4 febbraio 2015

Un bacio e una pistola (R. Aldrich, 1955)

Un bacio e una pistola (Kiss Me Deadly)
di Robert Aldrich – USA 1955
con Ralph Meeker, Maxine Cooper
***1/2

Rivisto in DVD.

Il detective privato Mike Hammer (Ralph Meeker) si guadagna da vivere organizzando ricatti – con la complicità della sua segretaria/amante Velda (Maxine Cooper) – ai danni di mariti o mogli adulterine. Una sera, Mike soccorre sull'autostrada una donna, Christina (Cloris Leachman), vestita solo con un impermeabile e apparentemente fuggita da un manicomio. Prima che possa portarla fino in città, la macchina su cui i due viaggiano viene bloccata da alcuni gangster che uccidono la donna e gettano l'auto in un dirupo. Scampato alla morte, Hammer decide di indagare sull'accaduto: e indizio dopo indizio, risale fino a individuare i colpevoli, scoprendo che in ballo c'è una valigetta che contiene una sostanza misteriosa e pericolosa. Da un romanzo di Mickey Spillane (uno dei tanti dedicati al personaggio di Mike Hammer, protagonista anche di serie televisive e di fumetti), uno dei più celebri noir degli anni cinquanta e uno dei pochi a trascendere il genere, contaminando i temi gialli e hard boiled con le paranoie dell'era atomica: il "chissaché" cui danno la caccia tutti i personaggi, versione moderna del Falcone maltese o dei MacGuffin di Hitchcock, è infatti qualcosa legato agli esperimenti nucleari (viene citato, fra le altre cose, il "progetto Manhattan"). Alcune scene del film sono entrate nell'immaginario collettivo, e riproposte in tante altre pellicole successive: la valigetta luminosa e dal contenuto incandescente ritornerà in "Pulp Fiction" di Tarantino, mentre la sequenza in cui Gabrielle/Carver (Gaby Rodgers) apre il "Vaso di Pandora" non può non far venire in mente il finale de "I predatori dell'arca perduta" di Spielberg. Al di là degli insoliti toni nichilistici e fantascientifici, il film brilla anche come noir tout court: merito della suggestiva fotografia in bianco e nero di Ernest Laszlo, dell'inquietante colonna sonora di Frank DeVol, delle ardite scelte registiche di Aldrich (come le inquadrature sghembe nel momento in cui Hammer riacquista conoscenza), di una solida sceneggiatura a incastro e della caratterizzazione sopra le righe dei vari personaggi (soprattutto il protagonista, amorale, a tratti sadico e tutt'altro che "buono"). Esordio sullo schermo per la Cooper (incredibilmente sexy nella scena in cui fa ginnastica in casa), la Leachman e la Rodgers. Nel cast anche Wesley Addy (il poliziotto Pat), Nick Dennis (il meccanico Nick, cui potrebbe essersi ispirato Giancarlo Berardi per l'omonimo personaggio del fumetto "Julia"), Albert Dekker (il dottor Soberin) e Paul Stewart (il gangster Evello). Notevolissimi i titoli di testa, che peraltro giungono dopo una prima scena che mostra la disperata corsa notturna di Christina lungo il bordo della strada: accompagnati da una canzone di Nat King Cole ("I'd Rather Have The Blues"), potrebbero aver ispirato la title sequence di "Guerre stellari".

6 commenti:

James Ford ha detto...

Un Capolavorone.
Troppo poco conosciuto e ancora oggi impressionante.

Christian ha detto...

Avvincente e inquietante al tempo stesso!

Lakehurst ha detto...

Se Aldrich è sempre un regista interessante, questo è però il suo noir migliore splendida fotografia... unico neo il plot con una venatura di inverosimiglianza (personalmente ho trovato ridicolo il mcguffin radioattivo) che da il destro a scene magnifiche, ma che elimina un pò la serietà del film

Christian ha detto...

Diciamo che è stato un modo per inserire nel genere noir quella "paranoia" dell'era atomica che in quegli anni era molto attuale e si faceva sempre più strada nella società americana (e non solo)

Sergio Ronconi ha detto...

Splendido, un film ricco d'invenzioni, e come ha detto qualcuno: "A guardare un un film di tale genere si vive così intensamente che si vorrebbe vederlo durare più ore".
P.S. Complimenti per le recensioni

Christian ha detto...

Grazie! Questo film davvero non lascia indifferenti...