29 giugno 2022

Freaks out (Gabriele Mainetti, 2021)

Freaks out
di Gabriele Mainetti – Italia 2021
con Aurora Giovinazzo, Franz Rogowski
**

Visto in TV (Prime Video).

Nella Roma occupata dai nazisti, durante la seconda guerra mondiale, quattro freak di un circo, dotati di "superpoteri" – il forzuto "uomo bestia" Fulvio (Claudio Santamaria), l'albino Cencio (Pietro Castellitto) in grado di comunicare con gli insetti, il nano Mario (Giancarlo Martini) dal corpo magnetico, e la giovane Matilde (Aurora Giovinazzo) che controlla l'elettricità – devono vedersela con il tedesco Franz (Franz Rogowski), pianista con sei dita e capace di scrutare nel futuro, che intende reclutarli per impedire il crollo del Terzo Reich. Il secondo film di Mainetti, dopo il successo di "Lo chiamavano Jeeg Robot", è un'altra variante "all'italiana" del cinema di supereroi, ma con molte più ambizioni: la collocazione storica e la combinazione di eventi bellici ed elementi fantastici fanno pensare a un mix fra "Il labirinto del fauno", i film della Marvel e i "Bastardi senza gloria" di Tarantino, mentre la presenza dei freak e del circo ricordano certe cose di Jodorowsky ("Santa sangre") o De la Iglesia ("Ballata dell'odio e dell'amore"). Il problema è che il film ha il difetto di... provarci un po' troppo. La confezione è troppo patinata e ricercata, fra effetti speciali e fotografia ipercorretta che gli dona un'estetica fredda, finta e fastidiosa; i dialoghi sono espositivi (e la presa diretta li rende a tratti difficili da capire, anche perché spesso coperti dalla musica o dai rumori); personaggi e situazioni sono artificiali o infantili; e le caratterizzazioni sono schematiche e prive di sottigliezza (vedi per esempio i nazisti tutti cattivissimi – a proposito, è possibile che a Roma ci siano solo nazisti, e nemmeno un fascista? – o i partigiani menomati che cantano "Bella ciao"). Il personaggio più interessante è comunque l'antagonista, Franz (e la sequenza migliore è quella delle sue allucinazioni sotto l'influsso dell'etere): e però, nessuno, nemmeno lui, si rende conto che il potere di vedere il futuro sarebbe molto più importante degli altri per vincere la guerra? Troppo lunga e fracassona la battaglia finale. Giorgio Tirabassi è l'ebreo Israel, direttore della compagnia circense, Max Mazzotta è il Gobbo, capo dei partigiani.

4 commenti:

Babol ha detto...

Visto al cinema, mi era piaciuto tantissimo, un vero spettacolo per gli occhi. Gli X-Men italiani hanno una marcia in più!

Christian ha detto...

A me non ha impressionato, come d'altronde nemmeno il film precedente (che però era più "ruspante").

Jean Jacques ha detto...

Per me, al netto di tutti i difetti (la visione di Franz apre così tante parentesi che ogni possibile svolta ne esce come una scoreggina...), un film riuscitissimo. Mi ha davvero emozionato, divertito e messo il cuore in pace :)

Christian ha detto...

I difetti di sceneggiatura e di costruzione dei personaggi sono davvero tanti, e l'aspetto visivo-estetico è troppo ricercato per compensarli. Ma questo è un problema che io ho con quasi tutto il cinema recente, diciamo (almeno) degli ultimi vent'anni...