19 luglio 2007

Harry Potter 5 (D. Yates, 2007)

Harry Potter e l'ordine della fenice (Harry Potter and the Order of the Phoenix)
di David Yates – USA/GB 2007
con Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson
**1/2

Visto al cinema Apollo, con Saveria, Albertino e Alfredo.

Mi è piaciuto più di quanto avessi previsto, visto che ritengo il quinto libro il più debole in assoluto della serie, quasi un "riempitivo" che, anziché portare avanti la vicenda (la rivelazione della profezia, pompata come se costituisse chissà quale shock per i personaggi, non scuote minimamente il lettore/spettatore), si perde in contorti complotti di società segrete ed è apprezzabile solo per i toni cupi e l'atmosfera di accerchiamento e paranoia. L'adattamento cinematografico, invece, sfronda saggiamente gran parte della "zavorra" della prima parte del volume, riducendo al minimo il ruolo dell'ordine che dà il titolo all'episodio e concentrandosi di più sul protagonista e sugli avvenimenti che accadono a Hogwarts, rinunciando magari a qualche sottotrama (come quella degli esami del quinto anno) o a qualche spiegazione (non viene specificato, per esempio, che all'origine della profezia c'è la professoressa Cooman) ma dando il giusto spazio al bel personaggio dell'inquisitrice Dolores Umbridge, interpretata da un'ottima Imelda Staunton che va ad aggiungersi a un cast di comprimari di tutto rispetto, grazie anche al ritorno di gran parte dei personaggi degli episodi precedenti. Simpatico anche il personaggio della piccola Luna(tica) Lovegood. Per quasi tutto il film il nemico non è costituito dalle forze oscure di Voldemort e dei suoi seguaci, bensì dalle ottuse e bigotte istituzioni del mondo magico che cercano di prendere il controllo della scuola e si rifiutano di credere agli avvenimenti di cui Harry è stato testimone in passato. Dimenticato il Quidditch, c'è poi spazio per una magia finalmente di respiro epico e usata in combattimenti a base di incantesimi: il duello finale contro i Mangiamorte (i seguaci di Voldemort) e il confronto fra Silente e l'Oscuro Signore donano alla saga – forse per la prima volta – quella tensione che era un po' mancata in passato. In più viene approfondito anche il personaggio di Harry, in piena fase di cambiamento adolescenziale: la sua rabbia e la sua insicurezza sfociano nella (ri)scoperta dell'amicizia e in quella dell'amore (c'è una bella scena con il suo primo bacio con la "cinesina" Cho), rendendolo finalmente più adulto e affine al pubblico. Yates (regista televisivo britannico finora sconosciuto) dirige senza infamia e senza lode: è già stato annunciato che sarà lui il responsabile anche del sesto episodio. Da notare che lo sceneggiatore è cambiato: si tratta di Michael Goldenberg, a differenza dello Steve Kloves che ha firmato tutti gli altri film (e firmerà i successivi tre). Che sia per questo che mi è piaciuto di più?
Nota: il magazzino stracolmo di "profezie" contenute nelle bocce di vetro mi ha fatto pensare al terzo film di Lamù, "Remember my love" (quello da cui anche questo blog prende il nome), dove c'è una scena così simile da rendere difficile pensare che possa trattarsi di una coincidenza...

3 commenti:

Francesco ha detto...

Finalmente un giudizio che condivido su questo film! Girando sulla rete si trovano secchiate di giudizi negativi. Invece il film non è niente male: non è il solito potter-polpettone da quasi tre ore, i personaggi vengono definiti con una certa completezza e quel poco di trama che c'è (dal libro) fila liscia. Anche se mi è piaciuto molto lo scontro finale non riesco a farmi piacere Michael Gambon nella parte di Silente (qualcuno poi mi dovrà spiegare perchè in italiano certi nomi sono stati cambiati!).. ma sono gusti! In attesa di scoprire cosa succede nel settimo volume credo che il sesto costituirà un bel banco di prova per la trasposizione cinematografica... vedremo e ancora complimenti per il blog!

Scaurus81 ha detto...

Condivido in parte con quello da te detto. Se prendi il film come una cosa a se stante, puoi anche dire che è un buon film fantasy, con un trama piacevole e ottimi effetti speciali.
Ma facendo un confronto con il libro, allora devo dire che il tuo post è fin troppo buono con questo film. Troppe le parti tagliate o quelle cambiate, e poi che dire dell'aspetto psicologico dei personaggi, che viene trattato in modo troppo superficiale. Anche dallo scontro finale mi sarei aspettato molto ,ma molto di più.

Un saluto
Scaurus81

Christian ha detto...

Ciao e grazie a entrambi per i commenti. In effetti, quando guardo un film, cerco sempre di giudicarlo "a se stante", anche se non sempre è facile. Ma un film deve funzionare per contro proprio, altrimenti dovremmo criticare anche "Shining" di Kubrick perché non era fedele al romanzo di Stephen King: se si desidera una copia esatta del libro, tanto vale allora rileggersi il libro!