27 agosto 2008

Elizabethtown (C. Crowe, 2005)

Elizabethtown (id.)
di Cameron Crowe – USA 2005
con Orlando Bloom, Kirsten Dunst
*

Visto in DVD, con Hiromi, Mika-yan e Nagae-san, in giapponese con sottotitoli inglesi.

Un giovane designer, responsabile del tracollo miliardario di un'azienda di scarpe e messo alla berlina dalla stampa economica specializzata, medita di suicidarsi: ma è costretto a rinviare i suoi propositi per partecipare ai funerali del padre, defunto improvvisamente: le esequie si svolgono nella remota cittadina del Kentucky che dà il titolo al film, dove tutti sembrano conoscere l'uomo molto meglio di quanto non lo conoscesse il figlio, e ovviamente in quei pochi giorni il ragazzo incontrerà una vivace hostess della quale si innamorerà e che lo aiuterà a riaquistare fiducia nella vita e a capire che "conta la grandezza, non il successo". Film ambizioso ma superficialotto, scritto dal regista stesso, che non riesce a fondere con efficacia le sue tre "anime": quella che apre la pellicola, e che pontifica sui temi del successo e del fallimento, è la parte più interessante (nonostante sia condita da perle di saggezza e filosofia da quattro soldi) ma anche quella che rapidamente perde spazio e importanza nell'economia della vicenda. La storia d'amore è stucchevole e banale (e la sequenza della notte trascorsa al telefono dai due innamorati era già stata realizzata con molta più efficacia e simpatia in "Un uomo in prestito"). Il tema del padre e della famiglia, infine, è a tratti insopportabile, come nella scena finale del discorso/esibizione della madre (Susan Sarandon) al funerale o nelle seghe mentali sulla crematura del cadavere. Troppo lungo e fuori luogo il lungo viaggio finale attraverso l'America, che il protagonista intraprende quando ormai il film sembrava già finito e senza più nulla da dire.

4 commenti:

gibaryan ha detto...

Cioè, aspè... stai dicendo che l'hai visto DOPPIATO in giapponese?

Christian ha detto...

Per quanto possa sembrare assurdo, è proprio così! ^_^
Io l'avrei anche voluto vedere in inglese, ma gli amici che erano con me hanno chiesto di vederlo in giapponese. Per fortuna ho ottenuto almeno di poter mettere i sottotitoli in inglese...

Mario Scafidi ha detto...

s'accordo. il film mi ha fatto cagare, l'ho trovato pesante come il monologo di una persona noiosa che tratta argomenti poco interessanti. ho reso l'idea?

Christian ha detto...

Perfettamente, Mario! ^_^
E sì che i primi dieci minuti (quelli in cui Bloom viene "licenziato" da Alec Baldwin) sono anche carini, ma poi il film peggiora sensibilmente...