosa, in effetti), mentre loro stessi si fanno chiamare Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino e... Junior. Per meglio svolgere il loro compito, i membri del gruppo indagano su abitudini e caratteristiche di coloro che devono impersonare (per esempio, qual era il loro attore preferito). Fra coloro che li assumono, il film ci mostra un venditore di lampade che ha perso di recente la fidanzata canadese (e colei che la sostituisce è costretta a parlare in inglese), un'anziana vedova cieca il cui marito la tradiva con la sua migliore amica (e dunque viene "ricreato" anche il tradimento) e soprattutto i genitori di una giovane tennista morta in un incidente stradale. Il compito di impersonare quest'ultima ragazza è particolarmente conteso fra due dei membri di "Alpi" (l'infermiera e la ginnasta), al punto che la prima – Monte Rosa – nasconde ai compagni il fatto che sia morta e assume l'incarico per contro proprio, esacerbando le tensioni già presenti all'interno del gruppo (quelle fra la ginnasta e il suo allenatore, che sfociano addirittura in un tentativo di suicidio; il fatto che il severo leader non perdoni il minimo errore). Progressivamente Monte Rosa diventa dipendente da questo "gioco di ruolo", al punto da smarrire la propria identità: quando gli viene tolto l'incarico di impersonare la tennista, scopre di non poterne più fare a meno e finisce col fare effrazione in casa della ragazza pur di dormire nel suo letto. Se lo spunto alla base del film può ricordare una sottotrama minore di "Noriko's dinner table" di Sion Sono, il concetto di "ricreare" la realtà tramite la finzione e la recitazione sembra tornare dal primo film di Lanthimos stesso, "Kinetta": come in quello, o almeno parzialmente, la narrazione è volutamente enigmatica e la caratterizzazione si ferma spesso alla superficie dei personaggi. Soltanto dopo oltre mezz'ora di pellicola, infatti, ci viene rivelato cosa fanno i protagonisti (il regista sembra divertirsi a lasciare gli spettatori all'oscuro di ciò che accade veramente sullo schermo), i cui comportamenti sono peraltro spesso assurdi prima ancora che incomprensibili. La perdita dell'identità personale, trattandosi di un film di Lanthimos, rispecchia metaforicamente quella culturale o nazionale (innumerevoli sono infatti i riferimenti a icone del cinema, della musica o dello spettacolo americane od occidentali, mentre la cultura greca è quasi assente). Ma soprattutto la pellicola è un attacco alla moderna società consumistica, dove persino le emozioni e i rapporti con i propri cari possono essere venduti, acquistati o – quando si "rompono" – sostituiti. Tali emozioni, naturalmente, non possono che essere finte o "schermate" (si pensi alla maniera quasi robotica in cui le scene vengono recitate). L'attrice Aggeliki Papoulia, che interpreta Monte Rosa, era presente anche in "Dogtooth" e la rivedremo (così come Ariane Labed) nel successivo "The lobster".

2 commenti:

Jean Jacques ha detto...

Meno sconvolgente di Dogtooth, ma comunque tosto, per me. Purtroppo Lanthimos ha delle grandi idee ma non tiene mai botta fino alla fine.

Christian ha detto...

Sì, i temi e i contenuti ci sono, ma qui forse manca un po' di "collante". Comunque resta un regista interessante e non banale.