21 ottobre 2011

Fata morgana (Werner Herzog, 1971)

Fata morgana (id.)
di Werner Herzog – Germania 1971
documentario
***

Rivisto in DVD, con Giovanni.

Riorganizzando e montando il materiale filmato in una serie di viaggi in Africa fra il 1968 e il 1969 (nel Sahara algerino, in Nigeria, Alto Volta, Mali, Costa d'Avorio, Kenya, Tanzania e a Lanzarote nelle Canarie, dove il regista aveva girato "Anche i nani hanno cominciato da piccoli"), Werner Herzog realizza un affascinante e insolito documentario che alle immagini abbina una voce fuori campo (nella versione originale è quella di Lotte Eisner) che racconta "un'altra storia", lasciando allo spettatore il compito di riannodare le fila e di interpretare quello che sta vedendo. È comunque consigliata una seconda visione accompagnata dall'interessante commento di Herzog presente sul DVD, che per ogni sequenza spiega di cosa si tratta veramente, dove è stata girata e quali sono gli aneddoti al riguardo. La pellicola è divisa nettamente in tre parti: nella prima, "La creazione", sulle sequenze del deserto sono recitati brani dal "Popol Vuh", il racconto della creazione del mondo secondo i Maya (curiosamente, "Popol Vuh" è anche il nome di un gruppo musicale che scriverà le colonne sonore di diversi film di Herzog); nella seconda e nella terza, rispettivamente "Il paradiso" e "L'età dell'oro", i testi – in gran parte improvvisati – sono invece dello stesso Herzog e del suo amico poeta Manfred Eigendorf. L'idea iniziale era quella di presentare le immagini in chiave fantascientifica, come se si trattasse della descrizione di un altro pianeta, oppure del nostro ma da parte di una civiltà aliena: venne scartata, ma Herzog la riutilizzò poi in "Apocalisse nel deserto" e "L'ignoto spazio profondo", che con questo film formano un'ideale trilogia. Gran parte delle immagini sono state riprese dall'operatore Jörg Schmidt-Reitwein a bordo di un furgoncino Volkswagen guidato dallo stesso Herzog: per questo si tratta di lunghe carrellate laterali che "amplificano" a dismisura la dimensione orizzontale del paesaggio. Il resto lo fa la musica: nel primo atto, in gran parte classica (a partire dal Kyrie della "Messa dell'incoronazione" di Mozart); nel secondo, spiccano alcune canzoni di Leonard Cohen ("Suzanne", "So long Marianne", "Hey, that's no way to say good-bye"); nel terzo, c'è la surreale esibizione al piano della tenutaria di un bordello a Lanzarote, accompagnata da un protettore che suona la batteria e canta in spagnolo). Fra le sequenze che rimangono maggiormente impresse, quella iniziale in cui si mostra più volte un aereo in fase di atterraggio (e ogni volta, sembra di assistere sempre di più a un miraggio); le carcasse e le pelli dei bovini presso un pozzo reso secco dalla siccità; un bambino che mostra la sua volpe albina domestica e, parimenti, un ricercatore che tiene in mano un varano di Komodo. Gran parte delle persone che compaiono nella pellicola sono abitanti del luogo o turisti incontrati per caso. Molti gli incidenti capitati durante la lavorazione: ci fu anche il rischio di finire in galera perché il nome del cameraman era identico a quello di un mercenario tedesco ricercato dalla polizia e condannato a morte. Il titolo, naturalmente, si riferisce al celebre miraggio che dà l'impressione di osservare l'acqua nel deserto.

4 commenti:

MonsierVerdoux ha detto...

Non facile da digerire (come molti film di herzog), eppure la potenza visiva del maestro anche qui rimane intatta. Alcune delle riprese sono al limite dell'onirico, e credo questa pellicola sia l'ennesima dimostrazione di come Herzog sia il massimo visualizzatore didistese selvaggie della storia del cinema. Un saluto!

Christian ha detto...

Anch'io, che di solito non amo il cinema "non narrativo", rimango affascinato da questi film di Herzog. Le panoramiche orizzontali sono davvero belle, uno dei modi migliori per documentare un paesaggio! ^^

A Gegio film ha detto...

L'ho registrato pure io da Rai3. Credevo che Herzog fosse un punto di arrivo per la mia cinefilia, ma con le tue parole hai reso la cosa molto più facile.

Christian ha detto...

Se ti piace, procurati il DVD, perché vederlo con il commento di Herzog fa capire moltissime cose...