22 aprile 2013

Nella casa (François Ozon, 2012)

Nella casa (Dans la maison)
di François Ozon – Francia 2012
con Fabrice Luchini, Ernst Umhauer
***

Visto al cinema Apollo, con Sabrina.

German (Luchini), insegnante di lettere in un liceo parigino, rimane colpito dal tema di uno studente, Claude (Umhauer), che descrive la propria fascinazione verso la casa e la "famiglia normale" di un compagno di classe, Raphael, e i suoi tentativi di introdursi al suo interno e di conquistare l'amicizia tanto di Rapha quanto (soprattutto) dei suoi genitori. Il tema termina sul più bello, con la parola "continua", come se si trattasse di un romanzo a puntate. Riconoscendone il talento per la scrittura, ma anche incuriosito dalla vicenda, German incoraggia il ragazzo a proseguire il racconto, che si snoda in una serie di episodi sempre più avvincenti, tutti basati – come sostiene Claude – sulla realtà. Dopo "Angel", Ozon torna sul tema della scrittura e del rapporto fra realtà e immaginazione, innestando una vicenda che ricorda "Teorema" di Pasolini (un giovane estraneo che si introduce nella vita di una famiglia borghese, seducendone e affascinandone tutti i componenti) su un'infrastruttura che invece si rifà a "Le mille e una notte" (Claude è come Sheherazade che ammalia il sultano con i suoi racconti, distillandone le puntate e i colpi di scena pur di tener desta la sua attenzione), e riflette sul legame fra scrittore, lettore e personaggi (lo scrittore viola la privacy dei suoi protagonisti, ma in fondo il vero voyeur, colui per conto del quale lo fa, è il lettore). Ottima la prova degli interpreti: su tutti Luchini, ma ci sono anche Kristin Scott Thomas nei panni di sua moglie, trascurata e frustrata proprietaria di una galleria d'arte moderna, e soprattutto Emmanuelle Seigner in quelli di Esther, la madre di Rapha, "la donna più annoiata del mondo", appassionata di arredamento e prigioniera di una vita "normale" che la soddisfa ben poco; il giovane Umhauer, nei panni del mefistofelico e manipolatore Claude (ma a suo modo geloso della normalità della vita borghese del compagno, come capiremo nel finale), è praticamente al suo esordio in un ruolo importante.

4 commenti:

Marco Goi ha detto...

una gran bella sorpresa, questo film!

Christian ha detto...

Sì! Anche se Ozon ci ha abituato ai bei film... ^^

Marisa ha detto...

Dietro una superfice lineare e piuttosto fragile si celano abissi di frustrazione e rimozioni che è sempre pericoloso smuovere...
Gran bel film che andrebbe analizzato personaggio per personaggio e passaggio per passaggio. Tutti ne restano coinvolti e niente può rimanere come prima.

candida ha detto...

Io ci ho visto molto Čechov con questa tematica della letteratura che o rincorre o vampirizza la vita.