12 maggio 2014

Devil's Knot - Fino a prova contraria (A. Egoyan, 2013)

Devil's Knot - Fino a prova contraria (Devil's Knot)
di Atom Egoyan – USA 2013
con Reese Witherspoon, Colin Firth
*1/2

Visto al cinema Arcobaleno, con Sabrina.

In una cittadina rurale dell'Arkansas, tre bambini di otto anni vengono trovati uccisi nel bosco: le strane modalità del delitto fanno sospettare che possa essersi trattato di un rituale satanico, e dunque le indagini prendono di mira tre adolescenti del luogo appassionati di occulto e di musica Heavy Metal. Nonostante la mancanza di prove, i ragazzi verranno condannati: e solo diciotto anni più tardi la revisione del processo, pur con una formula piena di dubbi, li rimetterà in libertà. Con le modalità del thriller giudiziario, il film racconta un caso di cronaca avvenuto realmente e che colpì molto l'opinione pubblica, generando documentari (la trilogia di "Paradise Lost"), ispirando canzoni e attirando l'interesse di diverse star di Hollywood (fra cui Peter Jackson, che ha prodotto un docu-film sull'argomento, e Johnny Depp, diventato amico di uno dei tre accusati). Egoyan è da sempre a suo agio nel descrivere le inquietudini, le paure e i lutti di una provincia profonda e arretrata, ma il suo non è un ritorno ai vertici de "Il dolce domani": la regia, per quanto adeguata, sembra ormai stanca e senza guizzi, incapace di sollevare l'interesse per una sceneggiatura da tv movie che si trascina con una certa noia, ingabbiata fra la necessità di restare fedele agli eventi che racconta e la tentazione di romanzarli. Quelli che veramente mancano, però, sono i personaggi: sia la Witherspoon (che interpreta la madre di una delle tre vittime) sia Firth (il detective Ron Lax, che si prende a cuore il caso perché contrario alla pena di morte) non riescono a infondere vita in figure stereotipate e molto meno interessanti, per esempio, dei tre ragazzi imputati (James Hamrick, Seth Meriwether e Kristopher Higgins), che avrebbero forse dovuto essere i veri protagonisti della pellicola. Come nella realtà, il film (che si concentra soprattutto sul pressapochismo delle indagini della polizia e sui pregiudizi che avrebbero portato alla prima condanna) si chiude senza dare una risposta sull'identità dell'assassino, ma seminando indizi e dubbi in diverse direzioni. E forse in questo sta quel poco di suggestione che, tutto sommato, lascia allo spettatore.

5 commenti:

Marco Goi ha detto...

film piatto e poco memorabile.
anche per me i tre ragazzi avrebbero meritato uno spazio maggiore...

Christian ha detto...

Sì, nel complesso deludente. Da salvare anche l'ambientazione, ma da quanto ho capito, i documentari sul caso son molto più interessanti.

James Ford ha detto...

Lo vedrò in questi giorni, comunque confermi i miei timori della vigilia.

Jean Jacques ha detto...

Nonostante la presenza dio Firth, attore che adiro, questo film mi ispira davvero poco...
Prima o poi dovrò vederlo.

Christian ha detto...

Purtroppo nemmeno Firth è in grado di rendere interessante un personaggio che non ha nulla da dire. Non si può cavar sangue da una rapa...