15 maggio 2014

Angoscia (George Cukor, 1944)

Angoscia (Gaslight, aka Murder in Thornton Square)
di George Cukor – USA 1944
con Ingrid Bergman, Charles Boyer
***

Visto in divx, con Sabrina.

La giovane Paula (Ingrid Bergman, che per questa interpretazione vinse il suo primo Oscar), fresca di matrimonio, torna a vivere nella casa di Londra dove dieci anni prima fu assassinata sua zia Alice, celebre cantante lirica. L'atmosfera macabra del luogo la tormenta ancora, cominciando lentamente a farla impazzire... oppure è quanto cerca di farle credere, per motivi oscuri, il suo manipolativo marito (Charles Boyer)? Remake di un film britannico di Thorold Dickinson del 1940 (a sua volta tratto da un dramma teatrale di Patrick Hamilton del 1938), è un thriller psicologico ambientato in epoca vittoriana e dalle atmosfere ambigue e paranoiche, a metà strada fra i noir di Hitchcock (che, fra l'altro, da un altro testo di Hamilton trasse "Nodo alla gola") e un Polanski ante litteram ("Repulsion"). Per una volta, dunque, Cukor si allontana dalle commedie sofisticate e romantiche che lo hanno reso celebre, ma se la cava comunque benissimo. Per calarsi meglio nel ruolo di una donna che lentamente impazzisce, la Bergman si documentò approfonditamente, al punto da recarsi in un istituto di igiene mentale e studiare a lungo le espressioni del viso e degli occhi di una paziente. Nel cast anche Joseph Cotton (il detective che si prende a cuore le sorti di Paula) e una non ancora diciottenne Angela Lansbury (compì gli anni proprio durante le riprese) nei panni della cameriera, nominata all'Oscar come miglior attrice non protagonista. Il titolo originale si riferisce all'illuminazione a gas, ancora presente nelle strade e nelle case di Londra agli inizi del ventesimo secolo: proprio l'affiocarsi delle fiammelle nelle lampade di casa è l'indizio che permette al detective di risolvere il mistero. Wikipedia spiega che "dal titolo originale 'Gaslight' deriva l'espressione Gaslighting, che indica una forma di violenza psicologica attraverso cui la vittima viene indotta a dubitare della sua percezione della realtà. Tale violenza può consistere in manovre esteriori (come il nascondere o spostare oggetti) o psicologiche. Così facendo, il molestatore fa credere alla vittima di essere colpevole dei maltrattamenti subiti, mostrandosi al contempo compassionevole".

2 commenti:

Lakehurst ha detto...

l'ho visto di recente e devo dire che mi ha convinto l'atmosfera paranoica e la regia mobile di Cukor; meno il finale scontato, ma tutto sommato il modo in cui ci arrivano è godibilissimo

Christian ha detto...

Forse a uno spettatore moderno e smaliziato molte cose risultano subito chiare, ma la scena del confronto finale fra i due coniugi nella soffitta è ancora sorprendente e appagante! ^^