15 gennaio 2009

Bobby (Emilio Estevez, 2006)

Bobby (id.)
di Emilio Estevez – USA 2006
con William H. Macy, Freddy Rodriguez
**1/2

Visto in DVD, con Hiromi.

Il 5 giugno 1968, giorno dell'assassinio del senatore (e candidato alla presidenza degli Stati Uniti) Robert F. Kennedy, nelle stanze dell'hotel Ambassador di Los Angeles si trovavano centinaia di persone, molte delle quali furono testimoni diretti dell'attentato. Il film di Estevez (anche sceneggiatore) segue le vicende di una ventina di queste nelle ventiquattro ore immediatamente precedenti al colpo di pistola: il direttore dell'albergo (William Macy), che ha una tresca con una giovane centralinista (Heather Graham); sua moglie (Sharon Stone), parrucchiera e manicure, confidente di tutti; l'ex custode dell'hotel, ora in pensione (Anthony Hopkins), che passa le sue giornate nella hall in compagnia di un amico (Harry Belafonte); il capocuoco (Laurence Fishburne) e i suoi aiutanti messicani (Freddy Rodriguez e Jacob Vargas), uno dei quali vorrebbe andare a vedere una partita di baseball; il responsabile del personale della cucina (Christian Slater), licenziato per le sue idee razziste; una ragazzina (Lindsay Lohan) che vuole sposare un suo compagno di scuola (Elijah Wood) per impedirgli di partire per il Vietnam; una cantante alcolizzata (Demi Moore), che umilia suo marito (lo stesso Estevez); alcuni responsabili della campagna elettorale di Kennedy (Joshua Jackson e Nick Cannon); due giovani volontari che sperimentano per la prima volta l'LSD (Shia LaBeouf e Brian Geraghty) grazie a un pusher hippie (Ashton Kutcher); una cameriera della caffetteria dell'albergo, loro amica (Mary Elizabeth Winstead); un'altra centralinista, di colore (Joy Bryant); una coppia benestante che festeggia il decimo anniversario di nozze (Martin Sheen e Helen Hunt); una giornalista cecoslovacca che vorrebbe intervistare il senatore (Svetlana Metkina). Non amo particolarmente i film corali, perché è sufficiente che soltanto qualche elemento o qualche personaggio non funzioni appieno per rovinare irrimediabilmente tutta la pellicola. Non è il caso di questo film, fortunatamente, anche se di alcuni personaggi e di alcune storie ci importa relativamente poco. Ma con un cast simile è difficile sbagliare: certe scene, come i "duetti" fra Hopkins e Belafonte davanti alla scacchiera, o quello fra la Stone e la Moore durante la sessione di acconciatura, sono impagabili. Se apparentemente il film non ha un protagonista, secondo me invece ne ha due: l'albergo stesso e il "vero" Bobby Kennedy, abbondantemente presente attraverso spezzoni di interviste e filmati d'epoca. Nel complesso la pellicola riesce a ricostruire in maniera efficace l'atmosfera e le speranze di quegli anni: speranze non così dissimili, in fondo, da quelle che hanno accompagnato l'elezione di Barack Obama l'anno scorso.

4 commenti:

iosif ha detto...

se ne diceva un gran bene. mi hai ricordato che voglio vederlo.

Christian ha detto...

Sì, non è male, anche se non certo un capolavoro.

Anonimo ha detto...

Per me il centra molti obbiettivi perche' riesce a farci rivivere le contrastanti emozioni di un mondo che credeva di poter voltare pagina ed insieme riesce ad assemblare un eterogeneo corpo attoriale.
Sheen poi riesce a smentire se stesso dopo una carriera cinematografica consacrata al Falo' della vacuita'.
Un saluto
nickoftime

Christian ha detto...

Sono d'accordo, come ricostruzione delle speranze e delle emozioni di quei giorni il film funziona bene, e vale la pena di essere visto. Ed essendo lui stesso un attore, Estevez si dimostra bravo a dirigere i vari interpreti.
Ciao!