26 aprile 2012

Virtù facile (Alfred Hitchcock, 1927)

Virtù facile, aka Fragile virtù (Easy virtue)
di Alfred Hitchcock – GB 1927
con Isabel Jeans, Robin Irvine
*1/2

Visto in DVD, alla Fogona.

Accusata di adulterio e condannata dal tribunale dei divorzi per condotta immorale (pur essendo in realtà solo una vittima delle circostanze: la colpa è di un marito alcolizzato e di uno spasimante suicida), la bella Larita Filton diviene sua malgrado una celebrità delle cronache mondane. Per sfuggire alla notorietà e ai fotografi parte per la Francia sotto falso nome: e in Costa Azzurra conosce il giovane John Whittaker, con cui si risposa e sogna una nuova vita. Ma una volta trasferitasi nella casa di lui, il passato tornerà a galla. Larita dovrà così fronteggiare l'ostilità della famiglia del marito, e in particolare quella della suocera, e anche l'amore dovrà cedere di fronte alle convenzioni borghesi: questa volta sarà lei a concedere il divorzio a John pur di non farlo più soffrire, e di fronte ai fotografi che l'attendono fuori dal tribunale con gli obiettivi puntati, dirà "Sparate pure, ormai non c'è più nessuno da uccidere". Tratto da una commedia di Noël Coward (la stessa su cui si basa il recente "Un matrimonio all'inglese", che però si concentra solo sul soggiorno di Larita nella casa del nuovo marito), è un film piuttosto debole e dai toni assai melodrammatici, che lo stesso Hitchcock considerava da dimenticare ("Mi vergogno anche solo a parlarne", avrebbe detto) e che girò soltanto perché dopo il successo de "Il pensionante" era rimasto legato alla casa di produzione Gainsborough da un contratto che lo obbligava a realizzare altri due film. In effetti c'è ben poco da salvare: benché tutto spinga a parteggiare per un'eroina vittima della morale perbenista dell'epoca, risulta assai difficile per lo spettatore lasciarsi coinvolgere dalla vicenda, vista la rigidità della sceneggiatura, la povertà della caratterizzazione psicologica e la mancanza di ritmo e di guizzi di qualsiasi tipo.

2 commenti:

Alessandra ha detto...

Ho visto solo il recente remake e pur avendolo trovato a tratti simpatico e godibile non è che mi abbia entusiasmato poi chissà quanto. Questo me lo sono perso, ma avendo sempre letto, appunto, che Hitchcock lo rinnegava, non mi sono mai affannata a recuperarlo.

Ale55andra

Christian ha detto...

La penso come te sul remake...
Quello di Hitchcock, invece, può interessare solo i completisti che volessero farsi una rassegna integrale dei film del regista.