15 dicembre 2007

Three (aavv, 2002)

Three (Saam gaang)
di Kim Ji-woon, Nonzee Nimibutr, Peter Chan – Corea del Sud/Thailandia/Hong Kong 2002
*1/2

Visto in DVD.

Film a episodi, con tre storie horror provenienti dall'estremo oriente. Peccato che soltanto una di queste, la terza, valga la pena di essere vista. In seguito i produttori ripeteranno l'esperimento realizzando una seconda pellicola, intitolata "Three... extremes", che risulterà molto più interessante, soprattutto per i nomi dei registi coinvolti: Takashi Miike, Fruit Chan e Park Chan-wook.

"Memories", di Kim Ji-woon (Corea del Sud), con Jeong Bo-seok, Kim Hye-su (*)
Dopo che sua moglie è misteriosamente scomparsa nel nulla, un uomo è vittima di strane allucinazioni e comincia a soffrire di dissociazione mentale e di perdita di memoria. Nel frattempo, una misteriosa donna vestita di bianco come un fantasma si aggira per la metropoli, una città programmaticamente chiamata Neo Town. Superficiale e scontato, è un film che di buono ha soltanto la confezione e la fotografia. Il regista è lo stesso del noiosissimo "Two sisters".

"The Wheel", di Nonzee Nimibutr (Thailandia), con Suwinit Panjamawat, Kanyavae Chatiawaipreacha (*)
La maledizione che un anziano marionettista ha gettato sui propri burattini, impregnandoli con la sua stessa anima, causa numerosi morti in una comunità di artisti e danzatori. Confuso e poco interessante, a parte il setting nel mondo degli artisti di strada che ricorda in parte "Il maestro burattinaio" di Hou Hsiao-Hsien, non ha nemmeno un vero protagonista e non viene salvato neanche dal tono onirico.

"Going Home", di Peter Chan (Hong Kong), con Eric Tsang, Leon Lai (**1/2)
Un poliziotto si trasferisce ad abitare con il figlioletto in un colossale edificio che un tempo era una scuola. Quando il bimbo scompare, forse "rapito" da una misteriosa bambina fantasma che si aggira per il palazzo, l'uomo si reca a cercarlo dal vicino di casa e scopre che costui, un medico che si affida soltanto ai rimedi tradizionali e ripudia la medicina occidentale, cura e veglia da tre anni il cadavere della moglie, convinto che possa tornare in vita. Un'ambientazione davvero angosciante (nel suo piccolo, ricorda "Shining") e una situazione al tempo stesso surreale e da thriller rendono questo cortometraggio una piacevole sorpresa, superiore alla media degli horror orientali (genere che non amo molto). Bravi i due attori protagonisti, perfettamente all'altezza in parti non certo tipiche per loro (ed è sempre un piacere rivedere il simpatico Eric Tsang che avevo conosciuto nei film della "gang degli svitati" con Sammo Hung e Jackie Chan!). La fotografia è di Christopher Doyle. Del regista avevo già visto in passato alcuni film gradevoli ("Comrades: almost a love story" e i due "He's a woman, she's a man").

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