20 febbraio 2012

A better tomorrow 3 (Tsui Hark, 1989)

A better tomorrow 3 (Ying hung boon sik III: Jik yeung ji gor)
di Tsui Hark – Hong Kong 1989
con Chow Yun-Fat, Anita Mui
***

Rivisto in DVD.

Vietnam, 1974: un giovane Mark Gor (Chow Yun-Fat) raggiunge a Saigon il cugino Michael (Tony Leung Ka-Fai) e lo zio Cheung. La città sta per cadere, e la guerra sta per invaderne le strade che nel frattempo sono sconvolte da proteste e disordini. Per racimolare il denaro necessario a far fuggire lo zio dal paese, Mark e Michael stringono un’alleanza con la misteriosa Kitty (Anita Mui), una donna coinvolta in traffici non sempre leciti e "immanicata" con gangster e soldati corrotti. Il rapporto fra Kitty e Mark si tramuta presto in amore, ma lui preferisce farsi da parte per non mettere a repentaglio l’amicizia con Michael. Quando però l’ex amante della donna, il gangster Sam (Saburo Tokito), si rifarà vivo, tutte le tensioni e le contraddizioni esploderanno. La saga più popolare del cinema hongkonghese degli anni ottanta si conclude con un prequel che racconta la giovinezza di quello che, sin dal primo episodio, ne era apparso come il personaggio più importante (cosa che qui viene ufficialmente sancita, trasformandolo in protagonista assoluto). Dopo le incomprensioni avvenute sul set del secondo film, Tsui Hark “esautora” John Woo (che riutilizzerà lo script che aveva originariamente pensato per dar vita a quello che forse è il suo capolavoro, “Bullet in the head”) e dirige personalmente la pellicola, scegliendo un registro melodrammatico e virando al femminile molti dei temi che caratterizzavano l’universo esclusivamente maschile del collega. Lo dimostra la rivelazione che è stata proprio una donna a insegnare al giovane Mark a sparare, a donargli gli occhiali e lo spolverino che ne caratterizzeranno il look, e a “formarne” il carattere: una rivoluzione di non poco conto, se si pensa che il primo “A better tomorrow” aveva a sua volta influenzato l’immaginario virile di milioni di spettatori (e persino di veri membri della triade) del sud-est asiatico e dell’estremo oriente. Struggente storia d’amore e d’amicizia sullo sfondo storico del conflitto in Vietnam, il film appassiona per l’epica drammaticità (“Non si può essere romantici: dobbiamo sopravvivere”, dice Mark) che sfocia in un finale memorabile, dove assistiamo – in un montaggio alternato – all’arrivo dei Vietcong a Saigon e alla contemporanea e disperata fuga dei protagonisti in elicottero. Certo, lo stacco con i primi due film è notevole: si tratta di tutt’altro genere, non più incentrato sulle scene d’azione (che pure non mancano, anche se Tsui le gira in maniera più estetizzante e decisamente meno dinamica rispetto a Woo) ma sulla nostalgia e sui sentimenti, come suggerisce anche il sottotitolo “Amore e morte a Saigon”. In ogni caso, un film appassionante e coinvolgente, con due degli attori più carismatici di tutta la cinematografia hongkonghese (CYF e la fascinosa Anita Mui, dalle labbra rosso fuoco), una fotografia calda e avvolgente e una splendida canzone retrò interpretata dalla stessa Mui.

2 commenti:

MonsieurVerdoux ha detto...

confesso di amare alla follia il primo john woo (quello appunto dei primi due a better tomorrow, ma soprattutto di the killer e bullett in the head), però secondo me questo prequel di Tsui Hark batte i due film precedenti: come dici giustamente, le sequenze action sono molto più estetizzanti, quasi eleganti e barocche, rispetto a quelle "sporche" di Woo, però la profondità dei temi e dell'introspezione dei personaggi è notevole, e il contesto storico in cui la pellicola è ambientata ne è il valore aggiunto.

Christian ha detto...

La penso come te (anche se il primo ABT mantiene un posto speciale nel mio cuore di cinefilo). E credo che questo film sia in assoluto uno dei lavori migliori di Tsui Hark...